| Tratto da: L'ascensore n°4 percorso verticale e orizzontale |
Biblioteca municipale a Dortmund, Germania | ||||||||||||||
| Di Baio Editore | |||||||||||||||
Le scale mobili come collegamento intangibile del rapporto vuoto-costruito nell’architettura. Architetto: Mario Botta, Lugano L’alto muro in pietra che si affaccia
sullo slargo di fronte alla stazione
definisce un nuovo limite del costruito
urbano.
All’interno, gli impalcati circolari dei due piani che accolgono gli spazi per la lettura e per la consultazione dei libri, si ritraggono dalle strutture dei montanti di questo involucro rimanendo liberi in tutto il loro sviluppo altimetrico. L’accesso alla struttura si colloca alle spalle di questo volume troncoconico posto al centro di un percorso protetto che lo separa dal volume del fabbricato lineare. Nella sala una batteria di scale mobili risale la cavità circolare, ricavata nel soffitto, consentendo di raggiungere i piani superiori.
Il collegamento operato dalle scale mobili in questo caso è di tipo reale, tangibile e virtuale da un lato, impalpabile dall’altro. Le scale mobili, oltre a creare un collegamento tra i piani della biblioteca, interpretano anche un collegamento virtuale tra il vuoto circolare creato nella soletta di separazione di piano e l’architettura stessa che si svolge al contorno di questo vuoto.
Ponti di collegamento vetrati prolungano
le sale di lettura all’interno degli
spazi ricavati nel corpo edilizio rettangolare.
Una progressiva rastremazione del
corpo di fabbrica ai diversi piani consente
di realizzare, sul fronte che si affaccia
sulla città, una serie di terrazzamenti
che facilitano la penetrazione della luce
naturale negli ambienti interni, distaccando
al contempo l’edificio dal fronte
delle edificazioni esistenti in prossimità
della biblioteca. |
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