| Tratto da: Il pavimento in legno N° 07 |
Il parquet nelle sale da bagno |
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| Approfondimenti Il bagno oggi è diventata un'area molto importante per l'intera progettazione dell'unità abitativa: non più luogo asettico, dove necessità e funzione prevalgono sulla creatività, ma spazio da inventare nel quale l'estro creativo del progettista, miscelando antiche filosofie con materiali e tecnologie all'avanguardia, idea spazi nuovi ed originali. Le aziende che producono materiali edili hanno
avvertito questa esigenza del mercato, cercando
di realizzare prodotti sempre più innovativi e
di qualità, con lo scopo di valorizzare l'estetica e
la praticità di questo spazio abitativo.
Proprio per questo il parquet nella sala da bagno
sta diventando una delle scelte più apprezzate
dall'interior design: il pavimento in legno risveglia
i sensi, la superficie calda e apparentemente
morbida invita a camminare a piedi nudi, l'originale
cromatismo delle venature costituisce un
piacere per la vista, mentre nuovi trattamenti
superficiali sanno sempre meglio rispondere alle
aspettative dell'utente.
Il legno: caratteristiche, finiture, impiego nel
bagno. Anzitutto occorre effettuare alcune considerazioni
preliminari relative all'aspetto del
legno, in quanto ogni listello è sempre un pezzo
unico e irripetibile. La sua colorazione naturale
dipende sia da quella delle pareti cellulari che da
quella delle sostanze presenti nell'interno delle
cellule: è tipica di ogni specie, ma varia da pianta
a pianta con il mutare delle caratteristiche climatiche
In particolare Doussié, Iroko e Jatobà presentano in alcuni casi fenomeni di forte e rapida ossidazione, che possono comportare differenti e consistenti evoluzioni nel processo di viraggio del colore, anche a partire da elementi inizialmente simili fra loro. Il Teak al contrario presenta al momento della posa variegature e aloni naturali di colore difforme che, con l'esposizione alla luce, tendono a schiarire e scomparire grazie al progressivo aumento dell'uniformità di colore. Rovere, Acero europeo e Ciliegio europeo tendono, nonostante il processo di ossidazione, a conservare il medesimo tono di colore. I trattamenti di finitura superficiale sono molto importanti sia per la capacità di influenzare l'evoluzione della tonalità di colore nel tempo, che per le molteplici soluzioni che offrono ai fini di un impiego ottimale del pavimento in legno nella stanza da bagno. La finitura con vernici poliuretaniche, pur garantendo un'ottima protezione grazie al film continuo che chiude i pori del legno, non limita in alcun modo il naturale processo di alterazione cromatica, per cui nel tempo la pavimentazione assumerà i toni di colore tipici della specie egnosa dalla quale il prodotto è stato ricavato. In questo caso anche la manutenzione è ridotta al minimo: è sufficiente effettuare, un paio di volte all'anno, un trattamento di protezione con apposite cere autolucidanti per chiudere le microfessurazioni eventualmente presenti. La finitura con vernici all'acqua possiede caratteristiche tecniche simili alle vernici poliuretaniche, ma a differenza di queste impedisce che il ciclo naturale di alterazione cromatica sia completato.è pertanto da impiegare nel caso in cui la specie legnosa considerata abbia una fibratura pienamente rispondente alle proprie aspettative, ma si voglia ottenere, per la più parte delle specie legnose, una pavimentazione dai toni più tenui. La finitura a cera, sistema più tradizionale e naturale di protezione, esalta meglio degli altri il calore del legno e ne permette la continua traspirazione, poiché non ne ottura la porosità come nel caso di un prodotto verniciante. Tale trattamento è compatibile con tutte le specie legnose comunemente in uso, non causando particolari reazioni di colorazione; esso richiede però esperienza nell'applicazione e cura nell'uso e nella manutenzione. Negli ultimi anni sta riscontrando un notevole gradimento la finitura all'olio, che esalta la tonalità caratteristica della specie legnosa.
In commercio
esistono diversi prodotti: gli oli uretanizzati hanno
un processo di essiccazione analogo a quello degli
oli naturali, mentre capacità filmogena e resistenze
meccaniche sono simili a quelle delle vernici
poliuretaniche; gli oli naturali sono generalmente
a base di miscele di oli siccativi naturali e sintetici,
contenenti variabili aliquote di solventi minerali;
l'applicazione di questi prodotti non forma un film
superficiale ma genera una vera impregnazione
con saturazione della porosità del legno, che generalmente
richiede tempi piuttosto lunghi.
Ai fini dell'impiego nella stanza da bagno tra le
tipologie di finitura sopra menzionate sono da
prediligere quelle a poro chiuso, mentre sono delicate
le finiture naturali, che lasciano cioè aperto il
poro della specie legnosa. In tal caso occorre anche
rimuovere con tempestività residui liquidi eventualmente
caduti sul pavimento, per evitare il
rischio che le sostanze penetrino in profondità e
possano lasciare spiacevoli ed anti-estetici aloni o
macchie. è infine buona prassi seguire, per qualsiasi
tipologia di finitura adottata, qualche piccolo
accorgimento al fine di impiegare correttamente il
parquet nella stanza da bagno: asciugare immediatamente
l'acqua eventualmente caduta sul
pavimento per evitare infiltrazioni che possano
provocare rigonfiamenti del legno; arieggiare
l'ambiente dopo aver utilizzato la doccia o la
vasca, per evitare gli accumuli di umidità ambientale.
Oltre alla finitura superficiale, esistono poi
specie legnose che, soprattutto per buoni parametri
di stabilità dimensionale, risultano certamente
più adatte di altre per l'impiego nel bagno: il Teak
ha fibre ricche di oli che lo rendono particolarmente
resistente all'umidità, tanto da farne un
materiale di largo impiego nell'industria navale.
Doussié, Merbau, Iroko sono altre specie legnose
che, garantendo comunque risultati ottimali quando
siano impiegati nella stanza da bagno, permettono
di allargare le possibilità di scelta e rispondere
adeguatamente con un'offerta diversificata in
termini di prezzo, tonalità di colore e fibratura. |
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