Tratto da:
L'Ascensore n°1
percorso verticale ed orizzontale
Intervista a... Elio De Fausto
Di Baio Editore

Elio De Fausto

Presidente ANICA

Associazione Nazionale delle Industrie di Componenti per Ascensori

Qual è la posizione italiana nella produzione degli ascensori ad oggi?
Possiamo stimare numericamente una produzione di 22000 mila esemplari all’anno. L’Italia è senz’ombra di dubbio il
numero uno al mondo nella produzione degli ascensori. Tra l’Europa e il resto del mondo esportiamo il 45% della
produzione. Abbiamo alle calcagna la Spagna che per così dire, concorre un po’ per quanto riguarda i prezzi, che risultano inferiori ai nostri di circa l’11%. Occorre altresì dire che la loro produzione si basa su prodotti standard. Il primato rimane indubbiamente all’Italia per quanto riguarda i prodotti speciali.

Elio De Fusto

Ha parlato di esportazione, potrebbe spiegare più in specifico come si pone il nostro paese da questo punto di vista?
Copriamo il 45% del fabbisogno europeo nonché gli stati arabi che copriamo tutti, esportiamo poi in Canada, Cina, Giappone, Australia arrivando a coprire il 20% del fabbisogno mondiale. L’unica nazione cui non riusciamo ad arrivare è l’America, ma più per motivi tecnici. Negli USA infatti si lavora con una tecnologia diversa, avendo palazzi in media più alti. Più che altro si tratta della velocità delle macchine. In effetti in Europa si hanno esigenze diverse da questo
punto di vista.

Il nostro paese che ruolo riveste per quel che concerne la ricerca nelle nuove tecnologie?
In Italia purtroppo la ricerca non esiste. Soprattutto in questo campo. Ogni azienda svolge la ricerca variando normative e decreti con l’utilizzo di nuove tecnologie. E ovviamente chi possiede maggiori disponibilità finanziarie può investire maggiormente nella ricerca. Le aziende stesse investono sulla ricerca. Più in specifico notevoli passi avanti sono stati fatti sotto l’aspetto elettrico o elettronico, anche da parte di piccole aziende.

Il modo in cui operano la maggior parte delle aziende è rivolto verso l’assemblaggio dei componenti prodotti da
terzi o ci sono aziende che operano per così dire a tutto tondo?

In Italia ci sono circa 2000 aziende che si occupano di ascensori. Di queste circa 1600 si rivolgono all’utente come installatori e manutentori. Non ci sono attualmente aziende che costruiscono il prodotto tutto all’interno come succedeva una volta con le grandi fabbriche modello Fiat. Diverse aziende si occupano di diversi prodotti e altre aziende mettono insieme questi prodotti per formare il manufatto finale. Molte aziende componentistiche costruiscono direttamente il 50%, 60% dell’ascensore, acquistano le rimanenti parti all’esterno e lo assemblano. Una volta certificati, questi ascensori vengono venduti all’installatore che ha il solo compito di installarlo correttamente. Sino a poco tempo fa era l’assemblatore finale a doversi scegliere i pezzi e a installare l’ascensore. Oggi i produttori di
componenti italiani sempre più si fanno carico di assemblare i pezzi e offrire all’installatore un prodotto completo.

Ci saranno dei prodotti altamente innovativi che vedremo sul mercato?

L’avvento delle direttive europee hanno modificato il modo di pensare dell’ascensorista italiano, da sempre abituato
a costruire secondo norme tecniche ben precise, norme tecniche che erano anche delle leggi, per cui andavano assolutamente rispettate. La direttiva ha un po’ stravolto questo in quanto dice che si possono costruire ascensori (vedi modello tipo) con assoluta libertà purché sia garantita la sicurezza finale e la valutazione dei rischi. Per cui si sono sviluppati naturalmente nuovi tipi di ascensori che hanno caratteristiche particolari. Per esempio un punto di svolta è stata l’introduzione di un ascensore elettrico senza locale macchinario coperto completamente di brevetto da parte delle ditte costruttrici. Questo ascensore senza locale macchinario ha trovato una grande applicazione frenando completamente la concorrenza di piccole o medie imprese a soluzioni simili. Veniva incontro alle esigenze di architetti e committenti in quanto c’era ovviamente un risparmio di opere murarie. Anche l’impianto idraulico ha posizionato
l’armadio nel locale vano eliminando il locale macchinario. In futuro vedremo grandi innovazioni tecnologiche
sulla parte elettrica rispetto alla parte meccanica. Una realtà che possiamo ipotizzare per quanto riguarda l’innovazione elettrica è la supervisione dell’intero impianto dove dalla centrale operativa o ufficio del manutentore si possono eseguire le fasi di:
- monitoraggio e controllo di tutte le funzioni svolte durante le sue attività;
- rilevamento e diagnostica delle anomalie di funzionamento;
- memoria storica di eventi di normale routine o di carattere straordinario;
- interfaccia grafica d’immediata comprensione e monitoraggio in tempo reale di tutti i componenti del sistema;
- telecontrollo dell’impianto e manutenzione preventiva tramite controllori programmabili.