Tratto da:
L'ascensore n°3
percorso verticale e orizzontale
Opinion leader
Presidente confconsumatori
Di Baio Editore

di Fabio Bergallo

Intervista a...

Intervista al Presidente di Confconsumatori, Mara Colla.

"La mia esperienza in Confconsumatori
mi porta ad individuare nella
professionalità/ affidabilità degli addetti alla
manutenzione l’aspetto più scottante per il consumatore"
Mara Colla

Attualmente dal mondo ascensoristico si sollevano pressioni per adeguare un parco impianti che va incontro ad obsolescenza tecnica e funzionale e pertanto può risultare pericoloso per l’utente. Qual è la sua opinione al riguardo? È corretto spingere il consumatore finale ad una spesa di questo tipo? Quanto a suo avviso c’è di reale in questo tipo di sollecitazione e quanto invece risulta per così dire “esagerato” per fini più o meno chiari (lucro ad esempio)?
Gli incidenti mortali accaduti anche recentemente hanno portato all’attenzione degli utenti il problema della sicurezza
degli impianti, che devono risultare utilizzabili e senza rischi. Ciò detto, sono dell’opinione che non si possa accogliere la
richiesta di sostituzione degli impianti in modo generalizzato. E’necessario, invece, partire dalla fotografia della situazione esistente, ovvero dall’anagrafe degli impianti, programmando gli eventuali interventi dopo avere accertato lo stato dei singoli impianti attraverso la certificazione del manutentore, che se ne assume la piena responsabilità nei confronti dei condomini e degli utenti.

L’obsolescenza estetica che coinvolge molti ascensori installati nei condomini, fa si che gli stabili stessi perdano di valore. Un miglioramento della parte comune, l’ascensore ad esempio, (finiture d’interni, materiali ecc.) potrebbe risultare vantaggioso per l’utente stesso in quanto aumenterebbe il valore dell’immobile.È possibile a suo avviso, e giusto, una campagna di sensibilizzazione dell’utente in questo senso?
Lascio ai condomini il diritto di decidere se abbellire le parti comuni del condominio, con ciò incrementandone il valore. Mi limito ad affermare un’esigenza: quella di adeguare gli ascensori quando non permettono l’utilizzo a portatori di handicap e invalidi, magari perché hanno una apertura insufficiente per ospitare una carrozzella. Una campagna di sensibilizzazione in tale ottica ritengo sia giusta e possibile.

Quali sono a suo avviso gli aspetti più scottanti della manutenzione ascensori da cui il consumatore dovrebbe difendersi ed essere informato?
La mia esperienza in Confconsumatori mi porta ad individuare nella professionalità/affidabilità degli addetti alla
manutenzione l’aspetto più scottante per il consumatore. In questo settore è urgente che le Regioni organizzino corsi
di formazione degli addetti, rivedano le condizioni di accesso alla professione e i criteri di certificazione delle
aziende abilitate. Troppo spesso, infatti, constatiamo che i marchi di certificazione di prodotti e di servizi vengono esibiti
non per garantire maggiore professionalità o qualità, ma come una nuova tecnica di marketing delle aziende. Noi
abbiamo molto da dire e da documentare in proposito.

Che consigli darebbe al consumatore per scegliere il contratto di manutenzione più adeguato?
Bel problema! Anzitutto vorrei che i condomini (ma quanti di loro sanno di poterlo fare?) chiedessero all’amministratore di leggere il contratto di manutenzione prima di sottoscriverlo. Il contratto non deve contenere clausole abusive e deve essere molto chiaro nel definire compiti e responsabilità dei sottoscrittori. Le associazioni dei consumatori sono disponibili a dare ogni consulenza in proposito. In secondo luogo, sono favorevole a definire un ”contenuto minimo contrattuale” cui vincolare le imprese manutentrici, secondo l’esperienza francese. Confconsumatori ha anche elaborato uno “schema–tipo” di contratto per informare i condomini e gli amministratori di condominio. Infine, è necessario che le
Camere di Commercio, avendone i poteri, prestino maggiore attenzione e intervengano con efficacia per assicurare condizioni di trasparenza e di reale concorrenza fra le imprese di manutenzione. Che strano Paese è il nostro, che destina contributi a fondo perduto per l’acquisto del decoder per la tv digitale, mentre non risulta che si sia posto il problema di come promuovere il rinnovo e l’adeguamento, a fini di sicurezza e prevenzione, del più consistente parco ascensori d’Europa, magari attraverso forme di defiscalizzazione da aggiungere alla detrazione del 36% sull’Irpef.