Attaverso i secoli il ritorno allo splendore originale
A Eyrignac nel 1653 il marchese Antoine de Costes
de la Calprenède fece costruire questa villa con attorno
un giardino barocco alla francese. Nell’800,
perché passato di moda, fu sostituito da un parco all’inglese
con piante esotiche. Ma negli anni ‘50 l’erede della villa
ha voluto ricostruire il giardino originario.
In Erygnac, in 1653, marquees Antoine de Costes
de la Calprenède, had this villa built with a
French baroque garden around it. In the ‘800,
gone out of fashion, it was substituted by an
English park with exotic trees. In the ‘50s the heir
of the villa wanted to rebuild the original garden.
I francesi, come è noto, ci tengono alle loro tradizioni,
specialmente a quelle di prestigio. Se
in Francia, dopo una rivoluzione e due guerre
mondiali è rimasta ancora qualche traccia di un
giardino del grand siècle, c’è sempre chi è disposto
a dedicarsi alla sua ricostruzione, vedi il caso
eclatante di Le Veau, la piccola Versaille del
ministro delle finanze di Luigi XIV. In quel caso
il giardino originale era stato più volte disegnato,
dipinto e inciso: si trattava solo di trasporre
il disegno su tre dimensioni e di realizzarlo con
le stesse tecniche giardiniere di una volta.
Invece qui a Eyrignac erano rimaste solo tracce
di vasche, di gradini, di muretti e quindi la ricostruzione
poteva essere soltanto di fantasia e
non certo filologica. Il gusto degli anni ‘50 non
era più quello di tre secoli prima, quindi, pur
volendo rimanere all’interno delle regole del
periodo barocco, la creatività personale del nuovo
artefice ha potuto liberamente esercitarsi.
Gilles Salmadiras de Pouzols de Lile, così si
chiamava l’intraprendente proprietario, dopo
aver fatto eseguire il rilievo di tutte le parti originarie
sopravvissute, ha dato libero sfogo al
suo desiderio di verde monumentale disegnando
sul tracciato originario prima l’insieme e poi
il dettaglio di un giardino neobarocco reinventato
a metà del XX secolo.
Le parti di giardino più vicine
all’abitazione sono anche
quelle dove la ricostruzione in
stile neobarocco è più sobria:
i bordi sono decorati da siepi
rettangolari di bosso, con sfere
della stessa essenza, che
contengono una moderna
fioritura di ortensie.
The parts of the garden closest
to the house are also those in
which the neo-baroque reconstruction
is most sober: the
borders are decorated by rectangular
box-tree hedges, with
spheres of the same essence,
containing a modern bloom of
hydrangeas.
E’ venuta fuori un’opera
affascinante, probabilmente con meno grandeur
rispetto a quella originale, ma molto più cordiale e a misura d’uomo. L’esprit de geometrie
non è più così rigoroso, non viene ossessivamente
ripetuto come nei giardini del ‘600; ora le
siepi possono presentarsi meno altezzose e più
arrotondate, le prospettive meno grandiose e
più intime. Ma qualcosa rimane di quell’epoca
così lontana - il senso del magico, dell’artificiale
e dell’iperbolico - grazie alla sopravvivenza
di un concetto fondamentale: pensare la natura
come un fondale di teatro dove continua a svolgersi
la comédie humaine. Ogni chiusura con
pareti di bosso, di carpine o di tasso potate con
maestria, ogni incurvarsi di esedre e anfiteatri
di verde, ogni forma dovuta alle forbici di un
giardiniere e al disegno di un paesaggista, fa
risuonare dentro di noi l’eco dei grandi archetipi
che artisti di altre epoche ci hanno tramandato.
Siccome fanno ancora vibrare qualcosa dentro
di noi, non possiamo definirli semplici forme
arbitrarie, ma vanno riconosciuti come prodotti
della fantasia ancora validi, come avviene per la
grande musica e la grande letteratura.
(w.p.)
In questo angolo del giardino, grazie alla sopravvivenza della
grande vasca d’acqua, nella ricostruzione avvenuta negli anni ‘50
si sono ottenuti effetti di simmetria e di gusto scenografico assai
simili a quelli realizzati dai grandi architetti paesaggisti del ‘600,
come Le Notre a Versailles. Lo spazio è chiuso sui lati da grandi
pareti di tasso tagliato in generose forme geometriche come in
antico, ma con una rotondità che rivela il gusto moderno di cinquant’anni
fa, quando il proprietario di allora decise di ricostruire,
sulle tracce rimaste di quello barocco del ‘600, un nuovo giardino
monumentale ispirato al glorioso passato.
In this corner of the garden, thanks to the survival of the
great water pool, the reconstruction of the ‘50s obtained
symmetry and scenographic taste effects much similar to
those realized by the great architects of the ‘600, like the La
Notre in Versailles. The space is closed on the sides by big
yew walls, cut in generous geometric shapes like in the old
age, but with a roundness revealing the modern taste of fifty
years ago, when the owner decided to rebuild, following the
traces left from the baroque, a new monumental garden
inspired by the glorious past.
