| Coordinatori
del laboratorio
Massimo Angrilli, Alessio Dionigi Battistella, Letizia Capannini,
Giovanni Battista Cocco, Massimo Demicheli, Valentina Donà,
Alessandro Lombardozzi
Sorprende come un tema circoscritto riesca a contenere tanti approcci
diversi alla sua trattazione. Nel laboratorio ‘Infrastrutture e
nuovi insediamenti’ il tema dell’architettura oltre la forma
- paesaggi urbani sostenibili, scelto per l’edizione 2007 del Seminario
internazionale e Premio di Architettura e Cultura Urbana di Camerino,
ha suscitato un dibattito acceso e interessante.
Sostenibilità può voler dire conoscere profondamente il
territorio per progettare interventi minimi ma ragionati che tengano conto
delle criticità locali; può voler dire studio dell’impatto
diretto di edifici alla macroscala sull’ambiente che li ospita;
può voler dire allargare lo sguardo a scenari globali e immaginare
le esigenze/emergenze del futuro prossimo; può voler dire affrontare
le questioni dell’uso di fonti energetiche rinnovabili in architettura;
può voler dire accettare i cambiamenti del paesaggio e saperli
convertire attraverso il progetto in opportunità di riqualificazione.
Queste e tante altre sono state le posizioni prese dai partecipanti al
laboratorio e le discussioni che hanno seguito le presentazioni dei lavori
hanno dimostrato quanto il tema sia attuale, difficile da definire in
modo univoco, impossibile da esaurire in un dibattito.
|
|
Adele Platania, Etna: paesaggi di indizi.
Le tracce della trasformazione |
|
L’architetto Claudio Marchesi ci ha
raccontato il ‘frammento urbano’ attraverso il lavoro di sette
studenti del corso della prof. arch. M. A. Caminiti del CDL di Ingegneria
per il recupero dell’Università degli Studi di Messina. Il
nuovo insediamento da progettare è un isolato che occupa lo spazio
libero tra due tratti rettilinei di una strada carrabile in
salita raccordati da un tratto di strada curvo. L’esercitazione
si proponeva di sviluppare il tema della residenza risolvendo la differenza
di quota tra le due strade, il rapporto tra viabilità carrabile
esterna e pedonale interna, il rapporto tra spazi pubblici e privati,
tra pieni e vuoti, il disegno dei fronti urbani e la modalità di
attraversamento dell’area.
Dal corso del prof. Enrico Corti dell’Università
degli Studi di Cagliari i gruppi formati da Andrea Corona e Mauro Murru
e da Sara Grandinetti e Valentina Massidda hanno lanciato la provocazione
dell’uso di un software parametrico per la progettazione architettonica.
Inserendo dei dati scelti dal progettista è possibile ottenere
direttamente da questi programmi delle forme da tradurre in architettura.
Il loro sforzo si è concentrato nel tentativo di modellare delle
forme che sembrassero scaturire naturalmente dal suolo ondulato della
regione del Sarrabus per inserire con discrezione i nuovi edifici, dei
laboratori di ricerca per energie alternative.
|
|
|
Enrica Pieragostini, Riuso
e valorizzazione di un edificio abbandonato al rustico
|
I gruppi di Laura Ferrrari, Francesca Masia e Maddalena Pisano e di Alessandro
Mameli, Grazia Melis, Alessandro Meloni e Maria Greca Sollai si sono cimentati,
sotto la supervisione di O. Merone e L. Tuveri, nel progetto di un complesso
residenziale turistico sempre nella regione del Sarrabus. Tra i loro obiettivi:
la promozione di turismo alternativo, con un basso impatto sul territorio
e con possibilità di rotazioni d’uso nelle diverse stagioni
come alloggi estivi trasformabili
in serre o magazzini durante l’inverno.
Serena Fiorelli (Politecnico di Torino, relatore
prof. Sergio Ignazio Vitagliani, correlatore prof. Roberto Mattone) ha
sviluppato un prototipo di casa innovativa sostenibile chiedendosi quali
saranno le nuove esigenze degli inquilini del futuro e come le nuove tecnologie,
anche digitali, possano soddisfarle.
