| Molte
emergenze affliggono il mondo; catastrofi naturali: terremoti, maremoti,
uragani, da una parte; emergenze sociali e politiche: guerre, fame, epidemie,
morti indegne soprattutto di bambini, dall’altra.
Sono sotto gli occhi di tutti. Ma sono catastrofi ed emergenze che, con
la volontà, la comunità internazionale può affrontare,
superare e in parte risolvere. Invece, il processo irreversibile di cambiamento
delle condizioni climatiche del pianeta sta diventando l’emergenza
e la catastrofe più grave causata dall’uomo all’ambiente
in cui vive, quindi
a se stesso ed ai suoi eredi. È il crimine più grave compiuto
in nome di un benessere apparente, della crescita continua.
La comunità internazionale sta prendendo coscienza della situazione
e le analisi, anche esagerate, e le denunce sono ormai frequenti.
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Casa della mujer, Tindouf, Algeria |
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Ma cosa possiamo fare per porre rimedio e
invertire la tendenza? Dopo la sensibilizzazione, occorrono soluzioni,
soprattutto nel settore dell’energia e dell’uso del territorio:
da un lato vanno ricercate su base semplice, fonti di energia alternative
e rinnovabili, non esagerando le posizioni, evitando di cadere nella ideologia;
dall’altro serve invertire la tendenza pensando alla conservazione
più che all’uso del territorio. Si deve prendere posizione
a favore o contro le tecnologie possibili scegliendo sulla base delle
conoscenze scientifiche e non su fattori emozionali prodotti per lo più
dalla comunicazione, magari influenzata da consensi più o meno
elettorali. La ragione deve prevalere sull’emozione anche se alimentata
da esigenze contingenti.
In questo processo gli architetti hanno una responsabilità fondamentale
verso l’umanità: la trasformazione dell’ambiente naturale
in ambiente artificiale è sempre più affidata a processi
in cui il progetto dell’architetto è il momento chiave di
elaborazione, in cui si prendono le decisioni definitive su funzioni,
forme, tecnologie, organizzazione
edilizia, urbana e territoriali degli interventi.
La comunità internazionale degli architetti, rappresentata dall’UIA,
offre la propria collaborazione perché, sulla base delle conoscenze
scientifiche e tecniche, contro interessi di parte, economici e politici,
si realizzi un’inversione di tendenza e si salvaguardi l’ambiente
in cui viviamo rispondendo alle responsabilità che abbiamo verso
le future generazioni; a partire dalle scelte più elementari, dalla
buona pratica professionale, che richiede attenzione alle diversità
culturali e ambientali in cui ci troviamo ad operare, producendo scelte
basate su criteri di sostenibilità coerenti con i luoghi dove agiamo,
obbligandoci a utilizzare risorse energetiche rinnovabili e a rispettare
l’ambiente.
È quindi principio etico e di buona pratica professionale progettare
edifici utili, energeticamente autosufficienti, coerenti con la cultura
e l’ambiente in cui vengono realizzati. Costruiamo città
ecologiche, magnets of hope, ‘eco mega cities’. Dichiariamo
guerra agli sprechi, a città piene di auto ed edifici inutili,
mal dimensionati, energeticamente costosi, privi di elementari verifiche
di sostenibilità ambientale.
Pensiamo ad un corretto uso di tecnologie e forme, al rispetto delle identità
culturali, alle caratteristiche geografiche e climatiche dei luoghi dove
operiamo.
Noi architetti vorremmo essere parte attiva di un grande progetto dove
la comunità della conoscenza, di cui ci sentiamo attori fondamentali,
offra all’umanità le soluzioni per salvare il pianeta. A
queste soluzioni l’economia della globalizzazione e la politica
internazionale dovranno fare riferimento nelle loro azioni future.
La comunicazione può produrre una dipendenza dai ‘consensi’
se subìta, ma se usata in modo virtuoso può ‘trasmettere’
messaggi che condizionino positivamente le mode e i comportamenti quotidiani.
Vogliamo consegnare ai nostri figli un ambiente in cui loro e le generazioni
future potranno viverci, continuando a bere acqua non inquinata e respirare
aria pura, per illustrare con esempi concreti come la buona pratica professionale
può con semplicità ed efficacia contribuire alla realizzazione
di un mondo più equilibrato.
Nell’era post-industriale e post-consumista è facile ottenere
risultati di sostenibilità ambientale a partire dall’uso
intelligente di materiali, di tecnologie, di soluzioni compatibili con
i luoghi dove si costruiscono le trasformazioni, in linea con la loro
storia: gli esempi che ho utilizzato sono presenti in varie pubblicazioni
e tendono a comunicare i più semplici principi di sostenibilità:
esempi ed osservazioni elementari per una corretta progettazione.
