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Naviglio & Duomo
La conca del Naviglio
7 - II perfezionamento delle conche, lo sviluppo delle vie d'acqua e la ricostruzione della Conca di Viarenna
Di Baio Editore

A partire dalla seconda metà del '400 nel Milanese si moltiplicano le iniziative atte a costruire nuovi canali o a rendere navigabili quelli esistenti. Il principio delle "due chiuse amovibili, ognuna delle quali attraversi il canal navigabile ad una
breve distanza" e per mezzo del quale "le barche, , si fanno passare a due differenti livelli", diffusosi rapidamente in tutta la padania, trova diverse applicazioni e altrettanti perfezionamenti.
Nel Milanese le opere per la costruzione del Naviglio della Martesana, per rendere interamente navigabile il Naviglio Ducale, ed il perfezionamento o, secondo altri storici, la costruzione del Naviglio di Bereguardo, sono tutte rese possibili grazie all'applicazione della conca.
Nel 1457 il duca Francesco Sforza incarica infatti Bertola da Novate, ingegnere del Ducato di Milano dal 1451, di studiare le possibilità di collegamento via acqua con Pavia e con il fiume Adda.
Sotto la direzione dello stesso Bertola, fra il 1452 e il 1458 viene scavato (o forse solo perfezionato) il Naviglio di Bereguardo,1 per la navigazione verso Pavia, e intorno al 1460 viene realizzato il Naviglio della Martesana che unisce l'Adda con Milano, in corrispondenza del fiume Seveso.
La navigazione su entrambi i canali è resa possibile grazie all'utilizzo delle conche, presenti in numero dill sul Naviglio di Bereguardo e di 2 sul Naviglio della Martesana.

30 - Il sostegno di Corticella sul Canale Navile di Bologna, realizzato secondo il disegno del Vignola (mappa dell 725).

31 - Particolare di una conca di sollevamento sul Canale Navile di Bologna, l'unica rimasta con la forma ellittica originale del Vignola.

29 - Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, f. 240 r-c. Studi per la conca di San Marco.

In questi stessi anni, a dimostrazione del diffuso interesse per la navigazione interna e grazie alle nuove possibilità acquisite con l'invenzione della conca, anche altre città italiane si apprestano a costruire nuovi Navigli per collegarsi al Po o ai suoi affluenti. In questo modo l'opera degli idraulici, la cui presenza è richiesta nelle diverse città, va ulteriormente perfezionandosi, grazie alle diverse sperimentazioni ed ai frequenti scambi di informazioni tecniche e di esperienze pratiche.
Mentre sono in esecuzione i lavori per il canale di Bereguardo, Bertola da Novate viene consultato per la costruzione di cinque conche vicino a Parma, realizzate poi tra 111456 e il 1459 sotto la direzione di un assistente e con la presenza saltuaria dello stesso Bertola, impegnato pare anche al Naviglio di Mantova, per costruirvi alcune conche tra il 1455 e il 1456, oltre che a quello di Cremona.
Nello stesso periodo lavora a Cremona, per il Naviglio "Vecchio", Aristotele Fioravanti da Bologna, la cui presenza viene registrata anche a Parma.
Alla fine del XV secolo anche sul Canale Navile, tra Corticella e Bologna, si costruiscono le prime conche in legno ad opera di un "ingegnere milanese".
Nel Veneto, i fratelli Dionisio e Pietro Domenico da Viterbo, costruiscono nel 1481 una conca a Stra sul canale che unisce Padova al fiume Brenta, conca che per un certo periodo viene erroneamente considerata da alcuni tecnici e storici di idraulica 2 come la prima conca costruita nella Padania.
Della Conca di Viarenna, costruita cinquant'anni prima di quella di Stra, si interessò anche Leonardo Da Vinci durante la sua prima permanenza a Milano (1482-1499).

32 - Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, f. 148 v-a. Al centro del foglio l'antica "Conca della Fabbrica" disegnata nell'originaria posizione, prima della sua ricostruzione.
A sinistra, figura di conca colle lettere:
ba "a b è una lapide che scopre la bocca della fuga e serra la bocca del canal del molino, acciò la conca s'empia presto. La qual lapide è lunga braccia 5 e larga braccia 1, e s'apre come coperchio di cassa, e dà l'entrata all'acqua nella conca. E 'I medesimo si po fare alla conca di Santa Maria e con questo modo si po fare il primo sostegno senza finestre ed è perfetto e sicuro e la conca s empie presto". Al centro altra figura di conca "Conca della fabbrica".
33 - Il progetto di spostamento della Conca di Viarenna, dalla metà del XVI secolo. In basso è visibile la "concha vegia", la stessa disegnata da Leonardo durante il primo periodo della sua permanenza a Milano (1482-1499).

