Acciaio
e cristallo per il vano cilindrico e per la cabina circolare: l’ascensore
dinamizza lo spazio
Progetto Ing. Luigi Paolino
Il luogo è la Brianza: terra fertile
e ricca dove campagna, industria e città sono strettamente interconnesse
in uno stile di vita attivo, produttivo, proteso verso il futuro, ma che
nel benessere trova anche il gusto dell’abitare.
L’architettura della villa realizza un mirabile equilibrio tra accenni
al passato e slancio tecnologico. Pareti intonacate si
alternano a rivestimenti in pietra, sia all’esterno, sia all’interno
dove non mancano espressioni di raffinata eleganza
nelle travature e superfici lignee o nei pavimenti in seminato veneziano.
L’edificio si sviluppa in lunghezza e offre verso mezzogiorno il
suo prospetto principale.
L’ascensore è posto come elemento baricentrico, ben visibile
nella sua funzione di perno degli ampi spazi interni, ma studiato in modo
tale da non bloccarne le prospettive possibili. Anzi, la libertà
di movimento nelle vaste dimensioni resta
esaltata dal volume cilindrico trasparente in cui la cabina raccorda verticalmente
il garage ipogeo, gli ambienti dedicati
alla vita diurna al piano terra, i locali del riposo in alto. Nella geometria
articolata in linee rette e spigoli dal taglio evidente, l’ascensore
si pone come contrappunto grazie alla sua circolarità che, già
accennata nel setto verticale su cui si appoggia visivamente, è
definita nella struttura di acciaio che lo sostiene e nei cristalli che
lo contengono, così come nella cabina, anch’essa in acciaio
e cristallo.
In queste pagine: l’ingresso pedonale
alla villa. L’ascensore scende fino al garage interrato per consentire
l’accesso senza barriere architettoniche.
Lo spazio interno è fluido, il vano ascensore totalmente trasparente.
Dall’alto, in senso orario: la scala vista dall’ascensore.
Lo spazio circolare dell’ascensore. Duplice trasparenza, verso
la piscina e verso l’ascensore. Pagina a lato, il corridoio superiore.
Nel silenzio dell’ascesa, dall’ascensore
come in un film si osserva il variare degli spazi, col mutare delle prospettive
interne e con l’aprirsi di una vista esterna nella finestra superiore.
La casa diventa così uno spettacolo in movimento, in cui gli accostamenti
di diverse tessiture materiche offrono un
motivo di ulteriore variazione.
A chi entra da fuori si presenta la visione di infilata degli ambienti
allineati sotto l’imponente trave portante che percorre
longitudinalmente l’edificio: da questa prospettiva l’ascensore
appare come un accento che cade a cesura del
ritmo dato dalle travi lignee superiori.
Ma non ferma la vista, che si inoltra traguardando sino all’altro
capo dell’edificio.
Asse verticale, ben visibile senza essere ostacolo, dinamizza gli ambienti
e sottolinea la misura in cui la casa è figlia del
nostro tempo.
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