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Il Castello di Milano

Castello di Milano
Periodo della dominazione spagnuola
Di Baio Editore

1537 A un dipresso da questa data incomincia per il Castello la decadenza dal primitivo splendore.
1552 Ludovico Birago, Milanese al servizio di Francia, con l’aiuto del soldato Giorgio Sanese, tenta un colpo di mano per impadronirsi del Castello, ma fallisce nell’impresa. Il Birago riesce a fuggire, invece il Sanese è preso, processato per tradimento e squartato vivo.
Dal 1580 in avanti i Governatori Spagnuoli riducono il Castello a semplice, se pur vastissima e poderosa fortezza, moltiplicando ed estendendo le opere di difesa con lavori già iniziati fin dal 1527. Circondano Milano di un sistema di bastioni che si uniscono al Castello, e fanno di questo una vera città nella città, con più di un miglio e mezzo di circuito, con pozzi sempre colmi, strade, case, chiese, botteghe d’ogni genere, magazzini di viveri, foraggi, ecc...
senza contare le artiglierie e tutti i mezzi di offesa e difesa usati nelle guerre di quei tempi.
Se il Castello non essendo più Corte Ducale ha perduto il lustro delle cerimonie, dei festini, dello sfarzo della casa Sforzesca, ha però guadagnato la fama di fortezza inespugnabile.
Durante tutto il Sec. XVII nulla avviene di notevole per il Castello, che meriti di essere segnalato.
1702 Con la fine della guerra per la successione di Spagna, termina la dominazione Spagnola in Lombardia, e i Francesi condotti dal Signor di Vendòme entrano in Milano, ma ne sono ben presto scacciati dalle truppe Austriache guidate dal Principe Eugenio di Savoia, che assedia il Castello.
1707 Il presidio Francese comandato dal marchese di Florida si difende validamente e abbandona il Castello soltanto in ossequio alla convenzione che obbliga i Francesi a lasciare
l’Italia.
1708 Il castellano Austriaco Maresciallo di Colmenero, ripara i danni subiti dal Castello durante l’assedio.


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