Non si può escludere infatti, come parrebbe suggerire la sua nota a margine del rilievo della Conca (foglion¡ 148 del C.A.), un suo contributo al perfezionamento del manufatto nell'ambito dei progetti redatti per lo sviluppo di Milano ed in particolare per la connessione del Naviglio della Martesana con la cerchia d'acqua interna alla città, opera a cui certamente Leonardo lavorò perfezionando ulteriormente i sostegni preesistenti secondo l'impianto che lui stesso osservò e disegnò e che rimarrà invariato sino ai giorni nostri. Con la connessione fra Naviglio della Martesana e Cerchia Interna, il ruolo del porto di Milano si trasforma, da scalo-capo-linea a scalo di transito di tutto il sistema dei navigli milanesi collegante i due grandi laghi lombardi (quello di Como e il Maggiore) con il Po ed il mare. All'interno di questo sistema acquista nuova importanza la Conca di Viarenna, elemento di congiunzione fra il Naviglio Interno e il laghetto di Sant'Eustorgio, il piccolo porto ove arrivano le merci del Naviglio Grande e di Bereguardo. Nel 1548 anche Bologna ristruttura il proprio sistema di navigazione interna: in quell'anno l'architetto Giacomo Barozio detto il "Vignola" realizzava una particolare conca in muratura per il Canale Navile, in località Torricella; pare infatti che le vecchie conche in legno fossero di uso complicato e di scarsa resistenza. La novità nel disegno del Vignola consisteva nella forma a cucchiaio della conca stessa (pensato per ospitare contemporaneamente più barche); una soluzione che un secolo dopo il francese Pierre Paul Riquet adotterà in Linguadoca sul Canal du Midi. Il Vignola era probabilmente il primo ad utilizzare per le conche del canale bolognese i portoni a doppio battente con apertura contro corrente, disegnati da Leonardo e già adottati in Milano.

34- II disegno per la ricostruzione della Conca di Viarenna avvenuta tra il 1551 e il 1558 in occasione della formazione della nuova struttura difensiva della città, la cosiddetta cerchia dei bastioni spagnoli.
35 - Il Naviglio Vecchio e il Naviglio Nuovo, da un codice della Biblioteca Ambrosiana. Nella mappa, forse della fine del '500, si possono notare, all'interno della cerchia dei bastioni: a sinistra il Naviglio di Viarenna con la nuova conca segnalata con la lettera N, al centro, segnalato con la lettera B, il "cavo vecchio del naviglio", a destra la roggia Vettabbia e in alto la cerchia interna dei Navigli.

Le grandi realizzazioni del secolo XV e della prima metà del XVI, forse il periodo in cui l'idraulica pratica aveva raggiunto il suo massimo sviluppo, si concludono nel milanese, con la sistemazione e l'ampliamento della Darsena e la ricostruzione della Conca di Viarenna, resesi entrambe necessarie in occasione della costruzione del nuovo sistema di fortificazioni voluto dal governo spagnolo. Il nuovo tracciato dei bastioni in corrispondenza della zona di porta Ticinese si sovrapponeva infatti alla preesistente Conca di Viarenna e si rendeva pertanto necessario lo spostamento del manufatto in un'altra località. La Fabbrica del Duomo, proprietaria a tutti gli effetti della conca, era incaricata, per ordine del governo spagnolo, della sua ricostruzione, realizzata fra il 1551 e il 1558 nella attuale posizione.3. Più o meno in questo stesso periodo, secondo quanto riferisce il Codara, 'le acque dell'Olona, che giungevano alla fossa interna per il canale della Vetra, vennero condotte lungo il piede del bastione a formare la Darsena presso l'incontro del Naviglio Grande con quello di Viarenna".4 E quando nel 1603 il Settala descrive il sistema dei Navigli Milanesi la sua relazione registra la nuova e definitiva configurazione del sistema in Milano (almeno fino al XIX secolo), formato dal Naviglio Grande, da quello della Martesana e dalla Cerchia del Naviglio Interno. A proposito della congiunzione fra Naviglio della Martesana e Fossa Interna, egli scrive "...e nell'entrar in Milano ha caduta straordinaria (l'acqua del Naviglio Martesana), a chè si è previsto con cinque Cataratte, chiamate Conche fabbricate di muro .... Tali conche, precisa il Settala, sono, a partire da monte, la conca di Cassina De Pomm, la conca dell'incoronata, la conca di San Marco, la conca di Borgo Nuovo, la conca a Porta Orientale; ad ogni salto d'acqua è affiancato un mulino che sfrutta la forza idraulica dell'acqua per il funzionamento delle macine.

