| Una
architettura è un sistema di organizzazione dello spazio e della
società che lo vive, sintesi di un processo estremamente complesso
al quale concorrono una serie di fattori materiali e immateriali.
Oggi la scienza e la tecnica ci offrono strumenti di progettazione sofisticati
per controllare l’impatto del costruito sull’ambiente e per
realizzare architetture sempre più libere da vincoli nell’aggregazione
dei volumi e nella forma. Sistemi di supporto e processi complessi strutturano
lo spazio, la materia, determinando gli ambienti in cui ci muoviamo. L’uso
di tecniche e prodotti innovativi creano nuovi scenari e nuovi linguaggi
architettonici.
Due scuole di pensiero si confrontano sui temi dell’architettura
sostenibile, con posizioni contrastanti riguardo l’uso della tecnologia:
se questa debba avere un ruolo primario nelle soluzioni delle problematiche
ambientali o all’opposto lasciare spazio alla natura. Personalmente
riteniamo che sia auspicabile una via mediana in cui la tecnologia sia
al servizio della natura. Quanto più la tecnica ci permette di
allontanarci dalla natura, di creare nuovi contesti di vita, tanto più
si impone una riflessione sul rapporto ordine naturale - ordine costruito,
sulla direzione in cui muoversi. Quanto più si è potenzialmente
in grado di discostarsi dalla natura creando contesti artificiali, tanto
più si può mettere la tecnica al servizio della natura per
rispettarla e salvaguardarla.
L’attività di progettazione e di costruzione devono essere
svolte secondo criteri di sostenibilità ambientale, valutando le
implicazioni e l’impatto delle scelte effettuate sull’ambiente,
utilizzando tutte le risorse che il progresso tecnologico offre per salvaguardare
il contesto naturale e umano. Un’architettura sostenibile nasce
innanzitutto da un programma adeguato al luogo e da un’idea progettuale
che rispetti quel programma; le discipline scientifiche concorrono a realizzare
un modello di sviluppo ambientale sostenibile.
La progettazione di spazi verdi all’interno di aree urbane è
un’occasione di confronto con questi temi.
Parco del Tione - Comune di Villafranca di Verona
Il progetto prevede, in un’area lungo il fiume Tione già
attualmente utilizzata dai cittadini per l’incontro e lo svago,
la realizzazione di un sistema articolato di spazi aperti per il tempo
libero e lo sport, con aree giochi per i bambini.
La strategia progettuale è articolata in due linee programmatiche:
nell’immediato si riorganizza l’area con degli interventi
fortemente caratterizzati, sviluppando le connessioni tra gli spazi aperti,
così da favorire l’identificazione del parco e al contempo
la sua integrazione in un contesto che presenta caratteri di disomogeneità;
in seguito saranno realizzati ulteriori interventi secondo diverse possibili
soluzioni, legati alla realizzazione di rilevanti attrezzature ed impianti
previsti all’interno dell’area.
Elemento portante del progetto è un sistema di assi attrezzati,
costituito da percorsi e spazi in cui sostare, più o meno funzionalmente
specializzati: si tratta di una fascia ‘densa’ di funzioni
e qualità urbane, nettamente in contrasto con la campagna sulla
quale si posa. Alla struttura degli assi attrezzati si affiancano ampie
aree a verde, inizialmente
tutte mantenute nell’attuale stato di aree agricole.
All’interno dell’area definita dalle superfici a prato e calcestre,
si prevede la realizzazione di veri e propri ‘arboreti’ che,
con la propria forma e consistenza volumetrica, costituiscono l’ulteriore
elemento distintivo del Parco.
Disposti secondo una geometria derivante dalle tracce della centuratio
romana, leggibile nel territorio nella sua permanenza nel sistema agricolo
e viario, vengono realizzati dei prismi triangolari, in rilevato rispetto
al piano di campagna, contenenti al loro interno piantagioni alternate
di alberi ed arbusti.
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Parco del Tione - Comune di Villafranca
di Verona
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Palestra - Riofreddo in Provincia di Roma
L’area di intervento è situata nel centro abitato di Riofreddo,
accanto alla scuola elementare e materna del paese ed è attualmente
in abbandono, notevolmente compromessa sul piano ambientale, con vegetazione
spontanea di arbusti e sottobosco. Luogo di accumulo di materiali di riporto
e movimenti di terreno, ha subìto dissesti idrogeologici dovuti
a movimenti franosi risalenti a trenta anni fa. Il terreno è caratterizzato
da una pendenza accentuata di circa 10 m di dislivello, tra la quota stradale
superiore e il pianoro inferiore posto alla quota di un metro al di sopra
del cortile scolastico adiacente.
