| Dato
che il nostro ambiente costruito si è trasformato da fenomeno locale
a fenomeno globale, non c’è dubbio che dobbiamo affrontare
cambiamenti sociali, tecnologici, ambientali e politici che ci costringono
a pensare localmente su scala globale.
Prima di esaminare il nuovo master-plan per
l’aeroporto Kloten di Zurigo, sarà utile far conoscere cosa
sta alla sua base. Il tema programmatico principale del progetto è
la sostenibilità. Esso sviluppa una filosofia progettuale che tende
non ad una crescita ma ad uno sviluppo qualitativo che sembri suggerire
sia ampliamento che riduzione.
Esso ci ricorda dei due mondi dei viaggi di Gulliver: Lilliput, dove tutto
era rimpiccolito rispetto agli uomini e Brobdingnag, dove tutto era ingigantito
rispetto agli uomini. L’altra reazione istintiva potrebbe essere
l’espressione di Kirkegaard ‘recollecting forward’ -
ripensare il futuro.
Il padre della Biodiversità, Edward Wilson, noto per le sue ricerche
nel settore dell’ecologia, nella sua opera On Human Nature (La Natura
Umana) relativamente alla sostenibilità ritiene che ‘una
minore orma ecologica ed una maggiore qualità della vita vanno
mano nella mano e sono la chiave del futuro’. Parallelamente, il
libro Collapse, dell’antropologo e bio-ingegnere Jared Diamond descrive
molto dettagliatamente diverse società che prosperarono mirabilmente
per
centinaia di anni per poi sparire. Alcune di quelle popolazioni si estinsero
una dopo l’altra.
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SHAGAL | iodaa. Poster per la
campagna referendaria, 2004
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SHAGAL | iodaa. Delete, forum
internazionale sulla crescita
sensibile, 2004 |
Il più rudimentale archetipo
della vita.
Alga eucariota preparata in laboratorio dal genetista F. Farahmand.
Foto S. G. Shahneshin, 1994 |
Quelle che sopravvissero dovettero subire
una drastica riduzione del proprio standard di vita. Molte furono vittime
di severi cambiamenti climatici. Una delle società che Diamond
ha studiato approfonditamente è quella dell’Isola di Pasqua.
Testimonianze archeologiche attestano che gli isolani avevano una gerarchia
sociale sofisticata, praticavano l’agricoltura e la pesca d’alto
mare e, naturalmente, erigevano statue gigantesche dei propri antenati.
Ma col passar del tempo il loro modo di vivere fece esaurire quasi tutte
le risorse naturali dalle quali dipendeva la qualità della loro
vita.
Diamond evoca la deforestazione delle 63 miglia quadrate dell’isola
e dice: ‘fu la più integrale nel mondo: l’intera foresta
sparita e la totalità delle sue specie arboree estinta’.
In seicento anni il fragile ecosistema venne completamente distrutto,
il numero degli abitanti si ridusse drasticamente e le sofisticate tecnologie
e strutture sociali che sostenevano il popolo si esaurirono con loro.
Non si tratta semplicemente di trovare analogie
tra la sorte dell’ Isola di Pasqua e quello che potrebbe essere
il futuro delle nostre società che occupano il Pianeta Terra: una
differenza è che gli isolani, nel ricercare fonti di energia per
la propria società, non crearono molto inquinamento, mentre noi
lo facciamo.
L’Organizzazione Mondiale per la Salute afferma che molte delle
principali malattie umane, dalla mortalità cardiovascolare alle
affezioni respiratorie ed a molte altre infermità, sono collegate
ai cambiamenti climatici.
Oggi constatiamo, con prove in aumento, che il rapporto climasalute prospetta
rischi crescenti per la salute a causa dei futuri cambiamenti climatici.
Regioni potenzialmente vulnerabili comprendono le metropoli che si espandono
disordinatamente, dove l’effetto isola di calore potrebbe intensificare
eventi climatici estremi.
Adottare la sostenibilità come Modo
di Pensare significherebbe che esiste la possibilità che esseri
umani ed altre forme di vita fioriranno sulla terra per sempre. Il concetto
di sostenibilità è piacevolmente semplice: è un richiamo
a rovesciare la pratica tradizionale dell’architettura e della progettazione,
della scelta politica e della programmazione in un senso più esteso,
per esempio nel disegno ambientale, ponendo la priorità sugli spazi
aperti e i sistemi naturali per strutturare una forma-ambiente piuttosto
che sulle costruzioni ed i sistemi infrastrutturali: una ri-naturalizzazione
del territorio.
