Tratto da:
L'Ascensore N° 3/2006
percorso verticale e orizzontale
Percorsi orizzontali e verticali nella metropolitana di Napoli
Di Baio Editore

Gli incroci a differenza di quota sono un aspetto sostanziale del sistema integrato dei trasporti.

Testo Leonardo Servadio

C’è una grande ciambella color rosso ruggine. Emerge dalla pavimentazione come un’enorme asola: è una scultura dell’artista Anish Kapoor e caratterizza l’entrata della stazione di Monte Sant’Angelo della metropolitana napoletana.
La stazione, il non-luogo per eccellenza dello spazio urbano, diventa elemento simbolico, affermazione della necessità di libertà espressiva, di una ricerca estetica che dia un nuovo volto al quartiere Traiano.
Entrati nel grande, avvolgente abbraccio, ecco la rete di cunicoli, di tunnel, di scale mobili: siamo nel regno della mobilità
e l’espressione artistica la completa, rendendola gradevole e accattivante.
Si chiama “Metrò-Polis”: è il grande progetto infrastrutturale che integra il trasporto urbano del capoluogo campano
col sistema regionale dei collegamenti.
Mentre la città diventa regione, la regione diventa città: la trama dei flussi si integra in un sistema complesso e articolato.
Dalla scala mobile, al treno metropolitano, al treno regionale diventa un “unicum” scandito da luoghi dotati di valore
artistico.
Non per nulla i progetti delle nuove stazioni della metropolitana napoletana sono stati presentati alla 10a Biennale Internazionale di Architettura veneta col nome di “Stazioni dell’Architettura”, a completamento dell’idea “Stazioni dell’Arte” che da tempo segnava l’impegno delle amministrazioni locali.

Stazione San Pasquale, progetto
di Boris Podrecca.
Linea Circumvesuviana Napoli-Sorrento.
Tratta Torre Annunziata-Castellammare di Stabia. Stazione Castellammare Centro, progetto di Corvino + Multari.

Così già 9 stazioni tra la linea metropolitana 1 e 6 sono state realizzate con interventi qualificati di progettisti di primo
piano: Atelier Mendini, Gae Aulenti, Michele Capobianco, Lorenzo Capobianco, Domenico Orlacchio, Uberto Siola, Protec.
Stazioni dove chi passa può osservare murales, sculture, reperti archeologici. Si stanno realizzando altre stazioni, metropolitane e regionali, di altre grandi firme: da Boris Podrecca a Uberto Siola, da Richard Rogers a Mario Botta, Massimiliano Fuksas e Miralles Tagliabue per citare solo alcuni dei nomi coinvolti.
Il progetto di Zaha Hadid per la stazione di Napoli Afragola per la linea ad alta velocità, col suo agile sviluppo di aereo raccordo che passa sopra i binari, ha già acquisito notorietà mondiale.
Le stazioni sono nodi di interscambio: da un mezzo di trasporto all’altro, da un treno a un altro, da un convoglio a una nave nel porto o a un aeroplano all’aerostazione, o a un’auto in uno dei tanti parcheggi che accompagnano lo svolgersi di questo nuovo sistema integrato.
La differenza di quota è elemento sostanziale: i binari si intrecciano ad altezze differenti, si incrociano ma non si toccano. La mobilità tra una linea e l’altra, tra un mezzo e l’altro, è data, appunto, da un “sopra” o un “sotto”.
Esemplare il caso della stazione di Afragola per la ferrovia ad alta velocità: dalla strada si sale alla stazione e da questa
si scende verso i binari.

Stazione Monte Sant’Angelo,
ingresso e, in basso, sezione longitudinale,
progetto di Anish Kapoor, Future Systems.

I raccordi verticali (ascensori, ma soprattutto scale mobili) diventano un aspetto cruciale nel design e nel funzionamento
di tutti questi nodi di interscambio.
“L’emergere di ogni stazione dall’andamento sinuoso del tunnel è occasione di riqualificazione sociale ed estetica di interi quartieri” ha scritto Alessandro Mendini. Se l’estetica in architettura apparteneva all’edificio, oggi a Napoli appartiene alla mobilità.
Il Sistema di Metropolitana Regionale campano rappresenta la più grande opera pubblica in corso in Italia dopo quella
dell’Alta Velocità ferroviaria.
Quando sarà completato, nel periodo 2010-15, la regione sarà dotata di 1.400 chilometri di linee ferroviarie, il 14% in più rispetto all’anno 2000, 432 stazioni (+ 27% rispetto al 2000), 28 parcheggi “park and ride” e 21 nodi di insterscambio treno/bus.

Dall’alto, Stazione Università,
pianta e rendering, progetto di Karim Rashid.

Il sistema di trasporti integrato costituisce la linfa vitale senza la quale ogni luogo rimane isolato nelle spire di un traffico veicolare caotico e sempre più paralizzato. L’emergere del sistema-regione, la trasformazione della città in megalopoli, può avvenire solo grazie a questa rivoluzione estetica e funzionale nei trasporti.