In questo dislivello si inserisce il complesso sportivo che con il suo
gioco di volumi sfrutta il pendio raggiungendo così l’obiettivo
di ridurre al minimo l’impatto dell’intervento sull’intorno.
Il tetto dell’edificio è una piazza giardino che contribuisce
a mitigare la visibilità dell’impianto e costituisce un’area
verde attrezzata, con aiuole, panchine e vasi ornamentali. La superficie
è scandita da una sequenza di ricorsi trasversali di pavimentazione
in legno che separa fasce a verde e in graniglia; siepi, sedute e pensiline
articolano longitudinalmente
la piazza. Per la realizzazione sono stati usati prevalentemente materiali
naturali e locali; uno speciale materassino drenante ed impermeabile permette
di mantenere spessori e carichi nella norma.
La copertura verde usata come elemento progettuale ha permesso di rispondere
in maniera adeguata al contesto e l’utilizzo di materiali innovativi
insieme a quelli tradizionali ha contribuito a supportare la scelta programmatica.
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| Palestra - Riofreddo
in Provincia di Roma |
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I giardini del litorale - Comune di Cervia in Provincia di Ravenna La
nascita di Cervia è strettamente legata all’evoluzione del
litorale adriatico in quella parte dove l’insediamento dell’uomo
è stato lento e faticoso a causa della stagnazione delle acque
che rendeva l’ambiente di vita ostile.
Nel secolo XVII Cervia è una delle poche città di fondazione,
cioè realizzate seguendo un piano urbanistico- architettonico.
Una nuova Cervia, non più fondata sul sale ma sul mare Il paesaggio
cervese, composto dalla successione degli scenari della salina, della
pineta e del litorale costituiva un particolare elemento di attrazione
della località.
Attualmente lungo la fascia costiera, oltre alle zone per l’ombreggio
e per le attrezzature di spiaggia, tra la prima linea degli alberghi e
la linea a monte delle concessioni si trova un’area che si può
chiamare ‘retro-spiaggia’, pianificata come ‘zona per
verde attrezzato’ ma mai attuata. Si tratta di una fascia situata
immediatamente dietro le attrezzature
balneari generalmente utilizzata come parcheggio e deposito di attrezzature
per la nautica.
Il tema progettuale sviluppato ruota attorno alla vocazione ‘naturalistica’
del territorio cervese, caratterizzato da aspetti ‘selvatici’
come le pinete e la salina, e da aspetti più legati al gardening
a rete. Si sono individuati nel retrospiaggia un insieme di giardini possibili
per l’area costiera, I giardini del litorale, non trascurando al
contempo aspetti di
natura logistica come ad esempio la sosta e la viabilità di accesso
alla realtà della spiaggia.
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| I giardini del litorale
- Comune di Cervia in Provincia di Ravenna |
I progetti descritti sono stati
realizzati dallo studio seste_ di Aldo Aymonino, Francesco Aymonino,
Marina Cimato,
Attilio De Fazi e Flavio Trinca
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La proposta di riqualificazione del retrospiaggia non mira solo alla
rifunzionalizzazione di una fascia di arenile, ma è anche finalizzata
al conseguimento e al miglioramento delle condizioni della circolazione
e della sicurezza, insieme alla riduzione dell’inquinamento acustico
ed atmosferico nella zona.
Si sono proposte dune artificiali e dune ‘naturali’ che potranno
essere sfruttate a supporto delle varie manifestazioni che già
da diverso tempo si svolgono nel comune di Cervia. Piccoli impianti di
produzione di energia pulita saranno collocati lungo il percorso anche
a scopo dimostrativo, come pannelli fotovoltaici e piccole turbine eoliche.
Il progetto di un nastro attrezzato con pista ciclabile e percorso pedonale
parallelo consiste in una linea continua che mette in collegamento tutta
la fascia costiera. Sia la pista ciclabile che il nastro pedonale variano
in base allo spazio disponibile, a seconda delle esigenze e del rapporto
con il contesto, mantenendo sempre la dimensione minima adatta ad accogliere
l’attraversamento dei mezzi di soccorso ed i collegamenti per i
rifornimenti delle attività balneari.
L‘organizzazione della fascia di retrospiaggia così come
pensata, proprio perché integrata con il contesto, assume un ruolo
fondamentale per la mitigazione degli interventi realizzati nel corso
del tempo, sia nelle strutture ricettive che negli stabilimenti balneari,
i quali usano il proprio prospetto a monte come una sorta di deposito
e di affaccio ‘minore’.
M.C. studio seste, Roma
A.M. architetto, Roma
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www.archeoclubitalia.it
Archeoclub d’Italia
movimento di opinione pubblica
al servizio dei beni culturali e ambientali |
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