Tratto da:
La Stazione Centrale di Milano
Mostra del cinquantenario
La Stazione Centrale di Milano
Di Baio Editore

La stazione non è solo un 'opera di architettura, ma anche e soprattutto un luogo di comunicazione e un complesso
organismo di relazioni, sia sociali che urbane.
La nascita di una stazione è sempre un fatto eccezionale per una città perchè costituisce la conclusione di un processo profondo di trasformazione.
La stazione diventa allora l'immagine stessa di questa città rigenerata, la proiezione fisica che la città vuoi dare di se
stessa al visitatore e alle generazioni future.
Non diversamente ciò è accaduto per Milano e la lunga genesi sta a testimoniare di quale profondo travaglio essa è stata caratterizzata.
La Centrale si colloca nel momento di cerniera tra il mondo ottocentesco e quello moderno, tra la società borghese
di fine secolo e quella emergente di massa.
E come la precedente Centrale del 1864, si collocava a cavallo tra la dominazione asburgica e l'Unità d'Italia, l'attuale segna l'esplosione della città e l'avvento di un regime.
E' il segno del mutamento, che tuttavia vuoi contenere in una sintesi forse azzardata i due mondi: con l'accademismo stacchiniano riassumere la cultura della Milano storicistica di un Feltrarne o di un Boito, con il monumentalismo mussoliniano esprimere i propositi del nuovo potere.
La Milano del dopoguerra, nell'altro fondamentale momento di cerniera, è entrata indubbiamente in conflitto con questo edificio, nel quale più non si riconosceva, ma ha avuto la saggezza di non lasciarsi condizionare dal suo messaggio esteriore, cogliendo il segno dei tempi nell'edificazione della vera stazione di oggi, l'aeroporto "urbano"
del Forlanini.
Questa tolleranza e praticità tutte lombarde, hanno però messo il superamento dello choc linguistico e contenutistico tra le due culture, il che permette ora in pieno clima "post-moderno" di analizzare, conoscere, gustare fors'anche, questa architettura con spirito distaccato e magari un più affezionato perchè ormai essa fa parte integrante della
memoria collettiva dei milanesi.
Uno dei fili interpretativi da segnalare in questa mostra sta proprio qui: capire una città e una società anche da un suo
edificio rappresentativo.

arch. Pierpaolo Saporito
autore della mostra


L' avvenimento del cinquantesimo anniversario dell'inaugurazione della Stazione Centrale non è soltanto un fatto
caro ai milanesi di patria e di adozione, per quell' aspetto romantico che ricorda tutto il travaglio di vita e di storia che parte lontano, quasi dagli eventi del 1848.
E' anche un avvenimento che mette in luce quella capacità di iniziativa e di tecnologia, di "activepeople", contributo
della Città nella Nazione, dell'Italia nell'Europa.
Parlare della Stazione se da un lato rende attuale e supera tutta un antica polemica sugli aspetti di immagine compositiva, dall' altro evidenzia quello che potrebbe essere oggi la Stazione Centrale: oltre che oggetto della sua funzione naturale anche un polo attivo all'interno della città.
La Stazione potrebbe essere utilizzata non solo come porta di entrata e di uscita della città ma come in ambiente rappresentativo e propositivo di manifestazioni culturali in cui Milano possa esprimere, documentare, rinnovare la sua
realtà.
La mostra parte dal racconto della strada ferrata in Milano, ricorda gli entusiasmi della grande Esposizione Internazionle del 1906, documenta progetti e passioni, espone tecniche e capacità costruttive talvolta dimenticate, quali il formidabile gioco delle grandi tettoie: occasioni allora tutte di attualità per quei tempi e che oggi la mostra ripropone quel stimolo, e indicazione per un nuovo fare.
Questa prima pubblicazione, solo iconografica, vuole essere una guida, un notes di appunti un promemoria tale da
generare un fermento tutto nuovo ed originale proiettato negli anni duemila.

arch. Giuseppe Maria Jonghi-Lavarini

Nel quadro delle celebrazioni del cinquantenario della Stazione Centrale di Milano, con vivo piacere e motivo di orgoglio abbiamo predisposto la pubblicazione di una guida non solo per il visitatore.
Abbiamo colto l'occasione di introdurre questa iniziativa di cui ne intravediamo e condividiamo il contenuto: la salvaguardia dei valori positivi della nostra cultura milanese a volte anche negli "aspetti più nascosti".
Rivisitare la cittˆ di Milano nelle sue costruzioni più importanti e meno importanti, il fascino di riscoprire le parti
e gli oggetti dhe le compongono vuoi dire cogliere il vero significato di "modi di vivere",
Al tempo stesso significa porre in rilievo e valorizzare, per meglio conoscere, le occasioni d'ambiente che compongono il nostro arredo urbano.
Un' accurata analisi, una ricerca "di luoghi e d'epoche che ricordano un amore per le cose e un rispetto per le persone
che in qualche caso sembrano essere stati smarriti", vuole essere {'impegno editoriale che ci prefiggiamo quale contributo alla salvaguardia dei valori positivi della nostra tradizione che è poi la nostra cultura. Ci rallegriamo, anche quali semplici cittadini di Milano, con l'arch. Saporito che tanto bene ha saputo raccogliere in una riuscita sintesi le innumerevoli testimonianze di Cinquant'anni di vicende umane.
Ma soprattutto ringraziarne infine le Ferrovie dello Stato e il Comune di Milano il cui contributo ha permesso I9 attuazione di ciò che vi offriamo con questa pubblicazione.

arch. Gjlla Giani
Direzione editoriale


Hanno collaborato alla realizzazione della mostra e della monografia:

arch. Pierpaolo Saporito
arch. Giuseppe Maria Jonghi-Lavarini
arch. Gjlla Giani
arch. Clara Bertolini

con

Arch. Orlando Cloni
Gabrielle Griffin
Franco Magnani
Dott. Mario Righetti
Italo Bertolasi
Gino Fossali
Angelica Calbi
Elettra Vecchia
Jenny Hanninen

ed inoltre

ing. Federico Renzulli
ing. Mario Berardinelli
cav. Lino Venturelli
il personale dell'Uff. Impianti Elettrici F.S.
dell'Uff. Materiali Trazione F.S.
della Squadra Rialzo di Milano Centrale F.S.
dott. Alberto Ciambricco, responsabile delle P.R. delle F.S.
il personale dell'Uff. Pubbliche Relazioni Aziendali delle F.S.

Le Ferrovie dello Stato e il Comune di Milano in particolare ringraziarne :

Archivio Storico di Milano
Civica Raccolta delle Stampe A. Bertarelli
Accademia di Brera
Di Baio Editore
Museo della Scienza e della Tecnica "Leonardo da Vinci"
Eredi Stacchini
Eredi De Grandi
Museo di Milano
Mutua Ferrovieri
Istituto Scienza delle Costruzioni della Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino
Biblioteca Facoltà di Architettura di Milano
Davide Mosconi
Ferrovie Svizzere
Biblioteca Società Lombarda
Studio Annone
Società Nazionale delle Officine di Savigliano