| Tratto da: L'Ascensore N° 2/2006 percorso verticale e orizzontale |
Il Casinò di Lugano | ||||||||||||||||||||||
| Di Baio Editore | |||||||||||||||||||||||
Il trasporto verticale viene rivisitato nel nuovo modello di casinò europeo La razionalità e l’eleganza dei volumi esterni si combinano con la vivacità e il colore dello spazio interno. Questo progetto vuole essere un contributo
per una nuova cultura europea di
Casinò. Questo tipo di edifici, importati fino
ad oggi dalla cultura di Casinò americana,
sono normalmente solo scatole chiuse, o
meglio “scatole a tema”, in cui la scelta del
tema non ha nessuna relazione con il luogo
e la città. Sono strutture estranee al loro contesto,
puro kitsch.
La sfida è di inventare un tipo di costruzione che, senza poter attingere ad una tradizione tipologica e formale, possa essere l’interpretazione della moderna cultura del gioco inteso nel senso del divertimento e non solo del gioco d’azzardo. Attraverso spazi non solo per giocare ma anche per divertirsi e rilassarsi, quale complemento alla vita di tutti i giorni, si offre una nuova occasione d’aggregazione. Questo Casinò, che vive nella città, dialoga con essa e con i suoi cittadini esprime i suoi contenuti ludici, verso l’esterno attraverso i suoi prospetti e all’interno con i suoi spazi estremi e gli arredi irreali. Il fruitore è trasportato in un’altra dimensione e ciò senza l’uso di tecnicismi esasperati. Il progetto è la ristrutturazione totale e l’ampliamento dell’ex-teatro di Lugano, edificio storico della fine del secolo scorso che ha dovuto più volte adattarsi alle mutate esigenze d’uso.
Trasformazioni non sempre felici
che hanno snaturato l’edificio mettendo soprattutto
in discussione la sua unità architettonico
formale e la relazione con il parco Ciani
da un lato e con la città dall’altra.
Si è voluto mantenere l’imponente volume
del palco dell’ex-teatro, elemento monolitico
inconfondibile dall’immagine molto forte
e caratterizzante che vuole ricordarci le origini
dell’edificio. Viene contrapposto dal prospetto
verso il lago che con la sua vetrata retroilluminata
funge da faro e segna in modo
inconfondibile la fine del lungolago e l’inizio
del parco.
La parte centrale dell’edificio, e il corpo
verso il parco sono stati totalmente ricostruiti
per adattarsi alla nuova funzione e di conseguenza è in questa parte dell’opera
che il nuovo contenuto trova l’espressione
formale. Il corpo centrale è stato
In
questo modo si vuole mettere in risalto il
luogo straordinario in cui si trova il nuovo
Casinò, tra città, parco e lago.
In tutto il progetto, pur tenendo in considerazione
le esigenze di privacy di un Casinò,
viene, come gia detto, messa in discussione
l’idea di Casinò come scatola chiusa senza relazione
con il proprio contesto. In discussione
vi è anche l’obsoleta convinzione che il
gioco sia attività da nascondere, come una
vergogna e il progetto cerca, attraverso gli
strumenti dell’architettura, di proporre una
nuova interpretazione del gioco.
Un’idea in cui il gioco è una nuova occasione d’aggregazione, di svago, un’idea di
Casinò che più si avvicina a quella europea
raffinata ed elegante dell’inizio secolo,
in contrapposizione a quella di dubbio
gusto di Las Vegas. Verso la città, su Via Stauffacher una grande
vetrata, costruita in modo da risultare quasi
impercettibile fa sì che l’edificio presenti due
immagini ben distinte, quella diurna che, con
la complicità della riflessione dei vetri si inserisce
in modo quasi impercettibile nel contesto,
e quella notturna in cui la membrana
trasparente si smaterializza e appare la facciata
vera e propria, una composizione di cubi
illuminati e colorati, incastonati in una lama
nera. Queste grandi lanterne oltre a
proiettare una magica luce multicolore in tutta
All’interno di questi parallelepipedi trovano posto le aree di relax per chi al gioco preferisce la contemplazione dei giocatori. Il suggestivo spazio tra la alma di vetro e la parete, dove trova posto un bar accessibile dall’interno del casinò che dialoga con le facciate, poste a pochi metri, d’alcuni
palazzi storici di Lugano. Il bar, a tre metri d’altezza, crea uno zoccolo chiuso al livello della strada, su cui dall’interno vengono
proiettati diversi tipi d’informazione, dalle
espressioni puramente artistiche tipo video
art, ad informazione legato al casinò. Se la
grande apertura vetrata è la finestra a scala
Le vibrazioni delle lame sotto la
luce si trasformano in effetto cinetico se si
osserva la facciata mentre si è in movimento,
per esempio passando in automobile.
Da ogni punto di vista il prospetto presenta
una diversa composizione di pieni e di
A tutti i livelli la superficie di gioco è in relazione
discreta, attraverso i cubi in plexiglas,
con lo spazio vetrato, mentre sull’altro
lato, verso gli uffici, tutte le superfici di
gioco si aprono su uno spazio interno a tutta
altezza, che ospita le scale mobili e che
permette alla luce di scendere, dando vita
all’ambiente. L’apertura in verticale a lato
dello spazio di gioco, come pure la localizzazione
nello stesso punto a tutti i livelli dei
bar, dei servizi e delle casse, permettono
un immediato e diretto orientamento. In
tutto il casinò sono state individuate zone
e spazi specifici di relax.
Gli interni, curati con estro e raffinatezza dal
collega Italo Rota si inseriscono perfettamente
nel concetto globale dell’edificio e |
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