| Tratto da: L'ascensore n°3 percorso verticale e orizzontale |
I due mondi di Fuksas l'uno sospeso e l'altro sommerso | |||||||||||||||
| Di Baio Editore | ||||||||||||||||
Un grande “alambicco” di vetro ideato per l’ampliamento della Distilleria Nardini: Laboratori per il Centro di Ricerca e Auditorium. Testo: Massimiliano e Doriana Fuksas Capo Progetto: Arch. Davide Stolfi Due “mondi”: il primo “sospeso”, formato
da due bolle ellissoidali trasparenti
che racchiudono i laboratori del
centro di ricerca, e l’altro “sommerso”, uno
spazio scolpito nel terreno come un canyonnaturale
che ospita un auditorium di
100 posti a sedere. Una rampa discendente,
matrice generatrice dello spaziocanyon,
conduce all’auditorium ed è utilizzabile
La contrapposizione delle due platee inclinate forma un’unica arena continua per ospitare eventi. Lo spettatore seduto è circondato da un landscape generato dall’andamento aritmico delle pareti del muro inclinato . A livello terra, il piano d’acquariflettente crea uno spazio di riverberi e bagliori nella zona di ingresso posta sotto le due bolle, che sembrano fluttuare “sospese” nell’aria. I lucernari subacquei filtrano la luce del giorno e la diffondono nello spazio ipogeo mentre di notte si trasformano in sorgenti luminose. Le esili colonne, con diversa inclinazione, creano una tensione dinamica insieme al volume obliquo dell’ascensore.
Al visitatore si apre una successione di viste in continua mutazione, generate dalla calibrata asimmetria dei diversi elementi architettonici: i due ellissoidi sfalsati e sovrapposti, l’ascensore obliquo contrapposto all’aerea scala, la rotazione della rampa d’ingresso. La superficie delle bolle è composta da una doppia pelle completamente trasparente che permette di focalizzare la vista a 360 gradi sullo splendido scenario del paesaggio montano del Montegrappa. Due segni: uno raffinato, elegante, tecnologico, immateriale.
L’altro brutale, dove la materia, il cemento armato, diventa epifania della forma. Un contenente e un contenuto, positivo e negativo in continua tensione connessi dalla struttura inclinata dell’ascensore ma immersi nella loro energia di segno contrario che spinge verso l’alto le bolle vitree dei laboratori e sprofonda nel sottosuolo l’auditorium con la sua pesante corposità. Le colonne più che sorreggere gli edifici sembrano ancorarli a terra. Il riverbero dell’acqua crea un piano speculare. Luogo geometrico di un’assurda omologia dove lo spazio vibra e si dilata. I soli 5 cm di profondità dell’acqua si trasformano in diversi metri di altezza. Camminare sulla passerella offre intense emozioni.
L’ascensore inclinato
Il tetto della cabina è completamente panoramico,
calpestabile, in cristallo tipo Triplo
Extraclear. |
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