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masterplan per il recupero della Valle dei Mulini di Amalfi e Scala è
recentemente risultato vincitore degli Holcim Awards per la costruzione
sostenibile. L’ambito riconoscimento, tra oltre 3.000 progetti da
118 nazioni, premia una strategia di intervento innovativa fondata su
un approccio sistemico dove la sostenibilità si configura come
l’elemento centrale di una necessaria ed oramai indispensabile riunificazione
tra pianificazione, architettura e paesaggio.
Il masterplan recupera un sistema di 14 antiche cartiere abbandonate (25.000
mq), una rete di circa 5 km di canali storici e oltre 25 ettari di terrazzamenti
con muri a secco e pergolati di limoni; è stato sviluppato in 3
anni di lavoro da Centola & Associati in collaborazione con la prof.
Mariagiovanna Rintano ed un team multidisciplinare costituito da
una cinquantina di professionisti tra geografi, architetti, paesaggisti,
ingegneri idraulici, esperti di energie rinnovabili ed economisti.
La strategia portante del masterplan, sulla
quale innestare una sinfonia di progetti architettonici coerenti, è
di far rivivere il sistema originario di captazione delle acque del torrente
Canneto - di origine araba - non solo per riattivare le storiche norie,
ma soprattutto per utilizzare in modo contemporaneo la forza dell’acqua.
Sin dal XIII secolo, infatti, la sofisticata rete di canali e cisterne
raccoglieva il prezioso fluido per fornire energia alle macchine che producevano
la famosa carta di Amalfi. Waterpower attualizza l’uso della potenza
idrica sia per risolvere le difficoltà di accesso che hanno portato
alla crisi della proto- industria e all’abbandono del territorio
che per la produzione di energia.
La nuova accessibilità pedonale meccanizzata, funzionale alla riconversione
turistico-culturale della Valle dei Mulini viene realizzata attraverso
tecnologie originali ad impatto zero quali ascensori e funicolari a potenza
idraulica. Tre tipi di ascensori (galleggiamento, pressione e bilanciamento
variabile), collocati all’interno degli edifici restaurati, consentono
di superare i salti di quota principali e di accedere con facilità
alle diverse strutture. Due tipi di teleferiche, installate
su pendii inclinati e terrazzati, azionate da motori idraulici, consentono
di raggiungere agevolmente i limoneti più lontani dalle strade
carrabili per scongiurarne l’abbandono.
A sostegno del messaggio di auto-sostenibilità della valle la produzione
di energia idroelettrica (integrata con sistemi di fotovoltaico, solare
e accumulo con celle ad idrogeno) è realizzata grazie ad una serie
di microturbine che, sfruttando i salti di quota principali, rendono energeticamente
autosufficienti gli edifici e gli spazi pubblici.
Waterpower in questo modo recupera ed attualizza la cultura di tre continenti,
condensati nelle conoscenze della gloriosa Repubblica marinara di Amalfi.
Dall’Asia è stata importata la tecnica di produzione della
carta e la coltivazione del limone, dal nord Africa le sofisticate tecniche
di captazione e distribuzione dell’acqua. Attraverso la tutela
attiva del territorio e delle architetture monumentali il masterplan ricerca
l’integrazione di storie e conoscenze complementari adattando in
maniera contemporanea la tecnologia al paesaggio antropizzato per fornire
un messaggio replicabile di sostenibilità. Oltre mille anni di
storia produttiva del Mediterraneo rivivono attraverso il recupero dell’acqua,
intesa non come risorsa da rapinare, ma come fonte di energia e di vita
da usare con rispetto.
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Programma di recupero opifici, costiera
amalfitana
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Ascensore a galleggiamento
Nei punti in cui si vuole evidenziare il valore simbolico dell’acqua,
realizziamo un ascensore a colonna d’acqua con un vano in calcestruzzo
e la parete frontale in polimero trasparente altamente resistente.
Il vano ascensore è allagabile ed al suo interno scorre una piattaforma
in grado di sostenere per galleggiamento fino a 10 persone.
Grazie ad organi di regolazione idraulici, capaci di variare opportunamente
la portata in entrata nella torre o in uscita dalla stessa, per un ascensore
con capacità di carico di 10 persone, è possibile superare
un dislivello di 10m in circa 3 minuti, utilizzando un volume di acqua
circa pari a 25mc già immagazzinato nell’apposito serbatoio.
L’efficienza energetica di tale sistema è legata alla bassa
frequenza di utilizzazione, un ciclo completo di salita e discesa ogni
mezz’ora, intervallo sufficiente a rendere disponibile l’energia
potenziale necessaria alla successiva salita della cabina galleggiante.
Questo sistema, a meno della potenza necessaria alla movimentazione degli
organi di regolazione e all’alimentazione del sistema automatico
di misura e controllo (completamente fornita dal fotovoltaico), utilizza
solamente energia meccanica rinnovabile
Ascensore a pressione
L’ascensore che utilizza il principio dell’equilibrio tra
la spinta idraulica del fluido in pressione e la forza peso è diffusamente
utilizzato.