36 - Pianta prospettica di Milano eseguita da Nunzio Galiti nel 1578. Nel particolare il tratto di Naviglio Interno con la nuova Conca di Viarenna e alcune imbarcazioni in navigazione.
37 - Il sistema dei navigli e le conche esistenti a Milano alla metà del XVI secolo, dopo l'unione del Naviglio della Martesana con la Cerchia Interna dei Navigli e la ricostruzione della Conca di Viarenna.
Sono evidenziati in azzurro: - il Naviglio della Martesana a nordest; - la Cerchia Interna dei Navigli ed il Naviglio di Viarenna (comprensivo della Conca omonima) che congiunge lacerchia con il Laghetto di Sant'Eustorgio (l'attuale Darsena di porta Ticinese); lo slargo lungo la Cerchia Interna è il laghetto di Santo Stefano;
- i Navigli Grande e Pavese (a quella data esistente soltanto nel tratto iniziale) a sud-ovest, all'esterno della cerchia dei bastioni spagnoli. Sono evidenziate in rosso le 6 conche di navigazione: i Conca di Viarenna - 2 Conca di Sant'Ambrogio - 3 Conca di P.ta Orientale - 4 Conca di Borgonovo o del Marcellino - 5 Conca di San Marco - 6 Conca dell'incoronata.

A proposito della Conca di Viarenna ancora il Settala scrive "_al fine poi della circonferenza della città, si ricongiunge insieme (in Naviglio della Martesana); e discende giù nel Naviglio Grande, mediante la Concha di Santa Maria, che casca brazza 4, per aiutar con le acque sue le Navi di quel Naviglio ad entrar in Milano, che altramente non potrebbero entrarvi...". Probabilmente le operazioni di riempimento della Conca di Viarenna, furono migliorate notevolmente con l'introduzione delle acque della Martesana nella Fossa Interna; tali operazioni sempre secondo il Settala fino ad allora erano state piuttosto difficoltose per la poca acqua presente nella Cerchia, condizione che obbligava spesso i privati a chiudere le bocche di presa per permettere la navigazione.

38- Particolare della pianta prospettica di Milano disegnata nel 1629, da Marco Antonio Baratieri. Sono visibili: il "tombone" di Viarenna, sottopassante i bastioni ed il Naviglio di Viarenna con i due sbarramenti della conca omonima.
39- Tavola di G. Grossi - Le conche di Via Arena

Soltanto dopo l'unione dei due Navigli e la ricostruzione della conca si perfezionava definitivamente il sistema della navigazione interna in Milano, la cui configurazione rimarrà praticamente invariata per più di quattro secoli, fino alla copertura. A distanza di poco più di un secolo dall'invenzione della conca, Milano e la Padania si erano dunque dotati di una rete complessa ed efficiente di canali navigabili, la cui realizzazione era indubbiamente stata possibile grazie all'applicazione dello stesso 'sostegno" che ancora oggi rende possibile la navigazione fra due diversi livelli d'acqua.

1-Le origini del Naviglio di Bereguardo non sono note, alcuni studiosi affermano che il canale fosse già costruito e dotato di conche fin dai 1443; tale datazione parrebbe comprovata da alcuni documenti dell'epoca trascritti nel libro "Dati ed accepti", al capo "Delle spese de lavorerii ducali fatte da Delfino De Giorgi tesoriere pe medesimi nell'anno 1438" e nella "Storiade Municipij italiani" di Carlo Morbio. (E. Lombardini, Dell'origine e del progresso della scienza idraulica nel milanese ed in altre parti d'Italia, Milano 1872).
2 - Per quanto riguarda le diverse interpretazioni sulla invenzione della conca in Italia vedi l'ultimo capitolo "Brani di documentazione" da pag. 117 a pag. 137.
3 - A questa ricostruzione fanno diretto riferimento i documenti ed i disegni conservati presso l'Archivio della Fabbrica del Duomo che comprendono l'ordinazione fatta dalla Veneranda Fabbrica dei Duomo di Milano di fabbricare una nuova conca" (Cartella 225 Doc. 42 - 17 giugno 1551), "La stima della Conca Vecchia di Viarenna, e dell'importo o sia spesa per formare la conca nuova" (Cartella 225; Doc. 43, 17 luglio 1551), i disegni di progetto della nuova conca (Cartella 225, Doc. 44), ii "fatto informativo, o sia istruzione antica del seguito nella distruzione della Conca Vecchia di Viarenna e nella formazione della nuova (Cartella 225, Doc. 46 dai 1551 ai 1558).
4 - Tale affermazione potrebbe però non essere dei tutto esatta in quanto dai documenti consultati parrebbe che le acque dell'Olona arrivassero già prima, almeno in parte, in tale zona.
5 - La precisazione dei Settala sulle conche "fabbricate di muro" può far supporre che in un primo tempo le conche fossero fabbricate in legno e che, dopo le prime esperienze, accertata la scarsa resistenza ditale materiale si decidesse di costruirle in muratura, come d'altronde già compare in un disegno di Leonardo del1488 circa, contenuto nei Codice Atlantico (f. 341 v-b).