Tratto da:
L'ascensore n°2
percorso verticale e orizzontale
Opinion leader - Pasquale Caprio - Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Salerno
Di Baio Editore

Intervista al Presidente dell’Ordine, Arch. Pasquale Caprio

"Se il livello medio attuale della scala di progettazione architettonica potesse reggiungere soglie di maggiore eccellenza della attuale non sarebbe, sempre di più, patrimonio di pochi eletti "

Degli architetti contemporanei più impegnati, si dice che la loro ambizione fosse quella di "progettare dal cucchiaio alla città". Purtroppo in molti casi alcuni aspetti anche fondamentali come i percorsi verticali che, soprattutto negli hight-rise, sono esplicitati materialmente dagli impianti ascensoristici, vengono delegati ad altri. Quali le perdite nell’ambito complessivo della progettazione, in riferimento a questo settore specifico?
E’ certamente fuori di dubbio che il coordinamento, ovvero la regia della progettazione nella sua interezza, debba essere patrimonio dell’architetto ed i percorsi verticali, nella gran parte dei casi, concorrono anch’essi alla definizione
della sua resa architettonica e spaziale, oltre che funzionale. Tuttavia è altrettanto fuori di dubbio che la progettazione
delle macchine quali gli impianti di sollevamento siano più specificamente appannaggio della professione di ingegnere che, nella gran parte dei casi, presta la sua opera direttamente alle ditte costruttrici.

Il trasporto verticale è al confine tra ingegneria ed architettura. Troppo spesso però viene associato esclusivamente alla prima sfera. Come dal suo punto di vista è possibile sensibilizzare il mondo dei progettisti?
Il corso di studi universitari delle Facoltà di Architettura non contempla, nello specifico, la progettazione degli impianti,
e non solo di quelli di sollevamento. Per una mia recente esperienza quale componente di una commissione per gli
esami di abilitazione all’esercizio della professione di Architetto mi accontenterei se il livello medio attuale della scala
di progettazione architettonica potesse raggiungere soglie di maggiore eccellenza della attuale e non essere, sempre
di più, patrimonio di pochi eletti.

Nessuno ha mai pensato alla progettazione di ambienti interni nel trasporto verticale (ad esempio un bar all’interno di un ascensore che debba trasportare le persone fino ai piani più alti dei grattacieli). Un primo step possibile in questa direzione quale potrebbe essere a suo avviso?
Non mi pare che il mercato abbia mai richiesto che l’ascensore possa avere funzioni diverse dalla sola veicolazione
verticale. Tuttavia l’idea espressa, se richiesta, potrebbe essere magari affrontata con un concorso su questo nuovo modo di intendere ruolo e funzione dell’ascensore. Potrebbe essere un modo per sensibilizzare di più l’attenzione
dei progettisti.

Le città diventano sempre più verticali, l’impegno dell’architetto deve leggersi nel progetto dei collegamenti verticali, che sono parte fondamentale del progetto stesso.

29 AT&T Building, New York, Johnson & Burgee; Simmons Architects, associated architects, 1978-84. Veduta nord-orientale (foto tratta da Classicismo moderno, Di Baio Editore, 1990).