| Tratto da: Naviglio & Duomo La conca del Naviglio |
6 - Le donazioni dei dazi dovuti dalle "navi" e la cessione in proprietà della Conca di Viarenna alla Fabbrica del Duomo | |||||||||||||||||||
| Di Baio Editore | ||||||||||||||||||||
| L'indispensabile
funzione svolta dalla Conca di Viarenna ai fini della navigazione e del
trasporto dei materiali all'interno della città, la necessità
di manutenzione continua della conca, in particolare per le parti in legno
e ferro continuamente immerse nell'acqua, nonchè quella di un controllo
costante delle operazioni di chiusura e apertura del doppio sbarramento
furono molto verosimilmente alcune delle ragioni che portarono all'immediata
applicazione di un dazio "di
Come già per l'escavazione e il trasporto del marmo la Fabbrica
non gestì direttamente la riscossione del Dazio ma lo appaltò
a terzi in cambio di un affitto costante stabilito in precedenza.
Nelle foto 21 e 22: Le "navi"
peril trasporto dei marmi della Fabbrica del Duomo erano le stesse che
solcavano le acque del lago Maggiore, del Ticino e del Naviglio Grande
per il trasporto degli altri materiali. Intorno al 1857 si introducevano
in un anno in Milano circa 12 "navi" di marmo. Un documento
dello stesso anno conservato presso l'Archivio della Fabbrica del Duomo
(cartella 8 A) ci fornisce alcune notizie su tali imbarcazioni: Ciascuna
di esse trasporta dalli 40 alli 50 mille chilogrammi di marmo, ossia metri
cubi n. 15 essendo il peso di un metro cubo di quel marmo eguale a chili
3 più assai prossimamente.
L'ultimo dei privilegi ducali per il trasporto del marmo della Fabbrica e di conseguenza per la costruzione del Duomo stesso, sarà opera di Ludovico il Moro: nel 1497, in occasione della morte della giovane moglie Beatrice d'Este, egli trasformerà la "concessione" della conca di Viarenna in una "Donazione irrevocabile fra vivi". A partire da questa data il manufatto diveniva di effettiva proprietà della Fabbrica: la piccola targa marmorea con la figura della Vergine e della facciata di Santa Maria Maggiore, posta al sommo della lapide sforzesca comprovante la donazione, non è altro che lo 'stemma" della Fabbrica del Duomo, che fin dal XIV secolo veniva usato per contrassegnare gli edifici di proprietà dell'ente oltre che per i manifesti, documenti e suppellettili della Fabbrica.' Caduta la signoria degli Sforza, nel 1500, finì anche un peridodo di intensa collaborazione fra potere civile, autorità religiosa e popolo per l'edificazione della nuova cattedrale, una collaborazione che aveva dato ottimi risultati: alla fine del XVI secolo infatti struttura e forma del Duomo erano ormai definitivamente impostate; dall'abside fin quasi alla facciata della vetusta cattedrale di Santa Maria Maggiore, l'edificio era completo: costruite le volte ed il tiburio mancavano soprattutto le parti decorative, come guglie, compresa quella maggiore, le falconature, i portali d'ingresso.
