| Tratto da: L'Ascensore n°1 percorso verticale ed orizzontale |
Panoramico nella vecchia Milano | ||||||||||||||
| Di Baio Editore | |||||||||||||||
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Ingegneria e architettura si incontrano L’edificio oggetto dell’intervento,
risalente ai primi anni ‘20, possedeva
un’impostazione strutturale tale
da non permettere il facile inserimento
dell’ascensore in una posizione tradizionale in modo da consentire lo sbarco
Uno dei problemi principali consisteva nell’impossibilità di installare l’ascensore nel vano scala date le sue ridotte dimensioni. Inoltre la sua installazione frontalmente alla scala avrebbe comportato l’invasione delle parti private degli appartamenti.
La soluzione escogitata è consistita nell’installare un ascensore esterno con sbarco sui pianerottoli di interpiano. L’utilizzo di una cabina di dimensioni interne 80x120 cm, conforme al D.M. 236/1989, ha permesso di ottenere al pianterreno una porta di accesso al livello di sbarco della prima fermata dell’ascensore, consentendo così un più agevole accesso ad una eventuale carrozzina dal piano stradale/cortile. Altro punto da tenere in considerazione è stato quello di garantire la completa rotazione della carrozzina-disabili agli sbarchi: a tal fine il castello dell’ascensore è stato allontanato dal muro perimetrale dell’edificio di circa 20 cm.
Questo parametro progettuale ha portato alla realizzazione di una struttura indipendente per l’ascensore, agganciata alla casa attraverso putrelle a loro volta ancorate alla muratura tramite tasselli chimici. Per alleggerire l’impatto di tale intervento, si è scelta una struttura in acciaio smaltato per il castello e in cristalli trasparenti per le specchiature.
La scelta del cristallo anche per le
porte di sbarco ai piani ha consentito di
mantenere un’illuminazione naturale |
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