Tratto da:
XX° Anniversario della
tragedia di Stava

JOSEF BRAUNS esperto di bacini sterili e già docente presso
l’Università di Karlsruhe (Germania)
Di Baio Editore

Un vivo ringraziamento al signor Andolfo, che mi aiuterà nella traduzione.
Signore e signori, famigliari dei parenti delle vittime di Stava, signor Presidente, colleghi signore e signori, anzitutto vorrei scusarmi per il fatto che non parlerò nella vostra bella lingua, e pertanto vi devo chiedere di distribuire il mio intervento in inglese.
Buongiorno signore e signori, ringrazio gli organizzatori per aver permesso all'interprete di intervenire oggi per effettuare la traduzione dell'intervento del professor Brauns.
Desidero altresì ringraziare la dottoressa Dovera che mi ha assistito nella traduzione dei testi dei lucidi che illustrerò nella mia presentazione.
Spero così che attraverso la traduzione possiate comprendere il mio intervento in inglese.
La tragedia di Stava, avvenuta vent'anni fa, è ancora inconcepibile, è appropriato quindi oggi cogliere quest'opportunità per riflettere sulle condizioni che hanno portato a quel disastro, e sugli eventi dell'epoca.
Confesso che non è facile parlarvi in questo momento, dopo la commovente presentazione del professor Stella, che abbiamo ascoltato pochi istanti fa.
Ebbene, persone come il sottoscritto, che non sono state personalmente colpite, ma soltanto marginalmente sono state coinvolte negli atti disastrosi, commoventi e molto tristi di quegli eventi, trovano difficile non immedesimarsi nella tristezza e nella solidarietà nei confronti di tutti coloro che sono stati colpiti e dei loro famigliari; quindi dovrò ciononostante concentrarmi su questioni relative agli aspetti tecnici della sicurezza legata ai bacini per sterili.
Tuttavia, se non riusciamo a superare il "restare nudi e senza parole", per quanto riguarda l'impatto di questo enorme evento, non coglieremo l'opportunità di trarre lezioni per il futuro, in maniera tale che si possa in modo efficace trovare quel che è necessario fare, non solo per imparare le lezioni per il futuro, ma anche quelle forme di prevenzione che possono derivare da quest'ultimo, e questa occasione ci è offerta anche da un evento commemorativo come questo.
Desidero ringraziarvi per l'onore che mi avete concesso nell'invitarmi qui a parlarvi oggi.
Questo non è un convegno d'esperti e di tecnici, dove si tratteranno soltanto questioni tecniche legate alla sicurezza d'eventi di questo genere. Comprendo che l'incontro qui è tra persone che sono state fortemente colpite ed impressionate dall'incidente di Stava e che non possono dimenticarlo. Persone che hanno il desiderio di comprendere le condizioni che hanno condotto ad una tragedia di questo genere, e come possono essere prevenute tragedie
simili in futuro. Persone che desiderano quindi ascoltare che cosa si fa, quali sono le condizioni affinché eventi così mostruosi possano essere esclusi per sempre nel futuro.
Il mio intervento ha l'obiettivo di illustrare quanto già espresso in maniera generale, facendo riferimento, da un lato, alle mie competenze e conoscenze, che ho acquisito nel corso degli anni lavorando a tutta una serie di progetti, soprattutto progetti legati ai risultati dei danni che si verificano in questi ambiti, e, dall’altro, alla mia esperienza come membro di numerosi comitati, sia a livello nazionale, in Germania, che a livello internazionale.
Tratterò soprattutto questi tre punti che qui sono elencati e che potete leggere sullo schermo.
Il primo quesito è: "È possibile evitare i bacini per sterili?". Ebbene, alla luce della tragedia come quella di Stava, la domanda s'impone inevitabilmente. "È possibile evitarli completamente?".
Questo non è il luogo; non considero necessario disquisire su aspetti economici e tecnici e sull'inevitabilità del fatto che i bacini per sterili sono necessari per accompagnare tutte le attività che di fatto rendono possibile la nostra vita moderna.
Nonostante quanto abbia detto il professor Stella e che tutti noi condividiamo, in questo momento storico, se vogliamo, dovrebbe essere sufficiente affermare che, alle attuali condizioni economiche e tecnologiche, l'estrazione di minerali, quali ferro, rame, alluminio ed oro, non possono essere portate avanti come attività senza che si costituiscano anche bacini per sterili, per l'estrazione delle scorie di questi minerali. Pertanto, nello stato attuale del
nostro mondo, il progresso tecnologico e la situazione in cui viviamo, verrebbero a fermarsi, a bloccarsi, se fossero interrotte le attività d'estrazione di questi minerali. Non potremo più vivere nel modo attuale.
