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Liberty e tecnologia a Como
Foto: Athos Lecce
Installazione: IGV SpA
L’intervento si colloca in uno dei
luoghi più affascinanti della
Lombardia.
Lo scenario è quello del lago di Como,
conclamato teatro di opere letterarie,
pellicole cinematografiche e ospite
illustre di architetture di chiara fama
mondiale, come quelle di Giuseppe
Terragni, uno dei grandi maestri del
razionalismo italiano.
L’edificio in cui viene inserito l’impianto
è una magnifica villa in stile liberty
disegnata dall’architetto Giuseppe
Sommaruga verso i primi del ’900, nell’affascinante
borgo di Lanzo d’Intelvi,
reso tale dalla presenza di molte case
private settecentesche con portali in
pietra e affreschi murali.
Il nome e la storia dell’intera Val
d’Intelvi sono intrecciate al fenomeno
che, più di mille anni fa, trasformò
modesti muratori, carpentieri e cavatori,
in artisti raffinatissimi e estremamente
apprezzati, che lasciarono
monumenti tuttora molto ammirati in
quasi tutta l’Europa fino a Mosca.
Non vi è un centro, anche modesto,
nella valle, che non custodisca almeno
una testimonianza dell’attività artistica
dei suoi artisti, i "magistri cum machinis".
Sia Lanzo d’Intelvi sia Scaria diedero
i natali a molti magistri intelvesi,
pittori, scultori e architetti.
La ristrutturazione di tale villa ha
richiesto dunque nomi altrettanto illustri:
il progetto è stato affidato allo studio
di architettura Salvati & Tresoldi
con la collaborazione del Geom. Sais.
In tale circostanza si è scelto di affrontare
anche il problema del trasporto
verticale, di cui si è fatta carico la IGV
Spa. Al fine di non alterare l’atmosfera
originale, l’indirizzo progettuale più
naturale è stato quello di una mimesi
con l’architettura stessa, non tanto nel
tentativo di nascondere la piattaforma
elevatrice, quanto nella volontà di renderlo
un corpo affine all’apparato artistico
e architettonico.
Nelle foto: Pianoterra, accesso alla piattaforma
elevatrice.
Inserimento angolare della piattaforma
elevatrice nel complesso, accesso
al pianoterra e primo piano.
Le fotografie mostrano chiaramente
come l’angolo di posizionamento dell’impianto
(serie DomusLift IGV) è stato
costruito attraverso due pareti di riempimento
con la funzione di racchiudere
l’intervento riprendendo i motivi decorativi
originali.
La parete di fondo viene sfruttata
come fissaggio delle guide di scorrimento
e del pistone, essendo la trazione
di tipo idraulico.
L’armadietto che racchiude il gruppo di
comando è "mimetizzato" dentro il
mobile di legno vicino all’ingresso,
facendo passare il tubo dell’olio sotto il
pavimento (intervento possibile perché
l’impianto è stato installato mentre
vi erano dei lavori di ristrutturazione
della villa).
La piattaforma riesce a servire 3 livelli:
il piano terra, il primo piano e il secondo
piano, senza alterare minimamente
il sapore liberty originale. Anche la
porta, in alluminio, è tamponata con
un pannello truciolare che si abbina al
colore delle pareti. Alcuni dettagli rendono
poi estremamente comodo e
sicuro l’impianto. La porta si apre automaticamente
all’arrivo della cabina,
mentre all’interno della stessa è stato
collegato un apparecchio telefonico
per eventuali emergenze.
Infine sono previste delle batterie di
emergenza che riportano la cabina a
pianoterra in caso di blackout.
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