Uno dei primi esempi fu realizzato dall’ingegnere Leone Edoux nel
Cristal Palace per l’Expo Universale di Londra 1851. Questo ascensore
utilizza un sistema di tubi telescopici in polimero trasparente azionati
da un fluido con pressione sufficiente a sollevare una cabina che è
vincolata a scorrere lungo delle guide. Il fluido può essere mandato
in pressione sia mediante l’utilizzo di una macchina idraulica,
sia posizionando un serbatoio alla quota adeguata. Per un ascensore con
capacità di carico di 10 persone (equivalente ad un carico pari
a 1000 kgp = 9806 N), in grado di superare un dislivello di 10m i volumi
di fluido necessari alla movimentazione delle aste telescopiche sono modesti,
pari a circa 0,4mc (con diametro medio dei tubi = 20cm) o 0,8mc (con diametro
medio dei tubi = 30cm). Il dislivello necessario a portare la
pressione del fluido al valore di utilizzo risulta tuttavia elevato (15-30m
a seconda del diametro dei tubi), pertanto ricorriamo ad un sistema chiuso
servito da un sistema di pressurizzazione meccanico.
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Ortofoto, valle con opifici e fiume
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Ascensori a potenza idraulica
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Ascensore a bilanciamento variabile
Il sistema ideato per il terzo tipo di ascensore è basato sul bilanciamento
variabile tra due forze peso opposte: un elemento compensatore con massa
assegnata contrasta il carico costituito dagli utenti, dalla cabina e
da una zavorra d’acqua di volume variabile. Il volume di fluido
deve essere opportunamente variato durante la corsa in modo tale da far
prima accelerare, poi muovere a velocità costante ed infine decelerare
la cabina dell’ascensore. Le portate di acqua in
entrata e in uscita sono regolate da appositi dispositivi meccanici comandati
da un sistema automatizzato di misura, controllo ed azione.
Nel caso in cui il sistema sia dimensionato per un ascensore con capacità
di carico di 10 persone (equivalente ad un carico pari a 1000 kgp = 9806
N), in grado di superare un dislivello di 10m in circa 30 secondi, il
volume di fluido necessario per il funzionamento in tutte le possibili
condizioni risulta pari a circa 1mc. Per equilibrare il sistema
prevediamo un contrappeso con massa pari a 1520 kg. Anche qui come nel
caso dell’ascensore a galleggiamento è sempre possibile reimmettere
nel fiume l’acqua temporaneamente utilizzata.
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Teleferica con motore idraulico |
Teleferica con motore idraulico
L’impianto teleferico è costituito da due carrelli sospesi
e vincolati a una fune chiusa ad anello che scorre tra due pulegge. Il
peso dei carrelli che contengono le merci o i materiali è equilibrato
facendo ricorso a delle zavorre d’acqua posizionate all’interno
dei carrelli. Il controllo del perfetto bilanciamento dei pesi è
attuabile predisponendo una bilancia all’interno di ciascun carrello,
in grado di misurare il peso complessivo. Il moto della teleferica è
affidato ad una macchina idraulica che avvia la ruota motrice che agisce
sulla puleggia. I carrelli possono accogliere fino a 560 kg di limoni,
equivalenti a circa 10 casse da 56 kg. La macchina idraulica che aziona
la teleferica è costituita da un pistone oscillante cavo con una
camera di riempimento, collegato ad un una biella e a una ruota dentata.
Il movimento in discesa del pistone lungo la guida è innescato
dal riempimento della camera con un adeguato volume d’acqua, necessario
a vincere gli attriti del sistema; al contrario, il movimento in salita
del pistone è assicurato da un contrappeso e dallo svuotamento
della sua camera. L’oscillazione in salita ed in discesa del pistone
avvia la rotazione delle ruote motrici che azionano l’impianto.
Credits
Masterplan e Coordinamento Generale:
Luigi Centola - Centola & Associati
Michele Albanelli, Eliana Cangelli, Valentina Piscitelli, Arabella Rocca
Università di Salerno (Dipartimento di Geografia):
Mariagiovanna Rintano, Teresa Amodio
Acquatecno (Ingegneria idraulica): Paolo Turbolente, Rodolfo Piscopia
RESIT (Energie rinnovabili): Ugo Rocca, Sanni Rocca
A+AA, EMBT, KINGROSELLI, LABICS, MARANO, NEMESI, N!STUDIO, ROTO, SUD’ARC-H,
TECLA, UFO (Progetti architettonici)
L.C. architetto, docente di Design
all’Università degli Studi ‘La Sapienza’ di Roma
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www.archeoclubitalia.it
Archeoclub d’Italia
movimento di opinione pubblica
al servizio dei beni culturali e ambientali |
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