| Un
vivo ringraziamento al signor Andolfo, che mi aiuterà nella traduzione.
Signore e signori, famigliari dei parenti delle vittime di Stava, signor
Presidente, colleghi signore e signori, anzitutto vorrei scusarmi per
il fatto che non parlerò nella vostra bella lingua, e pertanto
vi devo chiedere di distribuire il mio intervento in inglese.
Buongiorno signore e signori, ringrazio gli organizzatori per aver permesso
all'interprete di intervenire oggi per effettuare la traduzione dell'intervento
del professor Brauns.
Desidero altresì ringraziare la dottoressa Dovera che mi ha assistito
nella traduzione dei testi dei lucidi che illustrerò nella mia
presentazione.
Spero così che attraverso la traduzione possiate comprendere il
mio intervento in inglese.
La tragedia di Stava, avvenuta vent'anni fa, è ancora inconcepibile,
è appropriato quindi oggi cogliere quest'opportunità per
riflettere sulle condizioni che hanno portato a quel disastro, e sugli
eventi dell'epoca.
Confesso che non è facile parlarvi in questo momento, dopo la commovente
presentazione del professor Stella, che abbiamo ascoltato pochi istanti
fa.
Ebbene, persone come il sottoscritto, che non sono state personalmente
colpite, ma soltanto marginalmente sono state coinvolte negli atti disastrosi,
commoventi e molto tristi di quegli eventi, trovano difficile non immedesimarsi
nella tristezza e nella solidarietà nei confronti di tutti coloro
che sono stati colpiti e dei loro famigliari; quindi dovrò ciononostante
concentrarmi su questioni relative agli aspetti tecnici della sicurezza
legata ai bacini per sterili.
Tuttavia, se non riusciamo a superare il "restare nudi e senza parole",
per quanto riguarda l'impatto di questo enorme evento, non coglieremo
l'opportunità di trarre lezioni per il futuro, in maniera tale
che si possa in modo efficace trovare quel che è necessario fare,
non solo per imparare le lezioni per il futuro, ma anche quelle forme
di prevenzione che possono derivare da quest'ultimo, e questa occasione
ci è offerta anche da un evento commemorativo come questo.
Desidero ringraziarvi per l'onore che mi avete concesso nell'invitarmi
qui a parlarvi oggi.
Questo non è un convegno d'esperti e di tecnici, dove si tratteranno
soltanto questioni tecniche legate alla sicurezza d'eventi di questo genere.
Comprendo che l'incontro qui è tra persone che sono state fortemente
colpite ed impressionate dall'incidente di Stava e che non possono dimenticarlo.
Persone che hanno il desiderio di comprendere le condizioni che hanno
condotto ad una tragedia di questo genere, e come possono essere prevenute
tragedie
simili in futuro. Persone che desiderano quindi ascoltare che cosa si
fa, quali sono le condizioni affinché eventi così mostruosi
possano essere esclusi per sempre nel futuro.
Il mio intervento ha l'obiettivo di illustrare quanto già espresso
in maniera generale, facendo riferimento, da un lato, alle mie competenze
e conoscenze, che ho acquisito nel corso degli anni lavorando a tutta
una serie di progetti, soprattutto progetti legati ai risultati dei danni
che si verificano in questi ambiti, e, dall’altro, alla mia esperienza
come membro di numerosi comitati, sia a livello nazionale, in Germania,
che a livello internazionale.
Tratterò soprattutto questi tre punti che qui sono elencati e che
potete leggere sullo schermo.
Il primo quesito è: "È possibile evitare i bacini per
sterili?". Ebbene, alla luce della tragedia come quella di Stava,
la domanda s'impone inevitabilmente. "È possibile evitarli
completamente?".
Questo non è il luogo; non considero necessario disquisire su aspetti
economici e tecnici e sull'inevitabilità del fatto che i bacini
per sterili sono necessari per accompagnare tutte le attività che
di fatto rendono possibile la nostra vita moderna.
Nonostante quanto abbia detto il professor Stella e che tutti noi condividiamo,
in questo momento storico, se vogliamo, dovrebbe essere sufficiente affermare
che, alle attuali condizioni economiche e tecnologiche, l'estrazione di
minerali, quali ferro, rame, alluminio ed oro, non possono essere portate
avanti come attività senza che si costituiscano anche bacini per
sterili, per l'estrazione delle scorie di questi minerali. Pertanto, nello
stato attuale del
nostro mondo, il progresso tecnologico e la situazione in cui viviamo,
verrebbero a fermarsi, a bloccarsi, se fossero interrotte le attività
d'estrazione di questi minerali. Non potremo più vivere nel modo
attuale.