Di grande interesse sono state le presentazioni
dei progetti di due parchi.
La tesi di laurea di Nicola Fitti (Università degli Studi ‘G.
D’Annunzio’ Chieti-Pescara, relatore prof. Alberto Clementi,
correlatori prof.
Massimo Angrilli e prof. Renato Ricci) ha dimostrato come la dismissione
di un viadotto autostradale può rappresentare la straordinaria
occasione per ripensare l’infrastruttura come una strada dell’energia
all’interno di un parco delle energie alternative.
|
|
|
|
Maria Elena Tinniriello,
Polo universitario e servizi socio-culturali a Caltagirone |
Mentre la tesi di laurea di Adele Maria Platania
(Università degli Studi di Firenze, relatore prof. Susanna Magnelli,
correlatore geol.
Salvatore Giammanco) ha proposto un’idea di parco naturale ecosostenibile
basato sulla conoscenza profonda del territorio, nel suo caso il Parco
dell’Etna, e delle sue trasformazioni ponendo l’attenzione
sulle forme del paesaggio prodotte dal vulcano. La selezione di alcuni
punti del parco particolarmente interessanti e la conseguente individuazione
di percorsi geologici che li collegano sono subordinate all’idea
di inseguire le ‘tracce della trasformazione’ per ricostruire
la storia della vita del vulcano. I percorsi sono pensati volutamente
come mere indicazioni mentre il visitatore deve sentirsi libero di scegliere
il proprio itinerario senza vincoli, per scoprire il parco assecondando
gli infiniti stimoli offerti dalla varietà del paesaggio.
‘Poetics city’ è il nome
del sensibile intervento che Enrica Pieragostini (Università degli
Studi di Camerino, relatore prof. Salvatore Santuccio, correlatore prof.
Graziano Leoni) ha proposto per il ‘Riuso e la valorizzazione ambientale
nell’isola Palmaria alle Cinque Terre’ di un rustico abbandonato
dal 1968. Partendo dalla vocazione poetica che questa zona, amata dai
poeti inglesi quali Byron e Shelley, ha sin dalla prima metà dell’ottocento,
‘l’ecomostro’ verrà riconvertito in una scuola
per la poesia romantica attraverso l’inserimento di padiglioni/
diamanti che ospiteranno le aule e i servizi.
La disposizione dei diamanti oltre a tener
conto delle preesistenze architettoniche e naturalistiche è stata
guidata dalla riproposizione della trama di alcune costellazione visibili
dall’emisfero boreale.
Con il tempo la natura sta ricoprendo il rustico sfumando l’impatto
sul paesaggio e questa tesi di laurea vuole guidare, con senso della misura,
questo processo spontaneo perché diventi il ‘principio del
rinnovamento urbanistico e ambientale’ dell’area.
Gli studenti del corso di Geografia della
prof. Susanna Magnelli dell’Università degli Studi di Firenze
si sono interrogati sulle trasformazioni del paesaggio toscano.
Lorenzo Nofroni, Alessandra Righi, Raffaele Rivela hanno proposto un tracciato
alternativo per la via Francigena nella Val d’Elsa cercando di penalizzare
al minimo il territorio attraversato, cercando di razionalizzare il percorso,
lavorando sulle sponde e gli scavi, sulle alberature.
Lorenzo Racano, Annalisa Rustici e Valentina Satti hanno cercato di individuare
una strategia diversa per l’inserimento di insediamenti industriali
lungo gli assi di comunicazione viaria. Il progetto per il nuovo polo
commerciale/industriale nella valle dello Staggia si pone con un atteggiamento
più rispettoso dei valori paesaggistici della zona. Inserendo una
fascia più compatta di capannoni sul fronte stradale, liberano
le aree più interne a rischio di allagamento rispettando le partizioni
tradizionali dei campi e il tracciato dei canali nel rispetto del regime
delle acque in una zona ad alto rischio idraulico.
