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Intervista al Presidente Nazionale ANACI, Dott. Pietro Membri
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"Un appello. Non buttare via vecchi ascensori, esteticamente validi, solo perché presentano dei problemi tecnici che
si possono risolvere. Abbiamo buttato moltissime opere d’arte." |
Per quel che concerne la manutenzione, è preferibile cercare di creare una sorta
di familiarità col manutentore, e quindi
evitare di cambiare sovente la persona
fisica che gestisce il tutto. Perché?
Noi come committenti della manutenzione
degli ascensori siamo orientati a
rivolgerci sempre alla medesima persona
al fine di creare col manutentore una
possibilità di dialogo più agevole, più
chiara e dunque più attenta a tutti i
diversi problemi.
L’ascensore è una parte molto importante
dello stabile in cui vive la comunità e
occorre riuscire a risolvere i problemi nel
minor tempo possibile. Ovviamente se
ogni volta si deve cambiare manutentore, si allungano i tempi creando dei fattori di disagio.
Quindi il suo suggerimento, anche per le
società più grandi, sarebbe quello di
adottare la politica di inviare sempre lo
stesso manutentore?
Se possibile risulta sicuramente una
carta vincente. Un manutentore di fiducia,
conosce già i problemi del condominio,
come sono strutturati e sa già dove
presumibilmente si è verificato il guasto. Un notevole risparmio di energie, tempo
e denaro.
Come ANACI voi vi rivolgete anche al
condomino, quindi all’utente finale dello
stabile e non solo agli Amministratori Immobiliari.
Quali i modi per coinvolgere l’abitante
sui problemi, come attivare la sua
partecipazione e come avviene il lavoro
di mediazione che voi dovete svolgere?
La nostra preparazione professionale risulta estremamente efficace, soprattutto per i nuovi iscritti alla professione che
frequentano corsi all’avanguardia in questo
senso. Ma occorre fare ancora molto
lavoro. Nei nuovi corsi che inizieranno in
autunno ad esempio, saranno inseriti dei
programmi di mediazione sociale per
aiutare a dirimere tutte quelle conflittualità
tipiche dell’ambiente dello stabile,
che sono come ben immaginabile, tra le
più disparate. Situazioni di conflittualità che, in sede di assemblea, rischiano di
tradursi nel non riuscire a trovare degli
accordi per avviare degli interventi sullo
stabile di grande importanza. Noi dobbiamo prepararci ad affrontare queste situazioni.
Entrando nel vivo del trasporto verticale,
i problemi si possono dividere in tre
grandi categorie: i problemi di obsolescenza
tecnica, i problemi di obsolescenza
estetica, e i problemi di manutenzione.
Come si potrebbe sensibilizzare
l’utenza con la voce dell’amministratore
condominiale?
Gli ascensori oggi sono visti solamente come un brutto mezzo per salire e scendere.
Come tali immeritevoli di rispetto.
Quindi occorre prima sensibilizzare l’utente
verso il rispetto per il mezzo e le
funzioni che è destinato ad assolvere. E
questo eliminerebbe già una grossa fetta
di inconvenienti per la manutenzione.
Dal punto di vista tecnico noi abbiamo
sicuramente un patrimonio abbastanza
obsoleto. Ora c’è da dire che i nostri
amministrati quando ci sono opere di
manutenzione straordinaria sono adeguatamente
informati dall’amministratore
della gravità dell’aspetto e raramente ci
sono problemi a farle approvare. Mi sento
di affermare che i nostri associati si prodigano
per conferire un’adeguata sicurezza
al mezzo di trasporto verticale. Occorre
poi sicuramente prestare anche attenzione
alla scelta della società di manutenzione
in quanto molte non hanno a cuore il
problema. Le società, soprattutto artigianali,
che si avvicinano a noi devono avere
anche una capacità di aggiornamento
notevole e devono dimostrare un impegno
costante nella loro attività.
Quindi come si sceglie un contratto di
manutenzione. Solo in base al prezzo? O
in base ad altri fattori come l’affidabilità
di cui mi parlava poc’anzi?
La scelta ovviamente viene soprattutto
fatta in base all’affidabilità delle società
presenti sul mercato e all’esperienza
maturata che permette più di ogni altra
cosa di compiere un lavoro adeguato. Se
un amministratore gestisce dieci stabili e
inizialmente ha un parco manutentori
diciamo per ipotesi di cinque, sei società,
arriverà a selezionarne due che gli consentiranno di ottenere i risultati migliori.
Torniamo per un momento all’aspetto
dell’obsolescenza estetica. Si potrebbe
sensibilizzare l’utenza in questo senso,
magari puntando sul fatto che diventa
una perdita di valore dello stabile stesso?
Questo è vero, ma purtroppo su questo
versante c’è molta più riluttanza ad
agire. Il condomino tende soprattutto a
pensare alla funzionalità anche perché
quello estetico è un investimento a
lungo termine, che solo nel lungo periodo
dá dei risultati che si traducono in un
benefit immobiliare, ossia valorizza l’appartamento.
Riguardo al trasporto verticale, ha qualche
argomento che vuole sollevare e
che le sta particolarmente a cuore?
Un appello. Non buttare sempre via vecchi
ascensori, esteticamente validi, solo
perché presentano dei problemi tecnici
che si possono risolvere. Abbiamo buttato
moltissime opere d’arte, soprattutto in
un periodo anni ‘60-’80 in cui tutto ciò
che era vecchio si doveva buttare. Invito
i miei colleghi a non favorire queste iniziative.
Invece occorre considerare la
possibilità del restauro estetico e tecnico.
E invito tutti gli amministrati a considerare
le parti comuni come l’ascensore una
parte integrante della propria abitazione.
Non dev’essere avulso dall’appartamento.
È un controsenso vivere in un certo
modo nel proprio appartamento e trovarvi,
una volta usciti, l’interno di un
ascensore in condizioni pietose.
La responsabilità gioca ancora una volta
un ruolo fondamentale e il fatto di sentire
l’interno di una parte comune come
facente parte della propria abitazione, in
questo caso potrebbe essere un incentivo
per le migliorie estetiche da apportare
all’ascensore.
"Gli ascensori oggi sono visti solamente come un brutto mezzo per salire e scendere. Come tali immeritevoli di rispetto.
Quindi occorre sensibilizzare l’utente verso il rispetto per il mezzo e le funzioni che è destinato ad assolvere.”
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ANACI
Sono oltre seimila gli amministratori professionisti che sono associati all'ANACI,
l'Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari, sigla nella quale è racchiuso
il patrimonio di storia ed esperienza di trent'anni di associazionismo degli amministratori
immobiliari italiani. Nata nel gennaio del 1995, dalla fusione dell'ANAI
(Associazione Nazionale Amministratori Immobiliari, costituita nel 1970) con l'AIACI
(Associazione Italiana Amministratori di Condominio ed Immobili, costituita nel 1974), è
oggi presente in tutte le province italiane, dove oltre a svolgere attività di formazione per
i propri iscritti organizza corsi di avviamento e qualificazione, rivolti a quanti, in maggioranza
giovani, vogliono conoscere più da vicino l'attività dell'amministratore immobiliare...
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