Dal punto di vista mondiale, questi esperimenti, questi bacini per sterili,
negli impianti industriali, sono usati in tutti i continenti. Le dimensioni
altrove, al di fuori dell'Europa, sono di strutture molto, molto grandi,
gigantesche. In Europa, invece, per ragioni varie, che qui non stiamo
a citare, queste strutture, non solo sono più piccole, ma in effetti
vedranno sempre meno la loro realizzazione, perché queste attività
d'estrazione sono molto più vaste al di fuori dell'Europa occidentale.
Pertanto, la risposta alla domanda, a livello mondiale, se sia possibile
fare a meno dei bacini per sterili, è: no, non è possibile
farne a meno.
Tuttavia, in Europa, è difficile che si possano impiantare nuove
strutture di questo genere.
È più probabile che questo avvenga nell'Europa orientale,
mentre, invece, le strutture esistenti, nelle nostre zone, ed anche altrove,
vanno assolutamente rese più sicure attraverso operazioni di collaudo
e di chiusura, per permettere una vita più lunga e, se vogliamo,
a tempo indeterminato, di queste strutture stesse, che sia all'insegna
della sicurezza.
Per quanto riguarda queste strutture quindi dobbiamo affrontare soprattutto
la questione della sicurezza. Passiamo ora all'altro quesito: "Quali
sono quindi le caratteristiche principali di questi bacini per sterili,
all'insegna della sicurezza?". Qui non entreremo in questioni tecnologiche
o in dettagli tecnici, però illustrerò alcuni dei seguenti
punti.
[Il professore ha letto in inglese ciò che qui è scritto
in italiano e ha chiesto di non rileggerlo per risparmiare tempo].
Queste che abbiamo appena citato sono le caratteristiche molto importanti
che sono direttamente o indirettamente legate alla questione della sicurezza
dei bacini per sterili. Un aspetto molto importante emerge, e va compreso
lo scopo diverso tra i bacini per sterili e le dighe tradizionali, quindi
altre forme di bacino che sono usate come dighe per altri scopi. La distinzione
tra i due è quindi importante.
Un impianto con una diga, per esempio (può essere una diga che
viene costruita con scopi molto precisi, come per esempio fornire acqua
potabile ad una zona, oppure per trarre energia idroelettrica dalla diga
stessa o per qualunque altra funzione possa essere stata costruita) porta
con sé una serie d'incentivi affinché gli operatori, i costruttori,
i progettisti della diga stessa provvedano alla sicurezza ed alla operatività
della diga medesima.
Inoltre, chiaramente, nel corso delle legislazioni, provvedimenti, norme,
requisiti ingegneristici, scientifici, amministrativi, di concetti, di
pianificazioni, di approvazioni, di operatività, di monitoraggio,
tutti questi requisiti sono stati sviluppati dal punto di vista normativo,
nel corso delle generazioni, allo scopo di proteggere queste strutture.
Al contrario, invece, per quanto riguarda i bacini per sterili, questi
servono semplicemente per raccogliere le scorie d'attività industriali,
quindi sottoprodotti d'attività d'estrazione mineraria. Per questa
ragione adesso desidero farvi leggere un brano – lo leggerete senza
traduzione – del più recente bollettino, che è ancora
in fase di preparazione, della ICOLD, ossia della Commissione Internazionale
per le Grandi Dighe, che insieme all'UNEP, che è l'Organizzazione
delle Nazioni Unite per la Protezione dell'Ambiente, sta preparando questo
documento che serve a migliorare lo stato di sicurezza dei bacini per
sterili e considera gli aspetti critici della loro gestione, progettazione,
operatività, chiusura e collaudo, affinché questi bacini
possano garantire sicurezza a lungo termine.
Una seconda ed essenziale differenza tra le dighe ed i bacini per sterili
è la seguente: una diga viene costruita in un certo periodo storico,
e la sua funzione ha una durata illimitata nel tempo dopo il completamento
del progetto. Al contrario, invece, i bacini sterili, vengono creati nel
corso delle attività d'estrazione mineraria, ed una volta che l'operazione
è completata, queste strutture rimangono a contenere scorie rischiose
e pericolose, come sito, senza che abbiano un significato, né dal
punto di vista ambientale, né dal punto di vista economico; quindi
vengono abbandonate a sé stesse, e a questo riguardo bisogna fare
un'altra citazione, relativa sempre al bollettino dell'UNEP e ICOLD di
cui parlavo prima, qui tradotta in italiano sullo schermo. Queste citazioni
fanno capire che le condizioni relative alla sicurezza sono ben conosciute;
ormai si sta lavorando a livello internazionale su quali siano i requisiti
per attuare queste misure di sicurezza in tutto il mondo.