Progettare parchi e giardini |
Progettare nuovi parchi o giardini, recuperare realtà preesistenti, non è una cosa facile, ci sono architetti che si sono specializzati nel fornire consulenze per risolvere problemi
particolari del verde. L'esperienza del paesaggista acquisita in tanti anni di lavoro non può essere prevaricata, sminuita o in qualche modo sottovalutata. Il progetto di un giardino deve interpretare le esigenze del padrone di casa per inserirsi con armonia nel luogo e la sua storia. Deve rispondere a precise regole che coinvolgono la conoscenza delle caratteristiche di ogni pianta, cespuglio, preoccupandosi delle forme e dei colori. Vuol dire saper dosare le giuste proporzioni dell' insieme assicurando un ambiente affascinante ed esclusivo. La bellezza di un giardino non può essere legata solo ad un "colpo d' occhio", ma, quale equilibrio nello spazio e nel tempo di ogni sua componente, deve rispecchiare l' armonia che ogni persona ricerca nel momento in cui desideri "vivere il
proprio verde". Certo non tutti hanno a disposizione molta terra e/o molti soldi da spendervi. Cercheremo quindi di darvi alcuni consigli su come rendere il vostro giardino piacevole e armonioso, perchè poi (detto fra noi) alla fine ... l'importante è che vi piaccia. Prima di dedicarsi all'acquisto delle piante è necessario stendere un accurato schema del giardino per progettare l'impianto più adatto. Particolare attenzione si deve porre nella scelta delle piante che formano le bordure: solo infatti tenendo conto della dimensione e dei colori è possibile ottenere un buon risultato e soprattutto un ottimo effetto decorativo. Si consiglia quindi di scegliere piante con fiori e foglie delle stesse gradazioni di colore, tenendo in considerazione anche il loro periodo di sviluppo e di fioritura, se desiderate progettare un giardino che abbia fiori tutto l'anno. Non è sempre facile ottenere una bella bordura ma, una scelta oculata delle piante, accompagnata da un'accurata preparazione del terreno, permetterà di conseguire un buon risultato che, oltretutto, richiederà solo una modesta manutenzione. In base al tipo di piante scelte si possono creare bordure perenni, costituite appunto da piante erbacee perenni, a volte unite a conifere sempreverdi adatte a produrre un buon effetto invernale, oppure bordure miste, formate da un'aiuola stretta e lunga bordata da piante vivaci o erbacee perenni. Quest'ultimo tipo di bordura permette di avere fiori e colori lungo tutto l'anno. Se desiderate valorizzare un'area particolare del giardino è possibile creare una macchia di colore, formata da piante annuali e bulbi oppure da piante biennali e perenni. Per ottenere un effetto ancora più marcato si consiglia di piantare in una zona ristretta un'unica o un numero limitato di varietà. Anche il terreno che giace al di sotto di piante arboree ed arbustive di una certa altezza può essere sfruttato per la coltivazione di fiori che
necessitano di una quantità minore di luce. |
French, we know, care much about their traditions, especially those of prestige. If in France, after a revolution and two world wars, has remained some trace of a grand siecle garden, there is always somebody ready to dedicate himself to its reconstruction, i.e. the evident case of Le Veau, the smaller Versailles of Luigi XIV's minister of finances. In that case, the original garden had been drawn, painted and incised several times: it was only needed to transfer the design into three dimensions and realize it with the same gardening techniques of the past. Here in Erygnac, instead, there were only traces of pools, steps, curbs, therefore the reconstruction could only be fancy rather than philological. The taste of the ‘50s was no longer that of three centuries before, so, although trying to remain within the rules of the baroque, the personal creativity of the new artisan was free to practice. Gilles Salmadiras de Pouzols de Lile, this the name of the enterprising owner, after performing the collection of all the survived original parts, has given free way to his desire for monumental green drawing onto the original layout the whole first, then the detail of a neo-baroque garden reinvented at the middle of the XX century. The outcome was a fascinating work, probably with less grandeur than the original, but much more cordial and on a human scale. The esprit de geometrie is not so rigorous, not so obsessively repeated like in the gardens of the ‘600; now the hedges can be less condescending and more rounded, the perspectives less imposing and more intimate. But something remains of that far age – the sense of magic, artificial and hyperbolic – thanks to the survival of a fundamental concept: thinking of nature as the background of a theatre in which the comédie humaine keeps on playing. Each closure with box tree, hornbeam or yew-tree, lopped with mastery, each turning of exedras and green amphitheaters, each shape modeled by the scissors of a gardener and the design of a landscapist, echoes within ourselves the great archetypes that many artists from other ages have handed down to us. Since they still make something vibrate within us, we cannot define them simple arbitrary shapes, but they need to be recognized as fancy products still valid, as it happens for great music and literature.
(w.p.)
Il Giardino Ben arredato |
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S'inizia a parlare delle grandi tradizioni del giardino, dall’Estremo Oriente all’Europa del XX secolo, passando dalla Persia e dal mondo islamico. Poi si analizza la struttura generale, l’adeguamento allo spazio dato, le esigenze funzionali, gli ornamenti e i colori, la presenza dell’acqua e le recinzioni. Infine si fa la rassegna degli elementi necessari in un giardino, dalle strutture del verde (bordure, sentieri, graticci, pergolati e gallerie) alle piccole costruzioni (gazebo, uccelliere, serre) e agli elementi di arredo. |
| “Il Giardino Ben Arredato”, edito in Italia da Di Baio Editore di Milano, è una piccola encicopedia di progetti e di oggetti necessari a chiunque voglia pensare di farsi un giardino. Scritto dall’inglese Michael Balston e illustrato dalla redazione londinese di Mitchell Beazley Publisher, la sua principale qualità nella sua concisione (con un ricco supporto di belle immagini) che non rinuncia mai alla completezza. Vengono passati in rassegna tradizioni, strutture e ornamenti di giardini non solo europei e non solo d’oggi. E’ un panorama veramente completo. |
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