| Tratto da: L'ascensore n°2 percorso verticale e orizzontale |
Loft: idee e suggerimenti L'ascensore nella ristrutturazione dei caseggiati industriali |
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| Di Baio Editore | |||||
Foto: Stefano Goldberg Colonne trasparenti per una "gentrification"...alla moda Il loft è sicuramente una delle proposte
più emblematiche di un nuovo
concetto dell’abitare.
Nato a cavallo degli anni ‘60/’70 con la
rivoluzione dei costumi e la volontà dell’affermazione
personale e di stili di vita
alternativi, fu adottato inizialmente da
giovani e studenti che iniziarono a sfruttare
ambienti dimessi, immobili o caseggiati
industriali che, per le loro caratteristiche
di luoghi spogli e privi di comfort,
si prestavano ad essere trasformati
senza costi eccessivi. "...sono enormi e altissimi questi spazi industriali, involucri che costituiscono
Non rappresentano più un modo di vivere basato sul risparmio economico ma è l’affermazione di una scelta ben precisa e studiata del concetto di abitare. Spesso enormi ed altissimi, questi spazi industriali enucleano il concetto di spazio unico dove compiere ogni attività perché non votati ad una specificità d’uso. Il concetto del loft trasforma l’idea della casa del nostro consolidato immaginario comune, dello spazio suddiviso in tante stanze diverse, tutte separate da pareti e porte, ognuna con caratteristiche e funzioni diverse per approdare a una nuova forma con una infinita potenzialità espressiva dello spazio. Spazio aperto emancipato dalla rigida distinzione funzionale e spaziale, con strutture portanti ed impianti a vista, denunciati volutamente. Il tutto in sintonia con uno status, effettivo o presunto, del proprietario che mette in vetrina il proprio “personaggio” colto e all’avanguardia. "...these industrial areas are huge and very high; they represent
Elementi caratterizzanti sono la grande
altezza e dimensione degli spazi, l’essenzialità
delle scale nella loro struttura, le
grandi finestre, gli impianti e i condotti
lasciati volutamente a vista.
Quasi a ricordo del passato industriale
dell’edificato, in una sorta di rivisitazione
da scenario post-atomico. In questo senso
la macchina, come determinante simbolica
e spaziale di questa scenografia, è
ripresa perfettamente dall’ascensore a
vista. Un castelletto trasparente che
lascia intravedere nella sua nudità essenziale
l’impianto di trasporto verticale che
si adagia perfettamente alla condizione
rivisitata di architettura dimessa.
Comodità ed adattabilità estetica. È l’ascensore
il nuovo elemento che va ad
aggiungersi per ultimo, ma non per
importanza, ai punti salienti di questo
nuovo concetto dell’abitare. |
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