Il
miniascensore che media il dislivello sul pendio
Testo Leonardo Servadio
Foto Dario Di Sessa
Servizio Ginevra De Colibus
Progetto Arch. Mario Di Sessa
Installazione CETECO
Lungo la costa, nel Salernitano, in posizione dominante,
inerpicata sul pendio, la villa si sviluppa su un dislivello notevole,
il terreno è stato sbancato per dar agio alla costruzione. Davanti
al fronte passa la strada, a una quota più bassa rispetto
all’edificio.
La posizione è di quelle da favola. Da lì si domina il mare
come se ci si trovasse sulla torretta di un bastione difensivo. Ci si
immerge nel panorama come abbracciandolo tutto con lo sguardo. Per questo,
nell’architettura stessa la distinzione tra “terrazzo belvedere”
e parte chiusa e protetta resta come evanescente: la casa nel suo complesso
diventa un grande balcone da cui godere lo spettacolo del mare.
L’architettura riprende i modi che la storia ha depositato nella
zona, rendendoli connaturali ad essa. Così troviamo la cupola nella
parte centrale dell’edificio, le pareti bianche, la serie di archi
del pergolato di contorno, che poi è il grande terrazzo dove si
assapora la brezza marina.
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Vista
dal terrazzo, si nota il cupolino alla sommità
del corpo che ospita l’ascensore. Il fronte.
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C’è qualche reminiscenza moresca nel disegno
che è decisamente mediterraneo. Edifici di forma simile a questa
possono trovarsi anche nelle isole dell’Egeo, lungo la costa turca
o greca, in Tunisia come in Algeria. E’ un “genius loci”
che abbraccia buona parte della costa del “Mare Nostrum”,
ma qui trova un’espressione propria nella vegetazione
variopinta, nel ripido pendio, nell’accostamento di pietra e intonaco
bianco, nell’unirsi di suggestioni antiche con soluzioni
contemporanee. Tra queste spicca il vano ascensore: l’elemento rettilineo
che si erge dal livello basso, come una stele accostata al muro di contenimento
del terrazzamento incavato nel terreno. L’elemento ove collocare
l'ascensore è stato inserito in un tempo successivo alla costruzione
della villa e così si presenta come un’aggiunta.
Ma c’è continuità formale, che si nota immediatamente
non solo nel colore delle superfici, ma anche nelle proporzioni geometriche
del volume.
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Sezione trasversale: in giallo il
vano
ascensore aggiunto.
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Vista dalla strada. Il corpo che
racchiude il
vano ascensore è stato aggiunto inserendolo
nel muro di contenimento del terrazzamento,
la cui continuità è ristabilita dalla struttura
stessa del nuovo elemento.
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Come sulla copertura della villa, anche nel corpo ascensore
è stata adottata la soluzione di un cupolino sommitale. Chi si
trovi sul terrazzo superiore della villa, non incontra ostacoli visivi
nella torretta dell’ascensore, osservandone la copertura bombata:
si ha una gradevole sensazione di continuità col resto dell’edificio.
Come se il cupolino fosse espressione di un linguaggio unificante. L'impianto
dell’elevatore è stato collocato entro una struttura inserita
nel muro di contenimento: si è proceduto a tagliare questo muro
in calcestruzzo e a scavare il retrostante terreno. Al fine di ridare
continuità alla struttura di contenimento, il varco aperto è
stato ricucito tramite la struttura verticale; grazie all’armatura
delle pareti ortogonali che ridanno solidità e completezza al muro
di contenimento.
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Villa a Salerno
Fornitura: GULLIVER, miniascensore prodotto da CETECO
Portata con piattaforma e protezione: 300 Kg
Portata con cabina senza porta: 250 Kg
Corsa: 6,50 m
Vano vuoto cabina: 1,30 x 1,30 m
Scavo oltre il piano di arrivo a pianoterra: 12 cm
Vano esterno a termine corsa: 2,40 m libero più la soletta
e il cupolino
Locale impianti lateralmente il corpo ascensore: 1,80 m (h)
x 0.50 m (P) x 0,70 (L)
Potenza del motore pari a 0,7-1,1 KW
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Vista di scorcio verso il mare.
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L’impianto collocato, indispensabile per il superamento
delle barriere architettoniche, è completamente automatico e
idoneo anche ai disabili e agli invalidi su poltrone a rotelle (D.P.R.
27 aprile 1978, n. 384). L’impianto utilizzato appartiene ai Miniascensori
prodotti da CETECO, vere e proprie piattaforme elevatrici, del tipo impiegato
quando esistono problemi di extra corsa, utilizzabili anche all’interno
di alloggi con due livelli. Grazie alle sue caratteristiche, il miniascensore
GULLIVER non richiede in generale particolari opere murarie quali fossa,
testata, sala macchine, ecc. L’ascensore è diventato parte
dell’edificio, grazie al suo involucro in calcestruzzo dipinto con
smalto ad acqua bianco.
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