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SHAGAL | iodaa. Nuovo Master Plan dell’aereoporto
di Kloten, 2005. Fase 1
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Poster di Shrinking World, 2005, opera
in concorso allo
Shrinkage Worldwide Awards di E. Ardaman, Z. Aygen,
A.C. Metin |
Probabilmente non dovremmo pensare alla sostenibilità
come opposta alla crescita, ma piuttosto come a un facilitatore della
crescita.
Perchè considerare l’aeroporto di Kloten dal punto di vista
della sostenibilità?
Coloro che se ne preoccupano citano spesso cifre allarmanti; per esempio
ci dicono che gli USA stanno perdendo ogni ora circa 400.000 metri quadrati
di spazi liberi a causa di nuovo sviluppo e che la Svizzera sta perdendo
terreno coltivabile e boschi al ritmo di 400 metri quadrati all’ora.
Questi numeri sono così terrificanti che c’è poco
da meravigliarsi che la perdita di spazi aperti sia diventata argomento
della massima importanza per molti cittadini.
Ci troviamo in centro, a Zurigo, ed è in corso un referendum su
questo argomento. I cittadini del Glattalstdt, otto città per oltre
duecentomila abitanti richiedono una decrescita della città. Tutte
queste voci hanno portato ad un forum internazionale per discutere del
restringimento.
Questo manifesto mette a fuoco le nuove possibilità che si ricaverebbero
dalla riduzione: i campi aperti ed i boschi che facevano parte di molte
zone del vicinato sono ora distrutti dalle nuove urbanizzazioni.
I progettisti hanno un bisogno crescente di individuare modi per salvaguardare
la biodiversità, la salute dell’ecosistema ed umana all’interno
di queste aree da urbanizzare. Se accettiamo che ciò è importante,
la biodiversità finisce per diventare la sfida più interessante
per i progettisti contemporanei e forse la più grande opportunità
che abbiamo di imparare cosa vuol dire essere umani, ricavando spazi per
quei viventi che umani non sono. Tutte queste cose creano la possibilità
di progettare nuovi rapporti ecologici, una nuova ‘ecologia’
che sia eco-logica; un processo dinamico, non deterministico.
Abbiamo un problema, e dobbiamo parlarne in un modo completamente nuovo.
Io credo che la nostra società debba lasciar cadere il fattore
‘paura’ ed aprirsi alle discussioni,o nulla cambierà.
Credo che parlare di sostenibiltà possa fare la differenza, particolarmente
nel sostegno attivo per la comprensione e la consapevolezza e in progetti
per il futuro.
La comunità dei progettisti è in grado di rendere sostenibili
le domande semplicemente cambiando progetti e abitudini specifiche. Jared
Diamond si chiede cosa abbia detto agli altri isolani la persona che tagliò
l’ultimo albero sull’Isola di Pasqua. Avrà detto: ‘niente
paura; troveremo qualcosa che sostituisca gli alberi?’ oppure: ‘Non
sappiamo se vi siano alberi da qualche altra parte?’.
Benché qui non stiamo specificamente parlando di alberi, le asce
sono collettivamente nelle nostre mani. Il cambiamento climatico è
reale e ciò rende un imperativo morale per noi fare un passo indietro.
Per esempio abbiamo l’obbligo di contribuire a determinare cosa
ne sarà di ciò che resta delle nostre foreste.
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SHAGAL | iodaa. Diagrammi delle fasi
di attuazione, 2005
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SHAGAL | iodaa. Poster dell’inaugurazione,
2005 |
Il rapporto di 588 pagine, un calcolato pezzo
di sapienza abbinata all’esperienza politica firmato dall’ex
economista capo della Banca Mondiale Nicholas Stern, è indirizzato
a dimostrare che il cambiamento del clima è reale, pericoloso,
costoso ma che si può risolvere a costi molto più competitivi.
Noi possiamo rovesciare un secolo di abusi ambientali.
Il compito che abbiamo di fronte è enorme. Lavorando ognuno per
conto proprio potremmo compiere qualcosa di significativo ciascuno nel
proprio settore. Ma lavorando insieme avremmo effettivamente la possibilità
di influire sul corso della storia.
