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natura diviene protagonista della scena. Predominando sugli eventi, si
trasforma in gesto infinito e incontrollato, in movimento che genera catastrofe.
In questi ultimi anni e in tutto il mondo si sono succeduti una serie
di fenomeni definibili come tragedie naturali, come incidenti che hanno
coinvolto numerose persone, modificandone le proprie condizioni di vita
e il proprio pensiero.
La nostra ricerca non si pone come risposta al problema, ma punta alla
strumentalizzazione di un determinato fenomeno catastrofico, ponendolo
a servizio dell’architettura. Natura e architettura insieme in un
rapporto che si colloca tra ragione e immaginazione. La contemplazione
della natura e dell’architettura che è meraviglia e stupore
ma allo
stesso tempo conferisce, all’osservatore, un senso di smarrimento.
L’architettura si inserisce così in una espressione di potenza
annientatrice della natura, di fronte alla quale l’uomo prende coscienza
del proprio limite razionale, riconoscendo la possibilità di una
dimensione sovra-sensibile, da esperire sul piano puramente emotivo.
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Il parco dell’acqua e della luce |
Il soggetto predominante diviene l’acqua
che rappresenta la principale fonte di vita insostituibile per tutti gli
ecosistemi; la salute individuale dipende dalla disponibilità di
acqua e non ci può essere produzione di ricchezza senza accesso
all’acqua.
L’acqua viene in questo caso considerata come principale materiale
dell’architettura, attraverso il suo ciclo di vita.
Il parco dell’acqua e della
luce
Il primo progetto si colloca in un sito posto nella linea di confine tra
Marche e Abruzzo: la Sentina. Un’oasi verde a ridosso del mare,
caratterizzata da una serie di casali che scandiscono la presenza di una
strada, una lunga linea che da un raccordo autostradale giunge fino al
mare. Parliamo di un’area golenale, sottolineata dalla presenza
di temporali per lunghi periodi dell’anno. Allo stesso tempo si
presenta come un paesaggio dalle qualità ambientali e naturalistiche
innegabili, grazie anche alla presenza di particolari specie di fauna
e flora.
Senza intaccare le qualità e le caratteristiche del luogo proponiamo
un progetto disegnato e organizzato attraverso dei parafulmini, considerati
come strumenti utili alla sostenibilità, in vista di un aumento
dei fenomeni atmosferici e geologici nella zona (studi recenti dimostrano
che i fulmini oltre a distruggere il paesaggio naturale, creano molti
inconvenienti alle persone). Ma questi particolari elementi vengono utilizzati,
non solo per scopi protettivi, ma anche e soprattutto come espedienti
in grado di assumere una valenza estetica. Il paesaggio in tempesta crea
senza dubbio stupore e meraviglia, specialmente se reso percepibile e
fruibile in condizioni estreme.
Solo pochi elementi per arredare il parco, una serie di attrezzature trasparenti
come: volumi semplici, piattaforme e passerelle sospese con lo scopo di
non interrompere la continuità del paesaggio.
La casa pozzo
Oggi più di 1,4 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso
all’acqua potabile e se non vi sarà un’inversione di
tendenza, le persone senza accesso all’acqua potabile diventeranno
più di 3 miliardi nel 2020. Anche l’Italia è stata
interessata recentemente, sia da un periodo di emergenza idrica (in particolare
il sud Italia) che da eventi alluvionali che hanno causato danni gravi
evidenziando, oltre all’inadeguatezza dei sistemi di distribuzione
dell’acqua potabile, la scarsa interconnessione dei punti di approvvigionamento.
Il patrimonio idrico mondiale e la sua rinnovabilità sono in pericolo
a causa di fenomeni di inquinamento, desertificazione e di un utilizzo
irrazionale. Anche nei paesi sviluppati come l’Italia, è
diventato sempre più costoso, in termini economici ed ambientali,
accedere all’acqua dolce di buona
qualità. In vista di queste preoccupanti previsioni noi proponiamo
una tipologia abitativa che vede proprio nell’acqua la principale
componente architettonica, e non solo: l’acqua si può bere;
con l’acqua si può mangiare; (attraverso l’acquacoltura)
si possono coltivare prodotti ortofrutticoli (serre idroponiche); si può
fare sport (piscina); si può fare fisioterapia (vasche idromassaggio);
si possono riscaldare gli ambienti (pompe geotermiche); si possono illuminare
(attraverso generatori elettrici e inverter) gli ambienti; ecc…
anche in quei luoghi caratterizzati da problemi contingenti, come sopra
accennato.
