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2. L'architettura
fenicia.
I Fenicii, popolo pratico, avveduto, ardito, detto gli Inglesi dell'antichità,
perch- dedito al commercio ed alla navigazione, più che per
gusto nazionale hanno importanza nella storia dell'arte per essere stati
i grandi intermediarii di civiltà fra l'Oriente progredito e I' Occidente,
portando in tutto il bacino del Mediterraneo i semi dell'arte egizia ed
assira, e propagando il primo alfabeto fonetico derivato dalla scrittura
ideografica dell'Egitto, trasmesso poi dai Greci ai popoli moderni. Essi
non ebbero quindi un'arte propria, accontentandosi di commerciare in vasi
scolpiti, vetri dipinti, statue, ecc., e fu solo a Cipro che l'arte fenicia
ebbe una impronta originale, servendo come di anello di congiunzione fra
l'arte dell'antico Oriente e quella classica della Grecia.
Dell'architettura fenicia abbiamo le tracce a Malta, in Spagna, nei nuraghi
di Sardegna, nelle tombe di Sicilia e di Gibilterra. Il tempio fenicio
comprendeva una cinta quadrangolare munita all'interno di un portico.
Nel centro del cortile che ne risultava sorgeva il santuario: un'edicola
o tabernacolo contenente la statua della divinità, od anche il semplice
simbolo eretto su un basamento piramidale. Il portico a colonne, con capitelli
di lontana imitazione di quelli egiziani ed arieggianti il tipo ionico
della prima epoca, era adorno di statue addossate alla parete di fondo.
Notissima è l'abilità dei Fenici nelle arti industriali, specie
nella plastica in terra cotta, nei vetri, nelle oreficerie, i cui prodotti
si conservano nei principali musei d'Italia, d'Europa e di NewYork.
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