Partiamo con l’evidenziare le principali cause di dispersione energetica
per le zone a clima temperato, dove è importante adottare opportuni
accorgimenti per limitare le dispersioni sia d’inverno, sia d’estate.
L’attenzione al sito, all’esposizione solare, la forma, sono
fattori importanti per il bilancio energetico di un edificio.
Decidere in modo efficiente la forma, l’orientamento e la posizione,
sono fattori importanti per il bilanciamento energetico di un edificio:
soprattutto nei mesi invernali, è importante sfruttare i guadagni
termici solari. Se la casa si trova in ombra va perso questo apporto gratuito
di energia.
Le finestre orientate verso nord aumentano il fabbisogno energetico e
una posizione esposta causa perdite di calore a causa del vento.
Le principali perdite di calore di una casa sono:
aerazione 20-30% per altro necessaria per contenere l’umidità
negli ambienti
finestre 20-25%
pareti esterne 20-25%
tetto/solaio dell’ultimo piano 10-15%.
Certamente forme complesse aumentano il fabbisogno energetico, mentre
forme compatte lo riducono.
Vediamo ora alcuni esempi di corretta progettazione sostenibile
(che tiene conto delle situazioni culturali e climatiche in cui si realizzano
gli edifici e della tecnologia utilizzata).
Identità dei luoghi e delle culture
con soluzioni tecnologiche adeguate
Casa della mujer - Tindouf - Algeria
In questo esempio, luogo desertico, si usano materiali e soluzioni che
l’architettura tradizionale ha sviluppato nel corso dei secoli con
una serie di accorgimenti tecnici per avere degli edifici freschi e ombreggiati.
Le murature di grande spessore garantiscono buoni livelli di coibentazione
termica.
Le finestre sono dotate di macro griglie a claustra che, per il principio
di Venturi, accelerano la velocità dei flussi di aria in transito.
I cortili interclusi con le pareti in ombra costituiscono una riserva
di aria più fresca, richiamata all’interno degli ambienti
anche dai flussi accelerati delle finestre a claustra.
I flussi d’aria, incontrando il volume della cupola, sono obbligati
a ridurre la sezione di passaggio con accelerazione e conseguente effetto
raffrescante della superficie.
La superficie esterna della cupola, salvo quando il sole è allo
zenit, presenta sempre una parte illuminata e una in ombra ed ha differenti
temperature, che determinano un benefico movimento d’aria all’interno.
Per la sua maggiore altezza la cupola raccoglie i moti convettivi di aria
calda, lasciando gli strati inferiori negli ambienti abitabili più
freschi.
Nella cupola i raggi solari, paralleli, insistono su una superficie maggiore
rispetto al tetto piano producendo un minore effetto termico nell’ambiente
sottostante. Al contrario la maggiore superficie esposta radialmente al
cielo notturno determina maggiore sottrazione di calore alla superficie
della cupola.
Sistema di ricambio d’aria e raffrescamento
naturale Recupero della tradizione e dei sistemi costruttivi locali
Centro Culturale Jean-Marie Tjibaou - Nuova Caledonia
L’edificio è stato costruito in un promontorio tra l’oceano
e il lago. La posizione crea dei forti contrasti: il lato verso il mare,
dove gli edifici sono più alti, è esposto a forti venti,
mentre quello verso il lago è più tranquillo. Il disegno
del progetto segue la forma e la morfologia del luogo e si estende lungo
una ‘spina dorsale’ che segue la cresta della penisola.
Come i villaggi Kanak tradizionali, la strada da coerenza al complesso.
Gli edifici sono distribuiti su entrambi i lati, non hanno una particolare
simmetria e sono divisi da giardini in tre gruppi, in modo da formare
tre villaggi ognuno dei quali costituisce un’isola funzionale con
spazi per la rappresentazione della cultura Kanak tradizionale.
Collocazione geografica (diversità
climatiche)
Casa di montagna nel Vorarlberg, Austria
Nei climi freddi le grandi vetrate a sud e le pareti chiuse a nord costituiscono
la soluzione ottimale.
Quasi opache, la facciata ovest e la piatta facciata nord formano una
barriera contro le intemperie e hanno un tipico rivestimento in scandole
di abete bianco. La facciata sud e quella ad est sono vetrate per approfittare
del sole e godere della vista sul paesaggio.
