| Il
rapporto tra architettura e comunicazione è sempre più importante.
Se è vero, come sostiene Renato De Fusco, che l’architettura
è essa stessa un ‘mass medium’ in quanto veicolo di
linguaggi e valori, a maggior ragione è necessario che le persone
siano in grado di capirne i messaggi, di giudicarne i prodotti.
Lo spazio che la stampa, la radio e la televisione dedicano all’architettura
è effettivamente in aumento negli ultimi anni. Purtroppo, però,
ad occupare le pagine dei giornali e in genere i mezzi di comunicazione,
sono quasi esclusivamente i grandi nomi, quelli che fanno notizia.
Lo star system ha inglobato anche questa disciplina, nel bene e nel male.
Di conseguenza, se da un lato cresce l’interesse dei lettori più
colti, rimane la diffidenza della grande maggioranza dei cittadini per
il lavoro dei progettisti. Quello che secondo me i media devono fare è
fornire notizie e approfondimenti, far capire come nascono i progetti,
quali norme regolano l’urbanistica, perché - per esempio
- si costruisce tanto nelle nostre campagne, chi lo decide ... Insomma,
creare le basi perché ciascuno possa capire i meccanismi e le finalità
del costruire, imparare a distinguere l’utile e l’inopportuno,
quello che è sostenibile da quello che non lo è. Questo
permetterebbe anche una evoluzione del gusto delle masse, che spesso sono
troppo conservatrici proprio perché poco informate.
Personalmente, mi sono occupata molto di questi temi nei miei servizi
per il giornale radio Rai, ma anche e soprattutto nella trasmissione ‘Il
Baco del Millennio’, contenitore culturale di Radio Uno ideato da
Piero Dorfles. Se guardate su internet, potete verificare quanta attenzione
abbiamo dato a questi argomenti. Non è detto però, che questa
opportunità sia confermata, dal momento che ‘Il Baco’
sembra destinato ad essere cancellato dal palinsesto.1
Avvicinare l’architetto e la gente comune può essere molto
interessante e utile. Ho tentato un esperimento in un’altra trasmissione
che non c’è più, ‘La notte dei misteri’,
una diretta che durava tutta la notte.
Conoscevo il caso di Piazza Fabrizio De Andrè, nel quartiere romano
della Magliana. Il progetto, fatto da un giovane architetto che aveva
vinto un concorso pubblico, non è piaciuto per niente agli abitanti
della zona. La piazza è come sopraelevata, incombe sui negozi che
occupano i due lati lunghi del rettangolo. In più la gente si lamentava
delle panchine troppo scomode e del fatto che certe fontanelle non facevano
altro che produrre zone di bagnato estremamente viscide, pericolose soprattutto
per le persone anziane. Ho avuto l’idea di chiamare il progettista
e proporgli di affrontare queste critiche in radio.
Ha avuto fegato e ha accettato. C’è stato un piccolo miracolo:
anche se in fondo erano e rimangono scontenti del progetto, i cittadini
hanno capito le buone intenzioni che c’erano dietro, i diversi inconvenienti
(sotto la piazza c’è il collettore ma nessuno aveva segnalato
la cosa, di qui la necessità della sopraelevazione), i problemi
burocratici ... E
soprattutto hanno apprezzato il fatto che l’amministrazione comunale
avesse investito finalmente su un quartiere dimenticato come la Magliana.
Certo, se la piazza fosse venuta meglio sarebbero stati più contenti,
ma alla fine avevano accettato e compreso. La piazza è oggi il
luogo di concerti, comizi, iniziative. E tutto questo contribuisce a cambiare
il quartiere e la città.
La comunicazione dei temi dell’architettura può produrre
risultati ‘politici’ davvero importanti perché l’architettura
e l’urbanistica sono sempre presenti nella nostra vita. È
giusto che i cittadini siano messi in condizione di giudicare e di scegliere
questioni che li riguardano, come l’assetto di una piazza o l’estetica
di una scuola. Dedicando spazi a questo tipo di argomenti, oltre che raccontare
delle ‘archeostar’, i media possono davvero favorire la partecipazione
e il senso di appartenenza di ognuno di noi a una comunità, alla
‘polis’.
1. In effetti la trasmissione è stata
ufficialmente eliminata nel settembre 2007, quando alla ripresa della
programmazione autunnale, è partito al suo posto il programma ‘Nudo
e crudo’, condotto dall’attrice Giulia Fossà
A.L. giornalista Radio Rai
|
|
www.archeoclubitalia.it
Archeoclub d’Italia
movimento di opinione pubblica
al servizio dei beni culturali e ambientali |
|
|