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Convegno è seguita una Tavola Rotonda, con moderatore il giornalista
Rai Federico Fazzuoli, dal titolo: “Stava di Tesero: perché
una simile tragedia non si verifichi più”.
Il contributo dei partecipanti al dibattito è stato distribuito
all’interno dei singoli interventi.
Buongiorno. Diamo il via a questa “tavola rotonda”,
l’ultima parte di questa giornata. Che cosa bisogna fare perché
una tragedia come questa non si verifichi più: questo è
un problema serissimo. Credo che molti di voi avranno visto il programma
di giovedì sera: non c’è cosa ormai in cui non ci
sia l’intervento dell’Uomo, e quando si parla dell’intervento
dell’Uomo si riesce difficilmente a capire di chi sia la responsabilità,
perché ci sono gruppi, le aziende, ci sono le istituzioni, che
non sono mai una persona sola, sono cose complesse, e, in genere, scatta
una sorta di spirito di corpo; perciò, se c’è un’azienda
che deve fare bilancio, e tutta l’azienda è chiamata a fare
bilancio, perché un presidente è bravo se il bilancio è
positivo, mentre non è buono e viene mandato via se il bilancio
è negativo, ed
allora tutto il corpo aziendale si presta, spinge affinché il bilancio
sia positivo.
Naturalmente si passa sopra a tutto. Questa è la storia non solo
italiana, ma è la storia di tutto il Mondo, è la storia
del mercato, è la storia del produrre per vendere, fare utile,
la borsa; quindi quando si tocca un argomento di questo genere si restringe
nei confronti del tipo di iter, del tipo di sviluppo che noi ci siamo
dati. Io ho avuto la ventura di sorvolare le zone di Alessandria dieci
anni fa, durante l’alluvione, proprio la mattina stessa dell’alluvione.
Alcuni mesi fa hanno ricordato lì i dieci anni, ed alla fine il
problema era che è piovuto tanto in un’epoca in cui sarebbe
dovuto nevicare; però il clima è cambiato – l’abbiamo
visto a New Orleans – e gli americani non hanno ancora firmato il
Protocollo di Kyoto. Quindi quando i problemi d’ordine culturale
e politico partono a quel livello, si arriva poi ad una situazione locale
precisa. Le responsabilità sono anche locali e sono di quelli che
se le sono prese, però c’è sopra un cappello enorme.
Credo che, per parlare di cosa si può e bisogna fare perché
non si verifichi un episodio come quello di Stava, bisogna sempre tenere
presente il tipo di civiltà che noi abbiamo messo in piedi, perché
questa comporta, gli scienziati e gli esperti dicono, dei rischi. Non
c’è niente senza rischio: attraversare la strada è
un rischio, do a mia figlia il motorino o la macchinetta e c’è
il rischio; tutto è un rischio, ma in esso c’è una
valutazione fatta dagli scienziati, la quale viene vagliata da chi applica:
per esempio, dall’ingegnere della società che poi deve realizzare
una costruzione; viene vagliata dalle disponibilità economiche,
dalle istituzioni, da chi deve effettuare i controlli. Questo è
il meccanismo, tutto deve rispondere al fatto che non si può andare
in perdita. Il bilancio rosso non si può accettare.
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