Uno
strumento semplice ed economico, che si installa anche dove non c’è
spazio
Le chiamano “barriere architettoniche”:
il temine ha un che’ di guerresco. E infatti la conseguenza logica
è che bisogna “abbatterle”. Ma sono soltanto scale,
gradini che inevitabilmente servono a mediare un passaggio di livello
tra piani diversi. Il problema è che le scale diventano “barriere”
per chi non è in grado di compiere i gesti necessari per salirle.
E
non si tratta solamente dei “diversamente abili”, che devono
questa loro condizione a una conformazione congenita, a uno stato permanente.
Nel servizio, alcuni modelli di montascale Stannah. In alto: una scala
di pregio, che sale a voluta ellittica.
Poiché il suo ingombro é minimo, la presenza del montascale
si mimetizza e non provoca alcun impatto visivo,
mentre permette a chiunque di salire la rampa stando comodamente seduto.
Si tratta di chiunque si trovi, anche per
periodi transitori, a non poter superare con mezzi propri le differenze
di livello.
In certi momenti della vita siamo tutti “diversamente abili”:
quando siamo neonati e spetta ad altri l’onere di portarci a spalla;
ma anche da anziani, inevitabilmente finiamo per ricadere nella categoria:
non è detto che per quanto in buona salute un novantenne abbia
voglia tutti i giorni di salire qualche rampa di scale a
piedi, soprattutto se deve portare la borsa con la spesa. Per non dire
di momenti particolari: a tutti può capitare di rompersi una gamba,
di avere un ginocchio gonfio e inservibile, di distorcersi un piede…
Le scale diventano “barriere” in molte, diverse circostanze,
e per chiunque, non solo per alcune categorie di persone. Di qui la necessità
di approntare strumenti per superare le scale anche quando la mobilità
fisica non lo consente. E se non c’è l’ascensore o
l’home lift (che richiedono un vano apposito, una progettazione
ad hoc, una certa quantità di spazio), come si fa? In questi casi
il montascale diventa indispensabile: agile, installabile in ogni vano
scala con grande semplicità.
Si tratta in pratica di una piattaforma o
di un sedile (in genere ripiegabile per risparmiare spazio quando è
fermo) che, muovendosi su un binario che viene installato lungo lo sviluppo
delle scale, permette a chiunque, in qualunque condizione, di superare
il dislivello senza alcuno sforzo. Il montascale è disponibile
in modelli differenti, per ogni ambiente. Ve ne sono di adatti alle scale
rettilinee, così come vi sono modelli per le scale ad andamento
ricurvo, oppure
alle rampe che si susseguono (come avviene tipicamente nei condomini)
una dopo l’altra con cambio di direzione nei pianerottoli.
In questi ultimi casi il montascale è fornito con caratteristiche
tali da poter seguire l’andamento delle varie rampe,
sino ad arrivare al livello desiderato. Vi sono infatti montascale che
superano anche otto rampe partendo da terra. La
guida può essere singola o doppia: più o meno come una ferrovia
“monorotaia”, il carrello recante la piattaforma o il sedile
si muove con un motore elettrico autonomo, che non fa alcun rumore e si
manovra con un comando manuale. L’ingombro è minimo e rientra
in ogni tipo di scala esistente. Basta che il vano abbia una larghezza
attorno ai 75 cm.
Anche la rotaia ha dimensioni minime. Una poltroncina ripiegata non occupa
più di una trentina di centimetri, mentre la rotaia non occupa
più di 15/20 centimetri. Poiché non necessita di varianti
strutturali, l’applicazione dello strumento non necessita permessi
speciali e il montaggio è rapido: in mezza giornata tutto l’impianto
può essere collocato.
Poiché è finalizzato al superamento delle barriere, non
ci si può opporre alla collocazione di un montascale, che è
anche
fiscalmente agevolata dalla legge 13/89: produttori e installatori sono
in grado di fornire le indicazioni del caso. In una casa singola o in
un condominio, è lo strumento più semplice per superare
le scale, quando diventano una barriera.
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