Dal punto di vista mondiale, questi esperimenti, questi bacini per sterili, negli impianti industriali, sono usati in tutti i continenti. Le dimensioni altrove, al di fuori dell'Europa, sono di strutture molto, molto grandi, gigantesche. In Europa, invece, per ragioni varie, che qui non stiamo a citare, queste strutture, non solo sono più piccole, ma in effetti vedranno sempre meno la loro realizzazione, perché queste attività d'estrazione sono molto più vaste al di fuori dell'Europa occidentale.
Pertanto, la risposta alla domanda, a livello mondiale, se sia possibile fare a meno dei bacini per sterili, è: no, non è possibile farne a meno.
Tuttavia, in Europa, è difficile che si possano impiantare nuove strutture di questo genere.
È più probabile che questo avvenga nell'Europa orientale, mentre, invece, le strutture esistenti, nelle nostre zone, ed anche altrove, vanno assolutamente rese più sicure attraverso operazioni di collaudo e di chiusura, per permettere una vita più lunga e, se vogliamo, a tempo indeterminato, di queste strutture stesse, che sia all'insegna della sicurezza.
Per quanto riguarda queste strutture quindi dobbiamo affrontare soprattutto la questione della sicurezza. Passiamo ora all'altro quesito: "Quali sono quindi le caratteristiche principali di questi bacini per sterili, all'insegna della sicurezza?". Qui non entreremo in questioni tecnologiche o in dettagli tecnici, però illustrerò alcuni dei seguenti punti.
[Il professore ha letto in inglese ciò che qui è scritto in italiano e ha chiesto di non rileggerlo per risparmiare tempo].
Queste che abbiamo appena citato sono le caratteristiche molto importanti che sono direttamente o indirettamente legate alla questione della sicurezza dei bacini per sterili. Un aspetto molto importante emerge, e va compreso lo scopo diverso tra i bacini per sterili e le dighe tradizionali, quindi altre forme di bacino che sono usate come dighe per altri scopi. La distinzione tra i due è quindi importante.
Un impianto con una diga, per esempio (può essere una diga che viene costruita con scopi molto precisi, come per esempio fornire acqua potabile ad una zona, oppure per trarre energia idroelettrica dalla diga stessa o per qualunque altra funzione possa essere stata costruita) porta con sé una serie d'incentivi affinché gli operatori, i costruttori, i progettisti della diga stessa provvedano alla sicurezza ed alla operatività della diga medesima.
Inoltre, chiaramente, nel corso delle legislazioni, provvedimenti, norme, requisiti ingegneristici, scientifici, amministrativi, di concetti, di pianificazioni, di approvazioni, di operatività, di monitoraggio, tutti questi requisiti sono stati sviluppati dal punto di vista normativo, nel corso delle generazioni, allo scopo di proteggere queste strutture.
Al contrario, invece, per quanto riguarda i bacini per sterili, questi servono semplicemente per raccogliere le scorie d'attività industriali, quindi sottoprodotti d'attività d'estrazione mineraria. Per questa ragione adesso desidero farvi leggere un brano – lo leggerete senza traduzione – del più recente bollettino, che è ancora in fase di preparazione, della ICOLD, ossia della Commissione Internazionale per le Grandi Dighe, che insieme all'UNEP, che è l'Organizzazione delle Nazioni Unite per la Protezione dell'Ambiente, sta preparando questo documento che serve a migliorare lo stato di sicurezza dei bacini per sterili e considera gli aspetti critici della loro gestione, progettazione, operatività, chiusura e collaudo, affinché questi bacini possano garantire sicurezza a lungo termine.
Una seconda ed essenziale differenza tra le dighe ed i bacini per sterili è la seguente: una diga viene costruita in un certo periodo storico, e la sua funzione ha una durata illimitata nel tempo dopo il completamento del progetto. Al contrario, invece, i bacini sterili, vengono creati nel corso delle attività d'estrazione mineraria, ed una volta che l'operazione è completata, queste strutture rimangono a contenere scorie rischiose e pericolose, come sito, senza che abbiano un significato, né dal punto di vista ambientale, né dal punto di vista economico; quindi vengono abbandonate a sé stesse, e a questo riguardo bisogna fare un'altra citazione, relativa sempre al bollettino dell'UNEP e ICOLD di cui parlavo prima, qui tradotta in italiano sullo schermo. Queste citazioni fanno capire che le condizioni relative alla sicurezza sono ben conosciute; ormai si sta lavorando a livello internazionale su quali siano i requisiti per attuare queste misure di sicurezza in tutto il mondo.
