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1. L'architettura
egizia.
Mentre nella Mesopotamia l'umanità muoveva i primi passi verso il
civile progresso, in Egitto si iniziava e si svolgeva una civiltà
ed un' arte con vero e proprio stile. Carattere speciale dell'arte egizia
è la grandiosità delle costruzioni, derivata dalle speciali
condizioni del paese, ove le periodiche inondazioni del Nilo avevano addestrati
gli abitanti a imponenti lavori dl ingegneria idraulica per canalizzare
le acque fecondatrici. Se però le proporzioni delle opere d' arte
egiziane arrivano talvolta fino all' enorme, non raggiungono mai il sublime
manca l' armonia delle linee propria dell' arte greca, e tutto risente
il peso del potere reale e sacerdotale, che per tanti secoli gravò
sulla stirpe semitica dell'Egitto. Inoltre l'arte egizia è improntata
di mistero, e quando sotto Sesostri o Ramesse II giunge al suo apogeo,
si ferma e resta immobile attraverso tutte le vicende della storia, muta
come le sfingi che ne sono come il simbolo grafico. é solo con
l'occupazione francese del primo console che si incomincia a sollevare
il denso velo dell' antica civiltà egiziana, e la chiave dei geroglifici
ritrovata da Champollion serve a ricostruire dopo 40 secoli la società
del tempo dei Faraoni.
Essendo la religione ed il culto dei morti tanta parte della vita civile
dell' Egitto, anche l'arte ne risente gli influssi, e per ciò uniche
sue manifestazioni nell'architettura sono i templi ed i sepolcri. Questi
ultimi, dapprima sotterranei come le tombe dei re a Tebe, si elevano poi
alla luce del sole, e prendono la caratteristica forma delle piramidi,
assai numerose nella valle del Nilo, e che da quelle piccolissime monoliti
vanno fino alle gigantesche della necropoli di Memfi, la maggiore delle
quali arriva a 145 m. d'altezza. Il loro orientamento è basato sopra
osservazioni astronomiche, e la loro costruzione fu il risultato di immense
fatiche di parecchie generazioni, compresi gli Ebrei di cui Mosè
ci narra i sudori e gli stenti sotto la sferza degli spietati Egiziani.
Anche i templi furono prima scavati nella viva roccia, nella quale pure
si intagliavano i colossi che ne ornano l'ingresso: poi si costruirono
all' aperto, e le imponenti rovine di Karnack, di Luksor, di Edfou, di
Dandour, dell'isola di File ci mostrano ancora il piano fondamentale del
tempio egiziano, e ci fanno stupire con la grandiosità delle costruzioni.
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