Analogamente si muove il progetto di Daniel
Sacripanti per la ricollocazione di volumi industriali nella piana di
Campaldino, nel Casentino: i capannoni vengono riposizionati nel rispetto
di antichi tracciati viari e idraulici per recuperare i valori identitari
del paesaggio rurale toscano compromesso dalla miope speculazione.
Struttura metropolitana nella
periferia romana
|
|
|
|
Daniele Coderoni |
Felice Gualtieri |
|
|
Simona Mizzoni |
Maria Luisa Priori |
Fabrizio Rubai e Simone Rusci propongono una
serie di piccoli interventi mirati per la città di Sovana con lo
scopo di stimolare ‘dinamiche turistiche attuali’.
La tesi di laurea di Maria Elena Tinnirello
(Università degli Studi ‘La Sapienza’ di Roma, Facoltà
di Valle Giulia, relatore prof. Franco Purini, correlatore prof. Dina
Nencini) propone l’inserimento di un polo universitario e di servizi
socio-culturali nella città di Caltagirone, che oggi rischia un
progressivo abbandono. L’intervento nel centro storico parte dall’applicazione
di rapporti volumetrici derivati dall’analisi della città
antica e tiene conto dell’impatto del nuovo edificio sul profilo
della città e sul tessuto storico e cerca di integrare i percorsi
esistenti attirandoli all’interno dell’edificio o sopra di
esso, dando alla nuova costruzione lo stesso carattere di complessità
di una città.
Il rapporto tra territorio e costruzioni a grande scala è stato
indagato dagli studenti del corso di sintesi finale del prof. Franco Purini
dell’Università degli Studi ‘La Sapienza’ di
Roma, Facoltà di Valle Giulia.
Sveva Brunetti, Daniele Coderoni, Felice Gualtieri, Simona Mizzoni, Fabio
Petrassi, Maria Luisa Priori e Giulio Proli si sono misurati con il progetto
di una struttura metropolitana inserita nella periferia romana all’altezza
del Grande Raccordo Anulare con il compito di mediare il piano territoriale
con il piano verticale del grattacielo.
Una piastra per le emergenze e per eventi di massa fa da basamento per
le alte torri che ospitano uffici, alloggi e servizi: strutture urbane
complete verticali.
Se dal punto di vista formale e iconografico
il risultato di questi progetti è sempre molto convincente, sembra
chiara la scelta di non approfondire lo studio del rapporto col contesto,
avendo, questi oggetti, una dimensione non confrontabile con ciò
che li circonda.
Un altro progetto a scala territoriale è quello per il recupero
dell’area industriale ex S.I.R. di Lamezia Terme. Sabrina Durante
e Giuseppe Giovinazzo (Università degli Studi di Reggio Calabria,
relatore prof. Laura Thermes, correlatore prof. Ottavio Amaro) hanno progettato
un nuovo polo tecnologico, una città logistica, basato su punti,
linee e superfici ovvero edifici isolati, percorsi e una grande piastra
tagliata in più punti. La nuova mega struttura sarà in grado
di ospitare il terminal intermodale, comparti pluriaziendali, spazi collettivi,
magazzini, parcheggi e servizi.
Andrea Marrosu e Marco Scampuddu (Università degli Studi di Cagliari,
relatore prof. Enrico Corti, correlatore ing. Luca Tuberi) hanno immaginato
un nuovo brano di città per il settore meridionale di Olbia con
l’obiettivo di integrare il nuovo insediamento con l’ambiente
naturale. Edifici a torre , in linea e case unifamiliari definiscono l’intervento
destinato a residenti stanziali e stagionali.
Gianfranco Potestà, urbanologo, ha sollevato interessanti interrogativi
sul ruolo dell’architetto nel processo di trasformazione della città
contemporanea e sulla possibilità di invertire la tendenza, dominante
sul piano globale, alla diffusione di slums e ghetti.
|
|
www.archeoclubitalia.it
Archeoclub d’Italia
movimento di opinione pubblica
al servizio dei beni culturali e ambientali |
|
|