Tratto da:
Gli Stili nell'architettura sacra

CAPO I.
L'ARTE ORIENTALE ANTICA
Di Baio Editore

2. L'architettura persiana.

Ai Calde! ed Assiri di razza semitica succeduti i Medi e Persiani di stirpe aria, anche presso di questi popoli si sviluppòun'arte propria, che perònon ebbe carattere distinto ed originale. Da una parte infatti vi si sente l'influenza assira, frutto dell' antica dominazione millenaria che aveva oppresso i discendenti di Jafet; dall'altra una civiltà nuova ed ardita, la greca, penetrava nel cuore dell'impero persiano preludendo alla conquista di Alessandro.
Le rovine di Susa, Ecbatana e Persepoli, città rivali di Ninive e Babilonia, benchè meravigliose per grandiosità e ricchezza di decorazione, mostrano tuttavia la più grande mescolanza di elementi architettonici assiri e ionici, senza la fisionomia di un nuovo stile. Son degne di nota le tombe dei re, tagliate perpendicolarmente nella roccia, e il sepolcro di Ciro, piramide assira a sette gradini sormontata da un tempietto greco-asiatico.

Le rovine di Susa, Ecbatana e Persepoli

L'arte persiana però, sorta rapidamente con criterii eclettici e non per lenta, naturale formazione, cessòsubito dopo la caduta dell'impero persiano;, le influenze dell'arte assira, massime nell'uso della cupola, non tardarono a prevalere nelle epoche successive, preparando nuove forme costruttive alle quali era serbato un avvenire di grande importanza, sotto la dominazione degli Arsacidi-Parti e dei Sassanidi. Appartengono a questo periodo le grandiose rovine dei palazzi di FiruzAdad, di Sarvistan e di Ctesifonte, in cui troviamo parecchi elementi costruttivi che ricompariranno poi nell'arte bizantina e nell' araba- moresca.