Tratto da:
L'Ascensore N° 3/2006
percorso verticale e orizzontale
Cabine a specchio per la cultura
Di Baio Editore

Il Castello dei Pico a Mirandola è stato ristrutturato e trasformato in centro espositivo e per spettacoli.
E’ servito da un ascensore a 8 posti.


Installazione SABIA
Cabina NOVA

Si sono da poco conclusi i lavori di restauro nel Castello dei Pico a Mirandola (MO). Dell'antico maniero sono state recuperate diverse parti, che consentono di farsi un’idea, incompleta ma assai significativa, della grandiosità e della magnificenza dell’edificio, riconosciuto in tutta Italia ed Europa quale insieme architettonico di grande interesse.
Il Castello di Mirandola costituiva un complesso molto imponente, composto da diversi edifici costruiti in epoche differenti. In tutta Europa, a partire dal XVI secolo, acquistò fama di roccaforte leggendaria ed inespugnabile.
Il corpo dell’ascensore occupa una posizione centrale nel rinato castello: prossimo all’entrata, sui suoi vetri si specchia il loggiato dell’accesso principale. All’interno delle sale la testimonianza della denotazione originaria dell’edificio è data dalle travature in legno che sostengono solette e tetto. Ma la ristrutturazione fa leggere gli ambienti in quanto espressione della loro destinazione attuale. In tale contesto l’ascensore costituisce una presenza significativa,
con i suoi vetri intelaiati a specchio con finitura dei telai in inox satinato. Una presenza che riflette l’ambiente circostante
conferendogli profondità e luminosità.
Orgoglioso simbolo del potere militare della famiglia Pico, il Castello era rappresentato dal poderoso e massiccio torrione fatto erigere da Giovan Francesco II Pico nel 1499-1500 su progetto di Giovan Marco di Lorenzo da Lendinara. L’edificio risultava solidissimo ed isolato, in quanto non era possibile accedervi se non tramite un ponte levatoio che metteva
in comunicazione la torre con il terzo piano di un vicino fabbricato del Castello. Questa costruzione rientrava
peraltro nel progetto pichense di poter sempre più valorizzare città e signoria, emulando in grandezza e splendore i
centri di Mantova e Ferrara, che potevano vantare magnifiche dimore signorili. Nel corso degli anni, il Castello di Mirandola ebbe modo di qualificarsi come vasta e splendida reggia, in cui era possibile ammirare diversi spazi di nobile ed alto pregio artistico. Tra il 1465 ed il 1467 si registrò un episodio artistico di altissimo livello all’interno del Castello, allorché un grande protagonista dell’arte rinascimentale, il ferrarese Cosmè Tura, realizzò un ciclo di dieci tavole – andate perdute – per la biblioteca del Castello, su commissione di Giovan Francesco I Pico. Durante la seconda metà del 1400 le stanze del Castello ospitarono la nascita di due personaggi di grandissimo rilievo: Giovanni Pico innanzitutto, una delle figure fondamentali e cruciali del pensiero dell’Umanesimo e del Rinascimento, e Giovan Francesco II, anch’egli importante filosofo e uomo di cultura.

Vista dall’accesso al vano ascensori verso l’entrata.

Gli accessi all’impianto ascensore al livello intermedio.


Caratteristiche tecniche

Castello dei Pico a Mirandola
Tipo di impianto: LIFTO-LA, ascensore idraulico
Installazione: SABIA
Progettazione e realizzazione: OMNIA LIFT
Portata: 630 Kg
Capienza: n. 8 persone
Velocità di esercizio: 0.62 m/s
Corsa: 14420 mm
Fermate: n. 6
Accessi: n. 2
L’impianto risulta essere completamente certificato e composto dai migliori componenti che il mercato nazionale offre. Cabina realizzata dalla NOVA in inox antivandalo tipo “lino” con profili satinati, porte di piano e cabina di fabbricazione PRISMA in vetro intelaiato a specchio con finitura telai in inox satinato. Idraulica MORIS in armadio posizionato al di sopra del vano corsa e meccanica OMNIA LIFT con azionamento in taglia 2:1, quadro di manovra EUROPANEL con linee precablate e bottoniere ROBERTELLI montate su supporti
a pavimento quadrati.

Disegno tecnico dell'ascensore
idraulico installato.

Il piano superiore. Si nota la particolare soluzione
di raccordo della trave al corpo ascensore.

E fu proprio quest’ultimo, che resse con alterne fortune lo stato mirandolese, a costruire nel fossato del Castello l’”isola giardino” (1524), luogo ameno e destinato alle meditazioni del Principe umanista. L’isola venne distrutta anni dopo per
lasciar spazio al bastione difensivo del Castello, che venne successivamente adibito a giardino di corte. Oggi il castello è gestito dal Comune di Mirandola per eventi culturali. Il recupero e il restauro del Castello sono stati voluti come parte del rilancio culturale della città. “Il Castello è un simbolo del passato della città, ma anche e soprattutto della vivacità e del dinamismo presente - ha detto il sindaco Luigi Costi - La cultura oggi è la condizione per stare da protagonisti nel mondo”. Un ricco cartellone prevede concerti, esposizioni, mostre d’arte, spettacoli. Le sale espositive, aperte ai pubblici eventi, si distribuiscono su quattro livelli. Nel castello hanno trovato sede anche un gruppo assicurativo e una Fondazione bancaria.