La falda del tetto, rialzato verso sud, sporge fino a coprire il balcone
che corre lungo il soggiorno e le camere, ombreggiando efficacemente le
vetrate nel periodo estivo.
Il basso consumo energetico della casa si
spiega con un progetto d’insieme che combina soluzioni bioclimatiche
ed impianti tecnici ottimizzati: collettore terra, ventilazione a doppio
flusso, pannelli solari per l’acqua calda e sanitaria, stube che
scalda anche l’acqua che circola nell’impianto di riscaldamento
a pavimento.
Villa mediterranea nelle Isole Baleari - Spagna
Nei climi caldi adottando soluzioni in cui si prevedono aperture a est
e ovest con chiusure a sud, si ottengono edifici ombreggianti.
Fedele alla tradizione mediterranea, la casa è costituita da numerosi
blocchi bianchi disposti seguendo la pendenza del terreno e articolati
in modo da creare una fluidità tra gli spazi.
Le differenze tra i piani e le altezze adeguate alle funzioni comportano
una frammentazione dei volumi, che ricorre alla morfologia della scogliera
da cui la casa emerge con naturalezza.
Alcuni tetti fanno da terrazzo alle stanze del piano sovrastante. Le pareti
di grande spessore conservano il fresco.
Sulla facciate est e sud le aperture sono rare e strette, ma la luce naturale
penetra abbondantemente da ovest e da aperture zenitali riflettendosi
sulle pareti rivestite di calce. Le grandi finestre verso il mare sono
protette dal sole da ombreggianti in tessuto chiaro.
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R. Piano, Centro Culturale
Jean-Marie Tjibaou
fonte: 37signals.com |
MCA Mario Cucinella Architects, SIEEB
Sezione
fonte: archinfo.it |
Technium Optic Center
fonte: technium.co.uk |
Collocazione geografica (diversità
climatiche)
con applicazioni tecnologiche particolari
SIEEB - Sino - Italian Ecological and Energy Efficient Building
Tsinghna University - Pechino - Cina
L’edificio è il risultato di
una serie di test e di simulazioni digitali per quanto riguarda orientamento,
involucro, sistemi tecnologici, standard energetici, minimizzazione di
emissioni di Co2 e distribuzioni.
Ha una volumetria simmetrica con pianta a C aperta verso sud. La facciata
sud è ombreggiata dai piani aggettanti e le strutture sono progettate
in modo da presentare grande trasparenza. La facciata nord che costituisce
l’ingresso principale per chi viene dal campus, è invece
quasi completamente opaca e fortemente coibentata, in modo da proteggere
la costruzione dai freddi venti invernali. Il colore blu conferisce all’edificio
una forte immagine architettonica.
Ad est e ad ovest la luce e l’esposizione solare sono controllate
da una facciata a doppia pelle che filtra l’accumulo termico e ottimizza
la penetrazione della luce naturale nello spazio destinato agli uffici
grazie ad una pelle esterna serigrafata divisa tra moduli opachi e trasparenti.
Grazie alla trasparenza gli ambienti sono molto esposti alla luce
solare. Di conseguenza sono stati introdotti particolari componenti, come
un light-shelf interno ed esterno e avvolgibili all’interno in modo
da controllare l’abbagliamento e massimizzare la distribuzione della
luce solare. L’involucro prospiciente il cortile presenta una doppia
pelle composta da una semplice parete continua ed è basato sulla
stessa modularità che caratterizza le facciate esterne con uno
strato esterno di lamelle in vetro riflettente inclinate con angolazioni
diverse in modo da controllare i raggi solari diretti e la penetrazione
della luce negli spazi destinati agli uffici.
Gli spazi verdi, le terrazze e il giardino interno con la vasca, rappresentano
ulteriori elementi distintivi del progetto: rampe, passaggi, giardini
terrazzati irregolari conferiscono agli spazi aperti al pubblico ambienti
a prospettive diverse.
L’acqua piovana viene recuperata dalla copertura, filtrata e riutilizzata
ad uso igienico/sanitario.
Technium Optic Center - St. Asaph - Galles
- UK
Fotovoltaico come elemento architettonico a formare il porticato I 2.400
pannelli fotovoltaici posti sul prospetto principale dell’edificio
costituiscono uno dei più grandi gruppi fotovoltaici del mondo.
Ricoprono una superficie di circa 1000 mq. per una potenza di 84 Kw, sono
disposti in modo da assorbire il massimo possibile di luce solare e costituiscono
la fonte principale di energia della struttura.