Per esempio, in Germania, i bacini per sterili, secondo una legge del 1986, sono stati equiparati agli impianti come le dighe, secondo una normativa DIN; e pertanto, dal punto di vista della edificabilità e quant'altro, le regole oggi vigenti per i bacini per sterili in Germania, sono equiparabili a quelle vigenti per le dighe.
A livello internazionale è stata istituita questa commissione sulle grandi dighe, la ICOLD, che esiste ormai da più di vent'anni, e porta avanti, appunto, queste attività, soprattutto perché ha all'interno un comitato speciale che si occupa dei bacini per sterili.
In questi vent'anni questa commissione ha raccolto le sue conoscenze e le esperienze fatte, in nove bollettini, sempre relativi alle esperienze acquisite, alle raccomandazioni, alle linee guida, per incrementarne la sicurezza.
Qui abbiamo le citazioni, che potete leggere, in particolare attiro la vostra attenzione sul bollettino 121.
Questo ci porta all'ultimo quesito: "Cosa possiamo fare, quali sono i provvedimenti per ridurre il rischio di danno e prevenire catastrofi provocate da bacini per sterili?".
Le tematiche trattate sono molto complesse e variegate, qui posso restringerle e forse darvi alcuni dei loro aspetti cruciali.
Dando uno sguardo parziale a questi aspetti, vediamo quali sono le questioni fondamentali che vanno affrontate.
Il mio obiettivo era quello di darvi, dalla mia prospettiva e quindi, se vogliamo, da una prospettiva di distanza, lo “stato dell'arte” di quello che avviene oggi a livello internazionale per quanto riguarda la sensibilizzazione di questo problema.
Dal momento che abbiamo poco tempo, cercherò di riepilogare ciò che rimane della mia relazione. Qui elencati vedete i punti salienti di cui volevo parlare nella mia relazione, soprattutto della questione della sicurezza.
Il primo punto, molto importante e già citato dal professor Villa, è quello della valutazione e del calcolo del rischio, quindi l'attribuzione di un valore al rischio stesso.
Così come avviene in qualunque progetto ingegneristico, quello d'attribuire un valore al rischio, lo stesso deve avvenire per quanto riguarda i bacini per sterili, cosa che finora non è avvenuta, perché sono stati sottratti a questa visione ingegneristica.
Questo vuol dire che, in futuro, per bacini per sterili, nel calcolare il fattore di rischio, bisognerà riconsiderare totalmente l'ubicazione di questi impianti.
Un altro aspetto che attiene molto alle norme e alle pratiche ingegneristiche è quello di pensare, nella fase di pre-progettazione e progettazione, a sistemi di ridondanza della sicurezza.
Un'altra cosa importantissima (punto 4) è quella di prevedere ispezioni e revisioni da parte d'entità esterne, terze parti indipendenti. Chiunque si occupi di questo tipo di strutture deve assolutamente convenire e deve prendere coscienza del fatto che ispezioni e revisioni da parte di terze parti indipendenti esterne sono assolutamente indispensabili.
Nel caso di Stava, questo è forse uno degli aspetti più importanti da sottolineare. Secondo le stime personali e la mia esperienza, la parte più deficitaria è proprio la mancanza di riconoscimento dell'importanza di questi fattori di ispezioni esterne, ed in più il fatto che, molto spesso, quando ci fossero, il processo decisionale è poco concentrato, è molto diluito e quindi le responsabilità, in effetti, non si riconoscono.
Vi chiedo due minuti per tirare le conclusioni.
Noi siamo qui riuniti per commemorare una grandissima e terribile tragedia e questa è un'occasione importante per studiare ed analizzare, da tutti i punti di vista, quello che viene fatto e quello che potrebbe essere fatto.
La continua esperienza, che fa ripetere disastri e catastrofi di questo genere, ci dovrebbe fare riflettere sulle ragioni che portano all'inefficienza, secondo la quale diventa difficile attuare ed implementare le lezioni che si apprendono dalle tragedie stesse. Come mai non si mettono in atto i rimedi, dopo aver fatto lezione preziosa di queste cose?
Pertanto, proprio dalla prospettiva che ho io, mi sembra che una delle cose più importanti sia sapere e riconoscere il perché, dal punto di vista organizzativo ed amministrativo, non si mettano in atto tutte quelle conoscenze che si possiedono e tutte quelle lezioni che si possono trarre da queste calamità.
Signore e signori, grazie mille per la vostra attenzione e la vostra pazienza.