Per esempio, in Germania, i bacini per sterili, secondo una legge del
1986, sono stati equiparati agli impianti come le dighe, secondo una normativa
DIN; e pertanto, dal punto di vista della edificabilità e quant'altro,
le regole oggi vigenti per i bacini per sterili in Germania, sono equiparabili
a quelle vigenti per le dighe.
A livello internazionale è stata istituita questa commissione sulle
grandi dighe, la ICOLD, che esiste ormai da più di vent'anni, e
porta avanti, appunto, queste attività, soprattutto perché
ha all'interno un comitato speciale che si occupa dei bacini per sterili.
In questi vent'anni questa commissione ha raccolto le sue conoscenze e
le esperienze fatte, in nove bollettini, sempre relativi alle esperienze
acquisite, alle raccomandazioni, alle linee guida, per incrementarne la
sicurezza.
Qui abbiamo le citazioni, che potete leggere, in particolare attiro la
vostra attenzione sul bollettino 121.
Questo ci porta all'ultimo quesito: "Cosa possiamo fare, quali sono
i provvedimenti per ridurre il rischio di danno e prevenire catastrofi
provocate da bacini per sterili?".
Le tematiche trattate sono molto complesse e variegate, qui posso restringerle
e forse darvi alcuni dei loro aspetti cruciali.
Dando uno sguardo parziale a questi aspetti, vediamo quali sono le questioni
fondamentali che vanno affrontate.
Il mio obiettivo era quello di darvi, dalla mia prospettiva e quindi,
se vogliamo, da una prospettiva di distanza, lo “stato dell'arte”
di quello che avviene oggi a livello internazionale per quanto riguarda
la sensibilizzazione di questo problema.
Dal momento che abbiamo poco tempo, cercherò di riepilogare ciò
che rimane della mia relazione. Qui elencati vedete i punti salienti di
cui volevo parlare nella mia relazione, soprattutto della questione della
sicurezza.
Il primo punto, molto importante e già citato dal professor Villa,
è quello della valutazione e del calcolo del rischio, quindi l'attribuzione
di un valore al rischio stesso.
Così come avviene in qualunque progetto ingegneristico, quello
d'attribuire un valore al rischio, lo stesso deve avvenire per quanto
riguarda i bacini per sterili, cosa che finora non è avvenuta,
perché sono stati sottratti a questa visione ingegneristica.
Questo vuol dire che, in futuro, per bacini per sterili, nel calcolare
il fattore di rischio, bisognerà riconsiderare totalmente l'ubicazione
di questi impianti.
Un altro aspetto che attiene molto alle norme e alle pratiche ingegneristiche
è quello di pensare, nella fase di pre-progettazione e progettazione,
a sistemi di ridondanza della sicurezza.
Un'altra cosa importantissima (punto 4) è quella di prevedere ispezioni
e revisioni da parte d'entità esterne, terze parti indipendenti.
Chiunque si occupi di questo tipo di strutture deve assolutamente convenire
e deve prendere coscienza del fatto che ispezioni e revisioni da parte
di terze parti indipendenti esterne sono assolutamente indispensabili.
Nel caso di Stava, questo è forse uno degli aspetti più
importanti da sottolineare. Secondo le stime personali e la mia esperienza,
la parte più deficitaria è proprio la mancanza di riconoscimento
dell'importanza di questi fattori di ispezioni esterne, ed in più
il fatto che, molto spesso, quando ci fossero, il processo decisionale
è poco concentrato, è molto diluito e quindi le responsabilità,
in effetti, non si riconoscono.
Vi chiedo due minuti per tirare le conclusioni.
Noi siamo qui riuniti per commemorare una grandissima e terribile tragedia
e questa è un'occasione importante per studiare ed analizzare,
da tutti i punti di vista, quello che viene fatto e quello che potrebbe
essere fatto.
La continua esperienza, che fa ripetere disastri e catastrofi di questo
genere, ci dovrebbe fare riflettere sulle ragioni che portano all'inefficienza,
secondo la quale diventa difficile attuare ed implementare le lezioni
che si apprendono dalle tragedie stesse. Come mai non si mettono in atto
i rimedi, dopo aver fatto lezione preziosa di queste cose?
Pertanto, proprio dalla prospettiva che ho io, mi sembra che una delle
cose più importanti sia sapere e riconoscere il perché,
dal punto di vista organizzativo ed amministrativo, non si mettano in
atto tutte quelle conoscenze che si possiedono e tutte quelle lezioni
che si possono trarre da queste calamità.
Signore e signori, grazie mille per la vostra attenzione e la vostra pazienza.
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