Tratto da:
La Stazione Centrale di Milano
Mostra del cinquantenario
La Stazione Centrale di Milano
Di Baio Editore

Milano: quasi una seconda patria.
Approdai a Milano giovanissimo.
Il mio viaggio nel giornalismo si è sempre intrecciato in un modo misterioso e continuo, vorrei dire insondabile, con
la capitale Lombarda. Divido con questa città il mio amore per Firenze in ciò congiungendomi idealmente con Ugo La
Malfa un siciliano innamorato di Milano.
Luoghi ed epoche che ricordano un amore per le cose ed un rispetto per le persone che in qualche caso sembrano essere stati smarriti.
L'arrivo a Milano è l'arrivo nella Sua stazione. Dopo i primi periodi eroici delle Ferrovie, a partire dai primi progetti
regi del 1849 che cominciarono a disegnare una nascente rete ferroviaria, la stazione di Milano segna quasi un punto
di arrivo, una sintesi di gusto e di funzionalità.
Saluto con gioia la pubblicazione di questo catalogo che della Stazione mostra e rivela gli aspetti più nascosti, quelli
sui cui il distratto viaggiatore raramente si sofferma. Uno stile, un modo di vivere che ritroviamo nella magia degli
oggetti, nel fascino delle costruzioni, che ricerchiamo negli animi.
Progettata prima della guerra, con taglio eclettico, realizzata fuori tempo, conclusi gli eventi bellici, rimane un simbolo della città.
Oggi, per noi èanche un ultimo passaggio verso quell'Europa cui vogliamo agganciare lo sviluppo e la cultura del
nostro Paese, un passaggio non solo ferroviario ma, vorrei dire, anche ideale. Riflettere su quel passaggio significa anche riflettere su di noi.

Sen. Giovanni Spadolini
Presidente del Consiglio dei Ministri

La Stazione Centrale di Milano ha svolto un ruolo di protagonista nella storia di mezzo secolo di vita italiana.
L'aver raccolto in una mostra documenti editi e inediti che ne illustrano le tappe salienti è opera veramente lodevole e
quanto mai interessante.
Milano Centrale ha vissuto tutti gli episodi drammatici della guerra, l'esodo degli sfollati, i continui bombardamenti
e con le solidissime strutture dei suoi sotterranei offre sicuro rifugio ai milanesi che per vari motivi non potevano abbandonare la città.
La ricostruzione della rete FS prese il via da Milano. Nel 1950 il "Settebello", primo biglietto da visita delle ferrovie
risorte dalla guerra, parte da Milano.
A cinquant'anni, anche architettonicamente può considerarsi superata come stile e come gusto, sotto il profilo tecnico la Stazione di Milano sta per risorgere a nuova giovinezza, grazie al grandioso impianto di automazione in corso di allestimento, che sarà ultimato nella primavera del 1983.

Vincenzo Balzarne
II Ministro dei Trasporti

Inaugurata nel 1931, la stazione centrale di Milano sembrò dovesse rivaleggiare, per la sua imponenza architettonica,
con gli altri grandi monumenti della città: Sant'Ambrogio, il Castello Sforzesco e perfino il Duomo.
Trascorso mezzo secolo, lo stile floreale e Kolossal può apparire superato, ma la grande mole marmorea non è destinata a diventare una basilica del silenzio e dell'abbandono: ventiquattro binari sempre occupati, quattrocento treni in arrivo o in partenza ogni giorno, ne fanno uno degli scali più importanti d'Europa: e la funzionalità dinamica di
questo grande complesso sarà ulteriormente accresciuta con un nuovo apparato centrale elettronico.
Ma, al di là della sua importanza ferroviaria, la stazione centrale è anche un punto di riferimento carico di significato: essa è stata testimone di avvenimenti storici e mondani, arrivi e partenze memorabili; sotto le sue volte si sono incontrati personaggi famosi e povera gente, innamorati ed emigranti.
La mostra che è stata meritoriamente organizzata riunisce i documenti di tutte queste vicende.

Ercole Semenza
II Direttore Generale delle Ferrovie dello Stato

I cinquant'anni della Stazione Centrale ferroviaria di Milano fanno ormai parte della lunga storia dei trasporti milanesi su rotaia.
Quando, nel 1912, la Giuria presieduta da Camillo Botto prescelse, con apposito concorso, il progetto di Ulisse Sfacchini per l'edificazione del nuovo e più importante centro ferroviario di Milano, già si prevedeva quello che
sarebbe stato il futuro della città, punto di incontro delle convergenze europee.
D'altra parte, l'attenzione di Milano per il trasporto ferroviario si era manifestata subito al primo apparire di questo
straordinario mezzo di comunicazione: basti pensare alla prima ferrovia Milano-Monza realizzata nel 1840, che, pur
nel breve percorso di 13 chilometri, segnava una svolta nel sistema dei trasporti, proiettato nel futuro.
Lo sviluppo di tale sistema toccò tappe sempre più significative, rappresentate dalla stazione detta Fernandea del
1846, e della prima "Stazione Centrale" realizzata nel 1864 nella zona della attuale Piazza della Repubblica, su
progetto dell'architetto Bouchot, che soltanto pochi anni dopo doveva divenire la più importante d'Italia per intensità di traffico.
Uno sviluppo tale da imporre al principio del secolo la necessità di pensare ad una nuova stazione, in quanto la precedente andava mostrandosi sempre meno adeguata alle esigenze della città avviata a divenire metropoli.
Purtroppo, i lavori per la Stazione Sfacchini subirono molte interruzioni dovute a vicissitudini svariate, in primo luogo a causa della prima guerra mondiale, cosicchè soltanto nel 1931 potè essere compiuta ed inaugurata.
La tecnica ferroviaria ha compiuto in questi ultimi cinquant'anni notevolissimi progressi, oggi la Stazione rivela
esigenze di ammodernamento, a cui si dedicano tecnici di sicura esperienza.
La storia delle stazioni ferroviarie è per natura legata ad un continuo divenire.
Restano però le testimonianze fondamentali, legate alla vita stessa della città. Fra queste, è giusto comprendere il fastoso edificio di Ulisse Sfacchini, che, comunque lo si voglia giudicare dal punto di vista estetico o pratico, rappresenta tuttavia un segno indiscutibile della volontà di operare e della vitalità di Milano.

Carlo Tognoli
Sindaco di Milano