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La genesi di questa operetta? é subito
spiegata,
Preparando le lezioni illustrate con proiezioni luminose che da due anni
tenevo al Ç Circolo di cultura fra gli ecclesiastici e al - Circolo
Studenti S. Stanislao -, mi avveniva spesso di trovare opinioni disparate
e talora con tradditorie fra i
parecchi autori consultati, e nei molti Manuali di storia dell'arte apparsi
in questi ultimi anni di lodevole risveglio negli studi artistici.
Chi per simpatie personali attribuiva grande importanza ad una scuola
o ad un'epoca particolare, trascurando il resto o passandosela con brevi
accenni; chi non dava nettamente la distinzione dei diversi stili architettonici,
in modo da potersene formare una idea chiara e precisa, chi trovava tutta
la perfezione nelle manifestazioni dell' arte straniera, dimenticando
quasi i capolavori italiani; e non mancava nemmeno chi dalla serena concezione
dell'arte traeva occasione per degli spunti ostili contro la Chiesa e
benemeriti Ordini religiosi! Nella terminologia, poi, e nella assegnazione
dei monumenti ai varii periodi storici, era una confusione dò non
sapercisi raccappezzare affatto. Preoccupato da queste difficoltà,
e nell'intento di dare al clero d'Italia un filo direttivo per dirigersi
nell' intricato labirinto, spinto anche dal desiderio di amici benevoli,
mi accinsi a cornpilare quest'operetta senza pretese, la quale non intende
certo di imporsi con autorità, ma solo di essere una guida discreta.
Molto, naturalmente, attinsi a quelli che mi precedettero, e che nel campo
dell'arte hanno ormai un nome; in qualche punto però me ne scostai,
e liberamente esposi la mia opinione, che non avrò, maggior valore
delle altre ma è il frutto di convinzione sincera, e in ogni caso
ho cercato di giustificarla con intrinseche ragioni. Sarà giudicata
una temerit la mia? Voglio sperare che no, e del resto, libero ognuno
di non seguirmi se non è persuaso.
Mio scopo però, e il voto più ardente che esprimo si è, che i miei
diletti confratelli di ministero non si accon tentino di quanto troveranno
in questo libriccino, ma ne formino come un punto di partenza per estendere
maggiormente le loro cognizioni artistiche in opere di maggior mole, e
si innamorino dell' argomento tanto geniale e dilettevole, e ne facciano
oggetto di studio serio e proficuo, da cui certo ritrarranno alte e durevoli
soddisfazioni.
In questi tempi in cui dal clero cattolico si esige una soda e larga cultura,
pari almeno a quella che si trova nelle altre classe sociali anche elevate
con cui ogni giorno ci troviamo a contatto, sono ben lieto di portare
anch'io il mio piccolo contributo alla grand'opera della elevazione degli
studi ecclesiastici; e se il mio modesto volumetto troverò favore
e benigna accoglienza tra i ministri del santuario, mi riterrò
abbastanza ricompensato della povera mia fatica.
Milano, I ottobre 1907.
CAN. ORESTE PANTALINI
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