Da sempre il pozzo è considerato come uno strumento in grado di
ricevere e recuperare l’acqua e nello stesso tempo assume caratteri
architettonici, diventa cioè uno spazio: posto fuori terra per
un piano e per molti piani sotterraneo. Così la casa si caratterizza
come un volume puro, un parallelepipedo svuotato al centro, fuori terra
per un piano e ipogea per due piani. La corte di forma quadrata presenta
(al contrario del pozzo di San Patrizio) degli elementi aggettanti sul
vuoto centrale, dei parallelepipedi trasparenti che contengono acquari
per l’acqua-coltura, serre idroponiche, ecc… Gli acquari sono
suddivisi secondo i cicli vitali dei pesci, le vasche poste ai livelli
più bassi contengono
gli avannotti (nella parte più bassa), mentre ai livelli più
alti si dispongono le vasche con i pesci commestibili. Le serre idroponiche
sono invece suddivise in serre per ortaggi e per frutta. Nel volume fuori
terra trovano disposizione una zona giorno e una notte, così come
nel piano inferiore, mentre nei livelli sottostanti vengono disposti i
locali di servizio: una cisterna per la raccolta dell’acqua piovana
proveniente anche dalle vicine foggare (un sistema di recupero dell’acqua
piovana tipico dei paesi caldi e del sud Italia, in cui l’acqua
viene incanalata in canali sotterranei) e tutti i sistemi necessari per
l’acquacoltura, le serre e il riscaldamento. Il sistema di riscaldamento
ed elettrico viene fornito dalla geotermia. Una volta prelevato il calore
dalla profondità della terra sottoforma di acqua, è possibile,
attraverso la
collocazione di pompe di calore geotermiche, trasformare il calore in
energia termica ed elettrica. Una rampa di servizio circonda la casa,
consentendo l’accesso ai locali di servizio senza interferire con
gli spazi domestici oltrechè costituirsi come intercapedine in
grado di isolare l’abitazione dalla terra.
La casa bunker
Alluvioni, inondazioni, alte maree, sono fenomeni sempre più frequenti
nel nostro paese, soprattutto nel centro-nord. Per non parlare del problema
globale legato all’aumento inesorabile del livello delle acque.
Questo in parte già avviene a Venezia dove, per lunghi periodi
dell’anno, l’alta marea provoca un innalzamento del livello
dell’acqua che supera spesso il metro e dieci di altezza. A tale
proposito vengono poste delle piattaforme e passerelle per consentire
l’attraversamento delle città.
La casa si pone come un bunker in cemento armato trattato e impastato
con scorie di alto forno (resistente, quindi a qualsiasi intervento caratterizzato
dal materiale acqua).
Parliamo di una casa a corte che presenta delle fessure in ciascun lato
del volume per consentire all’acqua (in caso di piena) di defluire,
senza alcun problema, verso la corte interna, trasformandola in un grande
acquario.
Il volume in cemento presenta degli elementi
in ferro: una passerella di ingresso, i pannelli oscuranti delle finestre,
una
piattaforma sulla copertura e dei semplici ferri a vista che fungono da
eventuali ormeggi, nei casi di totale allagamento della casa. Gli stessi
ferri svolgono anche una azione protettiva nei confronti delle vetrate
interne, anche se vengono trattate in modo da resistere alle eventuali
attività violente dell’acqua (doppi vetri che al centro presentano
una pellicola in laminato plastico). In prossimità delle fessure
le vetrate si trasformano in una serie di passaggi ponte, dei piccoli
tunnel delle dimensioni di una porta posti in modo da non interrompere
il passaggio dell’acqua verso la corte interna. La casa presenta
un doppio garage: per la macchina e per una barca. Quest’ultima,
attraverso un
ascensore vetrato può arrivare in superficie, ed essere quindi
utilizzata nei momenti di totale allagamento delle casa.
A.R.E. Facoltà di Architettura,
Università di Camerino, sede di Ascoli Piceno
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www.archeoclubitalia.it
Archeoclub d’Italia
movimento di opinione pubblica
al servizio dei beni culturali e ambientali |
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