| Tratto da: L'ascensore n°2 percorso verticale e orizzontale |
Panoramici esclusivi
per la nuova sede
del Sole 24 Ore progettata da Renzo Piano |
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| Di Baio Editore | ||||||||||||
Magistrale esempio di ridestinazione funzionale di un ex-complesso industriale La nuova sede del Sole 24 Ore, il principale
gruppo italiano d’informazione
finanziaria, nasce dalle ceneri di un
ex-complesso industriale nella zona fiera
di Milano su progetto dell’architetto
Renzo Piano. Un complesso che constava
originariamente di cinque blocchi rettangolari
disposti attorno ad uno spazio interno
vuoto, e che ora, completamente
Nelle foto: Scorci prospettici degli ascensori esterni ed interni alla corte interna. Il risultato è una soluzione razionale, elegante e ad alta sostenibilità ambientale. L’high-tech che aveva connotato le prime esperienze di Piano (vedi Beaubourg a Parigi) ha subito in questo progetto un’evoluzione dai toni più tenui, classicheggianti in alcuni tratti, ma dotati di una sublime e discreta maestosità tale da soddisfare le esigenze dello status di rappresentanza del committente.
Dal punto di vista tecnico, il telaio esistente in C.A. è stato conservato e sono stati aggiunti due piani utilizzando telai d’acciaio. Per gli impianti si è adottata la soluzione tecnica delle travi fredde a soffitto, di utilizzo ancora sperimentale in Italia. Le facciate continue in vetro che avvolgono la struttura esistente donano al complesso un’aura di leggerezza e trasparenza luminosa, che lascia intravedere la collina verde all’interno del cortile.
Di sera lo scenario cambia completamente. L’involucro vetrato si spoglia dei riflessi che di giorno fanno da schermo parziale alla vista dall’esterno, mostrando l’interno illuminato e il fermento della vita di redazione. Al primo involucro trasparente che riveste gran parte dei volumi se ne aggiunge un secondo, opaco, mobile o traforato composto dalle tende meccaniche e dal grigliato metallico di copertura che intercettano i raggi del sole, dimostrando un’accurata progettualità a livello dello studio delle luci e delle ombre.
In questo complesso gli ascensori sono incastrati magistralmente nella geometria razionale del percorso
architettonico. Completamente vetrati, con una disposizione sia interna che esterna al cortile, permettono all’utente
di vivere il passaggio spaziale all’interno dell’architettura. Ancora una volta, l’impianto verticale esce da un ruolo marginale e soffocato, e reinterpretato in una versione affine e partecipe dell’intera architettura. |
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