| Tratto da: Bar Design n°1 |
Marghera 37: lodge lounge
per il dopo teatro Marghera 37: Lodge Lounge for the After Theater |
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| Di Baio Editore | |||||||||||||||||||
Bar design - MARGHERA 37 / Via Marghera, Milano Un mix di colori,
visioni e sensazioni
che rimandano
a terre lontane” Questo locale, ritrovo dopo teatro per spettatori e artisti, rinasce e si trasforma in un spazio multifunzionale in cui prevale un’atmosfera carica di suggestioni ispirate a terre calde e lontane. Il locale occupa un’ampio spazio (circa 250 mq) suddiviso in una sala di ingresso, dove è stato allestito il lounge bar, e in un’area retrostante adibita a ristorante, collegata ad un piccolo privè.
I diversi materiali sono
accomunati da una
ricercatezza nel
trattamento
e nella lavorazione;
il pavimento in doghe
di legno merbau,
la boiserie in ferro
ossidato e verniciato
e il rivestimento
della parete di calce
spatolata. Il bancone
ha il fronte in vetro
lavorato con
polveri colorate.
Nella sala bar all’ingresso convivono diversi materiali,
accomunati da una ricercatezza nel trattamento
e nella lavorazione; il pavimento in doghe di
legno merbau, la boiserie in ferro ossidato e verniciato e il rivestimento della parete di calce spatolata.
Il bancone, costruito in ferro, è delimitato da un
fronte in vetro lavorato con polveri colorate. Questo crea un gioco di riflessi dal sapore esotico
che si armonizzano perfettamente con il contesto
in cui predominano i colori caldi. Il retrobanco è
realizzato con lastre di ferro ossidato che, accoppiate
a ripiani in vetro, danno vita alla bottigliera.
Tavoli e sedie in legno arredano questa sala che si
struttura attorno al robusto pilastro centrale, rivestito
Nella sala ristorante due lunghe pareti si fronteggiano e strutturano lo spazio: una è rivestita in calce spatolata e ospita delle boiserie realizzate con profili in ferro di varie dimensioni, quella opposta è una vetrata sul cortile adiacente dal quale la luce naturale viene filtrata da tende in listelli di legno, usate verticalmente e orizzontalmente. Davanti alla vetrata sono poste delle vasche metalliche contenenti diverse composizioni di bambù, chiaro riferimento alla savana. Un secondo banco bar costituisce insieme alla parete-bottigliera l’ingresso al ristorante, arricchito dalla presenza di una fontana in ferro con tre vasche ad altezza diversa. Due piante secolari al centro della sala si ergono oltre la struttura del locale in una continuità tra terra e cielo; il marrone e l’oro brunito delle pareti danno risalto ai riflessi di luce che rimandano a pieni tramonti africani e i materiali usati, (bambù e banano) aiutano gli ospiti a fuggire dall’inverno e dallo stress milanese per raggiungere la tranquillità e il tepore delle calde notti esotiche. Le dimensioni notevoli della sala vengono articolate dalle grandi isole-divano in legno di banano intrecciato e dagli elementi in legno di altezze diverse, sparsi nella sala ed alternati ai tavoli; il soffitto, una fitta distesa di pieni e vuoti, si libra dolcemente a coprire questo ampio spazio. La parete di fondo è una nitida vetrata che divide la sala dal piccolo privè, luogo separato e intimo, dall’atmosfera calda e raccolta.
This place, a meeting-place after the theatre for spectators
and artists, is reborn and transformed into a multifunctional
place in which the atmosphere that prevails is
charged with inspirational suggestions from warm,
distant lands.
In the dining room area, two long walls face one another and structure the space: one is covered in spatulated limestone and hosts woodwork with iron profiles of various dimensions; opposite the wall is a window looking onto the adjacent courtyard where natural light is filtered onto awnings of wood listel used vertically and horizontally. Before the windows are metal basins with different types of bamboo: a clear reference to the savanna. Asecond sit-down bar in zebra-striped wood, with a bottle display on the wall, exhinits the entrance to the restaurant, enriched by an iron fountain with three basins of diverse heights. Two secular plants in the center of the room are distributed beyond the structure of the locale in continuity with earth and sky; the brown and burnished gold of the walls emphasize the reflections of light, reminiscent of a full African sunset.
The materials used (bamboo and
banana plants) facilitate guests in escaping the winter
and evading the stress of Milan, to reach the tranquility
and warmth of hot, exotic nights.
The noteworthy dimensions of the dining room are articulated
by the grand island sofas in braided banana
wood and elements of zebra-striped wood of different heights,
distributed throughout the room and alternated
among the tables. The ceiling is a stitched and stretchedout
plain of full and empty spaces, panning sweetly to
cover this abundant space. The back wall is a clear window
that divides the rooms to create secluded and private
areas in a warm and collected atmosphere. |
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