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3, L'Architettura
indiana,
Dall' altipiano dell'Iran gli Arìi primitivi, come si mossero per
arrivare in Europa, così si diramarono nell'india, dandovi origine
ad una fioridissima civiltà, e quindi anche ad un' arte propria.
Di questa però non abbiamo monumenti che dalla seconda epoca storica,
detto periodo buddistico, poichè dell'anteriore periodo braminico
non si possono neppure rintracciar le rovine, per la fragilità del
materiale adoperato, esclusivamente legname e mattoni.
La vera arte indiana antica, pero, è il risultato di una elaborazione
locale che si è assimilati elementi persiani (essi pure a loro volta
derivati dai caldeo-assiri), ed anche elementi greci, massime nella decorazione
scultoria. Così pure non si hanno proprii organismi architettonici
razionali; ìa forma più usata nei santuarii religiosi, detti
stupe o tope, è quella a pianta circolare, su cui s'innalza una immensa
cupola a foggia di otre, sormontata da un coronamento ad ombrello. Una
grande importanza è data piuttosto alla scultura decorativa, che
ricorda nella disposizione degli elementi in pietra le primitive costruzioni
e gli antichi intagli in legname.
Nei templi sotterranei scavati a forza di scalpello nella roccia, come
quelli celebri dell' Isola di Elefanta presso Bombay e quelli pure di
Ellora, si trovano impiegate le colonne o i pilastri per reggere l'immensa
volta a botte con arco rialzato, con una nicchia o abside semicircolare
nel fondo occupata dalla statua di Budda.
Quegli altissimi bizzarri edifici!, detti pagode, ricchissimi di sculture
di forme convenzionali ma piene di vita e sentimento, che nella loro fastosità
misteriosa sono l'espressione della meravigliosa regione dell'India e
della sua religione così singolare, appartengono già al terzo
periodo storico, detto il nuovo braminico, che dall'ottavo secolo dell'era
volgare giunse sino alla Invasione e conquista araba.
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