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La villa presa in esame è di stile Liberty, del 1933 ed è inserita nel tessuto urbano di Busto Arsizio (Varese) in zona centrale. In essa è stato effettuato il recupero funzionale del piano rialzato, ormai dimesso da decine d’anni, ed il risanamento del piano interrato a suo tempo destinato a cantina, carbonaia e ripostigli. E’ stato creato un collegamento verticale al fine di dare fluidità agli spostamenti tra i vari piani: da qui l’introduzione di un elemento high-tech che unisce il piano interrato dove ora si trovano i locali “hobbies” come la sala destinata all’- home-theatre ed il piano soprastante
in cui si aprono living-room, la zona pranzo, la cucina, il locale studio, le camere da letto e i bagni padronali. L’inserimento di un nuovo elemento verticale high-tech doveva essere di notevole impatto per uniformarsi al forte
carattere della villa che affonda le sue radici nel valore storico, nella qualità dei materiali iniziali di costruzione ed in
quelli pregiati della ristrutturazione. L’ascensore pur presentandosi importante ed imponente risulta -nello stesso
tempo- leggero e arioso, grazie alle scelte progettuali, inerenti ai materiali usati: cristalli, acciaio a specchio, parquet intarsiato e fibre ottiche. Il tutto ben si coniuga con il desiderio di dare ariosità all’intervento che ha richiesto la demolizione di murature interne, l’apertura di ampi archi passanti e la scelta di una tinteggiatura spatolata in toni
molto chiari. |