Tratto da:
L'ascensore n°2
percorso verticale e orizzontale
Un colore per piano
Di Baio Editore

L'estetica del trasporto verticale diviene impronta progettuale

Foto di:Giampaolo Rebora

La location è quella di una delle piazze commemorative di Milano, piazza delle Cinque Giornate. In essa il passante può rinvenire la metropoli cosmopolita e la città storica. Se da un lato infatti troviamo un obelisco a ricordo degli avvenimenti del 1848, dall’altra vediamo stagliarsi una moderna facciata costruita a mezzo di un curtain- wallvetrato che di notte viene illuminata e dotata altresì di un maxi schermo per i messaggi pubblicitari che tanto rievoca le immagini mediatiche
di Londra, New York e Tokyo. L’edificio in questione ospita sia una delle sedi di una ben nota catena di negozi per abbigliamento e casa, sia di un elegante cocktail bar all’ultimo piano, contornato da un lato dalla cornice raffinata delle vetrate che offrono una magnifica vista panoramica della metropoli, e dall’altro, opere d’arte, che fanno bella mostra di sè alle pareti. Unico modo di accedervi è un ascensore del tutto particolare che porta al locale aprendo le porte proprio di fronte al lungo bancone dominato dagli specchi della ampissima bottigliera. Il progetto dell’ascensore si è rivelato un’idea tanto geniale quanto utile per adattarsi tra l’altro ad una molteplicità di situazioni. La particolarità dell’edificio sta infatti nella colonna adibita al trasporto verticale. Il concetto oramai troppo inflazionato della trasparenza del corpo scaleascensore è stato rivisitato in una luce differente.

Si voleva dar modo all’estetica di rendersi utile all’utente. Per questo si è pensato di assegnare ad ogni piano un colore differente, con il quale l’utente potesse distinguere i vari reparti del megastore. In questo modo la colonna del trasporto verticale viene messa in evidenza, soprattutto di notte quando la facciata viene illuminata e da risalto ai colori posti dietro la cortina di vetro che segnano i vari piani. Il concetto è quello già inventato da architetti come Norman Foster. Di giorno una superficie vetrata che riflette il profilo degli edifici circostanti e le nubi che corrono nello spazio aereo, di notte la trasparenza che mostra ciò che l’architetto vuol far vedere. In questo caso si è messo in evidenza con grande maestria quello che molti, a torto, avrebbero cercato di nascondere. E lo si è messo in evidenza reinventando un parametro progettuale.È grosso modo il concetto che sta alla base dell’assegnazione di aree colorate nei parcheggi multipiano.È un concetto dalle potenzialità effettivamente infinite. Si pensi alle discoteche a più piani, alle residenze per studenti, agli hotels. Un nuovo modo di concepire la progettualità del trasporto verticale, un modo per mettere in evidenza, in tutta la sua dignità e bellezza uno degli strumenti più utili al genere umano. Un nuovo modo per far partecipare l’ascensore all’architettura e farlo uscire dal vano buio e chiuso al quale, per anni generazioni di progettisti lo hanno costretto.