Tratto da:
L'ascensore n°4
percorso verticale e orizzontale
Riuso polifunzionale dell'EX C.B.O
Di Baio Editore

Nasce da un antico cotonificio il nuovo Centro Polifunzionale Amministrativo di Villanuova sul Clisi.

Installazione: Otis

Il progetto qui presentato è il riuso dell’ex Cotonificio Bresciano Ottolini di Villanuova sul Clisi convertito in Centro Polifunzionale Amministrativo e commerciale da parte del gruppo Italmark di Brescia. Il progetto di 40.000 mq, completato nel 2002, reinterpreta a restaurandolo l’esistente complesso di fabbriche, tramutando l’ex area industriale
in un fulcro di attività e di scambio sociale in diretto dialogo con l’adiacente centro storico. Il corpo di fabbrica strutturato
su quattro piani viene così perforato e modificato in maniera plastica per rendere il suo uso consono al programma
funzionale. Attraverso un’attenta manipolazione dell’esistente il progetto si propone altresì di mantenere la memoria dell’antica fabbrica dell’Ottocento nella sua matericità e austerità lineare. Tramite il riuso di ponti carrabili, la creazione
di passerelle pedonali, di interventi di cauta demolizione che danno adito a portici, gallerie e percorsi, l’intero corpo di fabbrica viene reso accessibile e fruibile sia pedonalmente che carrabilmente. Un attento studio della pianta mostra come i percorsi siano stati interpretati come spina dorsale portante dell’intero complesso e si comprende come attraverso di essi vi sia il tentativo di razionalizzare l’uso degli spazi e di rendere gli spostamenti il più libero e fluido possibile.

Interno dell’intervento. Nella foto si intravedono i percorsi diagonali delle scale mobili.
Colonna ascensore panoramico
(pianta esecutivo).

Scheda tecnica

Portata: Kg 2200
Velocità impianto m/s: 0.6
Fermate: 3
Servizi: 3

Tipo manovra universale
Pompa: l/min 433
Motore: hp 50
Tensione: f.m. 380 v
Tensione luce cabina: 22° v
Tensione manovra: 48 v
Corrente nominale: 84 A
Corrente avviamento: 122 A

Tipo vano murature
Porte di cabina automatiche telescopiche
4 ante
Porte di piano automatiche telescopiche 4 ante

Cotonificio Bresciano Ottolini

Nel 1883, lungo la strada che collega Brescia con Salò, sorge a Villanuova sul Clisi in provincia di Brescia, il Cotonificio Bresciano Ottolini. “Riceve la forza del Chiese – racconta la stampa dell’epoca – con bel canale che comincia sopra Tormini a tre chilometri di distanza; è animato da perfettissime fabbriche inglesi e svizzere; è illuminato da luce elettrica con due dinamo di sistema Schwan, lavora giorno e notte e dà guadagno a circa 400 operai”. L'arrivo del cotonificio è, quindi, dettato dalla possibilità di sfruttare il corso del fiume per la produzione di energia elettrica, in una valle da questo punto di vista ancora vergine. La costruzione del cotonificio segna profondamente lo sviluppo del piccolo centro di Villanuova: oltre alla centrale idroelettrica, ad esso si devono la costruzione di importanti strutture di servizio quali asili, case, cinema, associazioni sportive.
L'opificio si distingue per l'accuratezza dei particolari architettonici, con i caratteristici sheds spioventi, i timpani triangolari ed i rinforzi di mattoni alle finestre e lungo gli stipiti. La fabbrica, che giunge a svilupparsi su una superficie di circa 59.000 mq, coprendone circa 27.500 con edifici di diverse tipologie, diventa nel corso del tempo, punto di riferimento per generazioni di cittadini della zona, dando lavoro sino a 2000 persone contemporaneamente e coinvolgendo persino le tradizioni e le abitudini locali. Nella nuova riconversione, il contrapporsi di elementi antichi e moderni, ben riconoscibili in pianta, così come nei volumi e nei dettagli costruttivi, crea una distanza storica che segna la rinnovata funzionalità del C.B.O., inaugurato per la seconda volta nel Natale del 2002.

I percorsi orizzontali, diagonali e verticali confluiscono nel tronco cono vetrato che rappresenta lo spazio centrale in cui è posizionato l’ascensore panoramico.
In evidenza la partenza
dei percorsi verticali dell’ascensore panoramico
e delle scale mobili del piano interrato.

Vista interna del cuore del complesso.
In primo piano l’ascensore panoramico
in movimento.
Gli architetti

Gli architetti

Lo studio Rodighiero associati venne fondato nel 1986 dall’ingegnere Giovanni Rodighiero, in seguito a un’esperienza ventennale nel campo della progettazione architettonica e ingegneristica. Dopo una feconda e integra crescita in cui vengono eseguiti progetti ad ampia scala di natura sia pubblica che privata - scuole, abitazioni, centri commerciali, insediamenti produttivi e opere di restauro strutturale e conservativo – nel 1996 lo studio Rodighiero rinasce come società di servizi e consulenze, grazie alla collaborazione attiva dei figli Massimo (architetto) e Francesco (designer), i
quali insieme a Giovanni (ingegnere) formano i tre soci della nuova entità. Ricostituito lo studio si propone come workshop per consulenze progettuali specifiche, offrendo un nuovo approccio interdisciplinare al tema del progetto
e all’ambiente in cui si inserisce, grazie alla fusione di molteplici talenti che riuniscono un bagaglio architettonico e di design all’avanguardia unitamente alla spiccata sensibilità grafica, multimediale, ed artistica. Lo studio aggiunge alla continua e salda matrice di grandi opere architettoniche ed ingegneristiche, progetti di natura grafica, multimediale,
websites, consulting e product design, spaziando agilmente tra la complessità della grande scala urbanistica alla altresì
semplice ma delicatamente articolata gestualità della creazione di un logo, o di un prodotto di design o di un ambiente virtuale che rappresenti l’identità particolare di un cliente.

Inquadramento urbanistico dell’intervento.

UN NUCLEO CENTRALE SIMBOLICO DISTRIBUISCE I PERCORSI

Da notare inoltre come i percorsi confluiscano in uno spazio centrale di ampio respiro (ben visibile sia in pianta che in sezione), che si articola nel volume di vetro tronco conico, vera e propria piazza su tre livelli e ambito nodale di raccoglimento dell’intero complesso. Il cono può essere letto anche in chiave simbolica come memoria formale delle circostanti montagne e come tributo alla lunga tradizione di lavoro operaio nella storia della fabbrica, elevata come reminiscenza a cattedrale per coloro che la abitarono e che la abiteranno.

Piante e sezioni dei vari livelli e piani che descrivono architettonicamente il progetto.

MATERIALI A CONFRONTO FRA ANTICO E NUOVO

La struttura dell’antico corpo viene pressoché salvaguardata, esposta e giustapposta in maniera dialettica e di confronto ai nuovi interventi volutamente contrastanti matericamente e linguisticamente. Inoltre nell’arco dell’intervento si può osservare una precisa e quasi materico-cromatica codificazione del programma funzionale. La giustapposizione del vecchio e del nuovo, l’antica struttura in ghisa e calcestruzzo affiancata all’uso di materiali luminosi e preziosi quali marmo, vetro e svariate pietre locali dei nuovi interventi. Visti nella loro qualità materica e di texture
–astrattamente dal loro valore sociale– questi ultimi danno luogo a volumi e forme concettuali e dinamiche che simbolicamente e tridimensionalmente paiono animarsi prospetticamente.