Un altro fattore di sostenibilità è dato dall’impianto
che raccoglie l’acqua di deflusso della copertura in un serbatoio
di raccolta sotterraneo da 70.000 litri posto al di sotto della parete
fotovoltaica.
L’acqua raccolta viene filtrata ed utilizzata per soddisfare sia
gli usi sanitari sia l’impianto di irrigazione delle aree verdi.
La galleria che attraversa longitudinalmente l’edificio incorpora
in copertura camini per la ventilazione naturale. L’azione combinata
dell’irraggiamento solare, del vento e del calore interno genera
una depressione nel sistema di circolazione dell’aria, che permette
all’aria calda di fuoriuscire attraverso i camini. La parete superiore
della facciata sud è costituita da materiale ad elevata inerzia
termica, in modo che la temperatura di superficie possa rimanere alta
a lungo anche quando i raggi del sole non sono più incidenti, prolungando
così la forza convettiva del calore del sole in inverno, mentre
in estate garantisce altri fattori di isolamento dal calore esterno.
Si è favorito l’uso di materiali sostenibili tra cui materiali
riciclati per le massicciate e scarti di ardesia riciclata per i basamenti
e le pavimentazioni esterne.
Altri requisiti di sostenibilità ambientale sono dati dal riscaldamento
raffrescamento e illuminazione con tecnologie a basso consumo energetico
e rubinetti e docce a basso flusso che permettono un risparmio di acqua.
Vigilius Mountain Resort - San Vigilio - Merano (Casa-albergo)
Questo è un esempio di risparmio energetico ottenuto con i principi
della casa passiva.
Un hotel di lusso, raggiungibile solo attraverso la funivia o a piedi.
Grazie alle elevate caratteristiche termoisolanti dell’involucro
dell’edificio e di tutta la costruzione in generale, il fabbisogno
energetico è molto contenuto, nonostante l’albergo si trovi
in una zona molto esposta ai venti, abbia delle grandi vetrate e le zone
wellness/ piscina siano caratterizzate da temperature più alte.
Il piano inferiore è di cemento armato. Il piano terra è
stato progettato con degli elementi prefabbricati in legno, con elevate
caratteristiche isolanti.
Lo spessore della coibentazione dell’involucro esterno dell’edificio
varia dai 20 ai 35 cm. Per le vetrate sono state utilizzate esclusivamente
finestre termoisolanti a tre strati. Anche il tetto piano dispone di un
isolamento di alta qualità al di sopra del quale vi è steso
uno strato di terreno per la crescita della vegetazione.
È stato deciso di non utilizzare combustibili fossili per il riscaldamento,
ma biomassa (trucioli di legno).
Il riscaldamento è a pannelli radianti. In questo modo il riscaldamento
viene trasmesso alle stanze attraverso le pareti in argilla battuta, che
fungono da elemento divisorio nelle camere; nei bagni è stato previsto
il riscaldamento a pavimento. Un sistema di riscaldamento a parete nascosto
dal rivestimento in cartongesso, riscalda le varie vie d’accesso
ed i corridoi. L’impianto di ventilazione controllata provvede a
mantenere una buona qualità dell’aria all’interno degli
ambienti.
L’impianto di ventilazione è corredato altresì di
un impianto di recupero del calore, di una stazione filtrante a tasche,
nonché di uno scambiatore di calore del tipo geotermico; l’aria
viene distribuita attraverso canali di immissione nelle diverse camere
e suite evitando la presenza di correnti d’aria. L’aria aspirata
nelle zone docce e wc viene inviata ad uno scambiatore di calore a piastre
per il recupero di calore, quindi espulsa all’esterno attraverso
dei canali a pavimento.
Utilizzo di materiali locali e tecnologie
adeguate
Casa sul Monte Macedon - Australia
Si ottiene un buon risultato sul piano della sostenibilità usando
materiali locali e riciclati.
Le vie d’accesso sono integrate nel paesaggio e i movimenti di terra
sono stati ridotti al minimo per proteggere le radici degli alberi e gli
stati superficiali del terreno (anti desertificazione). Il volume è
limitato ad un solo piano per fondersi alla vegetazione ed è sorretta
da pilotis in acciaio che lo staccano in modo evidente dal terreno, cosa
che facilita le ispezioni in una zona infestata dalle termiti. Adiacente
alla casa un edificio accoglie sei cisterne che raccolgono l’acqua
piovana per innaffiare gli spazi verdi e proteggersi da eventuali incendi.