Nella foto sopra: Capitani e difensori della
libertà dell'illustre ed eccelsa comunità di Milano. Si soleva
dare in appalto, come siamo stati informati, una certa conca di Viarenna
sul naviglio, costruita presso le mura di questa stimata città, attraverso
la quale entravano navi cariche, e dalle quali si esigeva un pedaggio
definito, ad eccezione di quelle dirette al laghetto, per le quali non
si pagava nulla; infatti tale emolumento spettava alla fabbrica della
chiesa principale di detta città. Ma poichètali entrate si
consumano quasi tutte nella riparazione della conca stessa, come ci fu
confermato, e fummo supplicati dai rappresentanti di detta fabbrica, di
concedere la conca e le relative entrate alla fabbrica stessa, e promettendo
gli stessi rappresentanti di provvedere di continuo alla riparazione di
detta conca, ed anche allo sgombero dell'alveo del naviglio per tutta
l'estensione del muro della cittadella, dalla porta Ticinese di Milano
sino a detta conca, e di tagliare l'erba lungo tutta la fossa della città,
e di mantenerla tagliata in modo tale che le barche possano passare liberamente,
con la facoltà tuttavia di pescare e di vendere il pescato di detta
fossa a loro piacimento. Essendo sempre favorevoli a tutto ciò che
può essere di vantaggio a detta fabbrica, ed avendo tenuto preventivamente
una consultazione coi sindaci di detta comunità, con il loro consenso
e deliberazione, decidemmo di dare e concedere la conca, con le relative
entrate ordinarie, a detta fabbrica alla quale diamo e concediamo a partire
dalle calende di gennaio dell'anno presente, sinchèpiacerà
a noi ed ai signori capitani nostri successori. La fondazione e la costruzione della cattedrale erano state anche se indirettamente uno dei più grossi incentivi all'invenzione ed al perfezionamento delle conche. Grazie ad esse si completava quel sistema di canali che già alla fine del 1500 rappresentava un'opera grandiosa e unica. Negli anni che seguirono la Fabbrica continuò costantemente ad occuparsi delle vie d'acqua grazie alle quali arrivava a Milano l'indispensabile materia per la costruzione del Duomo. Continue opere di manutenzione erano necessarie non solo per la conca di Viarenna, ma anche per il Naviglio Grande e il Ticino nonchè per la zona di imbarco dei marmi a Candoglia. Mentre le spese per le opere che riguardavano il fiume oil Naviglio erano sostenute solo in parte dalla Fabbrica, rimanevano completamente a suo carico quelle che interessavano il "porto" di Candoglia, il laghetto di Santo Stefano e la conca di Viarenna. La "piarda" o "mapa", come era chiamata la banchina sul fiume Toce che serviva per il carico dei blocchi sui barconi, era continuamente soggetta a rifacimenti in quanto la violenza della corrente e le frequenti inondazioni recavano un notevole danno alla piattaforma di imbarco; il laghetto necessitava spesso di opere di "espurgazione", mentre i portoni e le portine della conca, continuamente immersi nell'acqua, dovevano essere risistemati o addirittura rifatti ogni nove anni. Tali spese erano comunque in parte risarcite dagli affitti della conca e dal dazio che si riscuoteva anche al laghetto, da coloro che se ne servivano per lo scarico delle merci. L'ultimo documento di cui si ha notizia negli Annali della Fabbrica del Duomo, a proposito del Dazio della Conca di Varenna, risale al 16 gennaio 1800 e riguarda "l'affitto novennale della conca di Viarenna per l'annuo canone di L. 1795" 4.
A quella data il traffico sul Naviglio Interno doveva essere ancora
notevole: in un anno passavano attraverso la conca dalle 2500 alle 3000
barche.5. Anche la Fabbrica, dopo la soppressione nel 1857 del laghetto
di Santo Stefano, non cessò di servirsi del trasporto via acqua,
anzi nel 1886 spostava il cantiere dei marmi da via Santa Redegonda, presso
il Duomo, all'attuale via Carducci, lungo il Naviglio di San Gerolamo.
Interrato, fra il 1894 e il 1895, anche questo Naviglio il cantiere veniva
nuovamente localizzato, nel 1923, alla Darsena di porta Ticinese, ancora
una volta lungo il tracciato dei canali milanesi. Qui rimase fino al 1958/59
data dell'ultimo e definitivo spostamento in P.zza Cacciatori delle Alpi,
alle spalle dello svincolo delle Autostrade Nord, ove si trova tuttora.
Completamente decaduto nel dopoguerra il sistema di trasporto via acqua,
sostituito con quello su ferro o su strada, la nuova localizzazione dell'attuale
cantiere, in relazione diretta con i principali tracciati della nuova
viabilità, non fa che sancire questa situazione. La Conca di Viarenna
rimane oggi la testimonianza più concreta ed evidente della reciproca
relazione che ha legato Navigli e Duomo, dell'antica via attraverso la
quale è passata, pezzo per pezzo, la grande cattedrale che, iniziata
nel 1386, poteva dirsi conclusa, almeno nelle sue principali strutture,
nel 1813, con la costruzione della facciata neogotica. |
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