Un cono di luce
per l’ascensore.
Progetto: Studio architettura
Belli & Mazzetti, Firenze
Collaboratori: Arch. Antonio Ciuffreda,
Giuseppe Giannerini, Giovanni Minutoli
Testo: Arch. Antonluca Di Paola
In occasione del suo cinquantenario la
Vetreria Etrusca, una delle aziende vetrarie
più note del comprensorio empolese,
ha incaricato lo Studio Belli & Mazzetti
di Firenze della progettazione della
sua nuova sede.
L’edificio, di nuova costruzione, racchiude le
seguenti funzioni: un magazzino di quasi
tremila mq e 1800 mq di uffici, su tre piani,
con annesso showroom.
Lo schema compositivo si basa sull’utilizzo
di forme geometriche pure ed ha, come
elemento caratterizzante, il lucernario del
pozzo scale-ascensore: un imponente tronco
di cono dalla diafana struttura in vetro e
acciaio, che si eleva per ben otto metri al
di sopra della copertura e che è diventato
rapidamente un punto di riferimento del
paesaggio urbano del luogo.
Altro elemento caratterizzante è l’uso di
particolari elementi in vetro modulari appositamente
progettati, sia nel lucernario del pozzo scale, sia come rivestimento
esterno di buona parte dell’edificio.
Il vano ascensore, posto al centro del pozzo
scale, in asse con il grande lucernario, è progettato
cercando di mantenere il massimo di “leggerezza”. Quest’ultimo requisito ha comportato
lo studio di non pochi problemi di
dettaglio, anche in materia di normativa di sicurezza.
Ad esempio, la questione della protezione
anti-incendio, che è stata affrontata
con una rimodulazione del piano generale
per l’edificio permettendo di non sigillare il
vano corsa e di mantenere le paratie entro
i limiti delle norme anti-intrusione.
Nelle foto: Render esterno. Dettaglio della porta di piano. Sezione del vano ascensore.
A parte i componenti tecnici strettamente “ascensoristici”, tutto l’impianto, dai supporti
alla cabina e all’involucro, è stato progettato
integralmente dallo studio Belli & Mazzetti.
La cabina è un puro “cubo di cristallo”, priva
di arcata, per massima trasparenza; progettata
con la consulenza della Saint Gobain
in un triplo stratificato temperato calpestabile,
tenuta insieme da sottili ma robustissimi
montanti realizzati con profilo di
ferro commerciale. La sua base poggia su
di una piattaforma, controventata inferiormente,
dove, i quattro pattini, sono posti al
livello più basso permesso dall’extracorsa.
La piattaforma è rimasta evidenziata da
una tinta arancio; unica nota di colore all’interno
di un vano tutto cristallo e acciaio
verniciato grigio medio, per sottolineare la
natura di “montacarichi industriale”, di “macchina coi muscoli”.
Nelle foto: Il vano cabina si sviluppa esternamente
in un cono trattato con
un particolarissimo uso del metallo.
Vista della cabina
ascensore.
L’unica parte non trasparente è la sezione dell’operatore, mantenuta tuttavia nelle dimensioni
minime.
Le portine, per rispettare le normative di sicurezza
mantenendo la maggiore trasparenza
possibile, sono in lastre di acciaio
inox forate a disegno; realizzate a doppio
cannocchiale per permettere la completa
apertura della cabina.
Pregevole appare l’effetto moiré dovuto agli
inevitabili micro-difetti di allineamento tra
le portine al piano e quelle di cabina.
Nelle foto: Dettaglio della cabina. Visioni prospettiche del cono
di illuminazione del vano ascensore. Le guide dell’ascensore sono ospitate in
due colonne montanti, ciascuna delle quali è un elemento monolitico lungo 12 metri,
ottenuto abbinando due travi HEA120.
I due montanti sono ancorati alla copertura
tramite una intelaiatura ad anello che svolge
anche la funzione di ospitare i quattro
grandi pannelli calpestabili del lucernario.
Un giunto di dilatazione alla sommità delle
colonne permette eventuali assestamenti
reciproci tra le colonne e il telaio.
Alle colonne sono poi ancorati, totalmente
a sbalzo, i corrimano esterni al vano
ascensore.
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