Per limitare le dispersioni termiche le finestre hanno doppi vetri e l’involucro
della casa è isolato da due strati di lana minerale di 8 cm ciascuno,
separati da lame d’aria di 9 cm. I costi energetici sono ridotti
di circa 65% grazie ad un impianto geotermico che permette di sfruttare
la temperatura costante del terreno pari a 13°C. La scelta dei materiali
è stata dettata dall’analisi dell’energia necessaria
alla loro realizzazione e al loro trasporto. Il legno di Eucalipto è
stato recuperato in cantieri di demolizione. Acciaio, basalto, eucalipto
sono materiali nobili; il loro costo elevato è compensato a lungo
termine dalle basse spese di manutenzione.
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Behnisch Architekten, Genzym Center
-
Cambridge USA
fonte: aiatopten.org |
G.I. architetto, Vice Presidente UIA
Europa
Studio professionale a Zoppola (PN) |
Soluzioni architettoniche particolari
Genzyme Center - Cambridge - USA
Edificio come involucro con giardini interni e spazi illuminati con luce
riflessa all’interno.
L’involucro dell’edificio è un sistema a facciata continua
vetrata con finestre apribili su tutti i piani collegati all’impianto
centrale di gestione dell’edificio in modo da consentirne l’apertura
automatica nelle fresche serate estive per il raffreddamento notturno.
Più del 30% dell’involucro interno è costituito da
una doppia pelle ventilata che funge da polmone: durante l’estate
blocca l’accumulo di calore e lo allontana grazie alla ventilazione
naturale indotta, mentre nei mesi invernali cattura le radiazioni solari
riscaldando lo spazio interstiziale e riducendo la perdita di calore dalla
facciata interna. Il vuoto dell’atrio è utillizzato come
camino di ventilazione e come pozzo di luce.
Ogni singolo componente dell’impianto di illuminazione naturale
è stato progettato per garantire il massimo apporto di luce nell’edificio.
La luce naturale viene riflessa mediante sette eliostati posizionati in
copertura e attraverso una serie di specchi fissi disposti sulla parete
sud dell’atrio. La luce solare diretta è deviata verso l’atrio,
dove è ridistribuita grazie ad una superficie di acqua riflettente.
All’interno dell’atrio sono appesi ‘lampadari’
con elementi a prismi riflettenti mobili che vengono attraversati dalla
luce solare e che al tempo stesso la riflettono in molteplici combinazioni
angolari.
Un’esperienza personale
Studio professionale - Zoppola (PN) - Italia
E per concludere, il mio ufficio realizzato tra marzo e settembre 2007
recuperando una stalla con fienile. È dotato di un sistema impiantistico
particolare che combina la geotermia, il fotovoltaico e la tecnica del
riscaldamento a pavimento, il tutto sorretto e gestito da un completo
impianto di domotica.
Nella progettazione si è tenuto conto degli spessori dei muri per
utilizzare l’inerzia termica della loro massa. Il tetto è
stato realizzato con un manto di copertura in zinco titanio supportato
da blocchi forati di poliuretano, che ottengono un sistema particolare
di tetto ventilato. Rispettando poi l’impianto originario, l’edificio
è mantenuto chiuso a nord ed aperto a sud, est e ovest.
Bibliografia
‘El Croquis’ n. 92 - IV 1998
Centro Culturale Jean Marie Tjibaou, Nuova Caledonia - Renzo Piano
Dominique Gauzin-Mueller ‘Case ecologiche - I principi, le tendenze,
gli esempi’ Edizioni Ambiente
Casa di montagna nel Vorarlberg, Austria - Wolfgang Ritsch
Villa mediterranea nelle isole baleari, Spagna - Ramon Esteve
Casa sul Monte Macedon, Australia - Inarc architects
Norbert Lantschner ‘Casa Clima - Vivere nel più’ -
Edizioni Raetia
Hotel Vigilius mountain resort, San Vigilio
Clima ed energia
‘The Plan - architecture and technologies in Detail’ - Edizioni
Centauro
Casa de la mujer, Tindouf, Algeria - Guido Moretti
Genzyme Center, Cambridge, USA - Behnisch Architects
SIEEB: Sino - Italian Ecological and Energy Efficient Building Tsinghna
University, Pechino, Cina
Technium Optic Center, St. Asaph, Galles, UK - Capita Percy Thomas
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Studio professionale a Zoppola (PN) |
Impianto elettrico con pannelli fotovoltaici |
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Impianto termico a pompa di calore con
sonde geotermiche |

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Studio professionale a Zoppola (PN) |
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www.archeoclubitalia.it
Archeoclub d’Italia
movimento di opinione pubblica
al servizio dei beni culturali e ambientali |
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