Ritengo che il design sia uno strumento educativo efficace per indicare
le alternative, la visione per il futuro, la capacità di decidere
ed agire. Fare la cosa giusta non ci richiede di essere degli scienziati.
In relazione a questo, Sir Martin Rees, Astronomo della Corona Britannica,
autore di numerosi libri fra i quali Our Final Century? in un’intervista
dice: ‘Per affrontare il mondo oggi serve un’applicazione
migliore delle conoscenze esistenti, piuttosto che nuove conoscenze’.
Molti problemi richiedono semplicemente un cambiamento degli atteggiamenti
nazionali in modo da permettere di usare meglio le conoscenze che abbiamo,
una scala differente di priorità, e così via.
Non sono sufficienti un’etichetta di sostenibilità ecologica,
biologica, o nuovi sistemi di certificazione: abbiamo bisogno di proteggere
chi lavora sul campo e di proteggere le specie di animali, uccelli, piante
e quant’altro in via d’estinzione e dedicarci a produrre zero
rifiuti da interrare e zero scorie pericolose; tutto questo per salvaguardare
lo scudo di ozono.
In sintesi: il master-plan dell’Aeroporto di Kloten era completamente
un territorio boscoso fino alla metà degli anni ’60. È
stato lavorato con i bulldozer e devastato, causando la deviazione del
fiume Glatt e dando origine a delle infrastrutture: l’autostrada,
strade regionali e locali, le piste dell’aeroporto di Kloten. Infrastrutture
e recinzioni hanno separato parti di territorio omogeneo.
I problemi tecnico-funzionali e le insufficienze finanziarie dell’Aeroporto
di Kloten hanno portato l’ente per l’Aviazione Civile Federale
Svizzera a stabilire per l’aeroporto stesso un nuovo obiettivo di
250mila movimenti all’anno.
Il primo piano di sostenibilità 2012-2015 si concentra sul restringimento
della parte orientale. Sono stati stanziati cospicui finanziamenti per
la ripiantumazione: esistevano quasi 700 tipi di piante rare e circa 250
razze di uccelli vivevano in quella zona: ne restano ora solo 22.
Il programma si sviluppa in quattro fasi operative dei lavori fra loro
collegate all’interno dell’attuazione del primo piano di decrescita.
Il nuovo mater-plan, che è incentrato sulla protezione della natura
e degli esseri umani, ri-naturalizza le due zone che erano state in precedenza
scollegate, e le rende propizie per la fauna, con l’introduzione
di nuovi boschi, nuovi prati e con l’estensione delle aree verdi
esistenti, zone museali e direzionali ed aree di protezione. Gli specchi
d’acqua fungono da nuova recinzione, la pista ridotta si trasforma
in uno spazio aperto al pubblico per vari eventi ed infine il bacino idrico
della riserva viene aperto al pubblico e costituirà una risorsa
didattica per studiare fauna e flora.
Il master-plan proposto dimostra che l’aeroporto può funzionare
bene e con grande capacità anche in confini più ristretti.
Qui noi abbiamo pianificato una serie di fasi per una ulteriore riduzione
dell’area, per esempio collegando le riserve naturali, spostando
la pista Nord, accorciando la pista Nord-Sud.
Visto che l’attuale tecnologia delle costruzioni dell’aviazione
civile ha fatto molti progressi, basandoci sui prototipi a scala uno a
uno prodotti per i nuovi aerei civili che decolleranno verticalmente,
ciò significherà dire addio alla progettazione tradizionale
degli aeroporti con interminabili piste e che l’intero aeroporto
di Kloten potrà essere ridimensionato.
Ma il vero vincitore di questa proposta di ridimensionamento sarà
l’ambiente ed il tesoro ritrovato delle ricchezze naturali diverrà
accessibile come mezzo pedagogico e per sostenere la biodiversità
caratteristica della regione.
Bibliografia
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2004
S.G.S. architect, landscape-urbanist and educator
SHAGAL | iodaa, Interdisciplinary Office for Design, Architecture &
Arts
Traduzione: Vanni Ariberti, Camerino
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www.archeoclubitalia.it
Archeoclub d’Italia
movimento di opinione pubblica
al servizio dei beni culturali e ambientali |
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