| Coordinatori:
Massimo Angrilli, Marina Cimato, Mario Ferrari, Giuseppe Foti, Alessandro
Lombardozzi, Carmine Luongo,
Alessandro Napoli, Emanuele Piccardo, Emma Tagliacollo
La città è un organismo vivo in continua trasformazione.
Tali mutazioni sono prerogativa dello studio non solo dell’architettura,
ma anche di altre discipline che si occupano della città analizzandola
e sezionandone le parti, dando un nome ai diversi aspetti e cercando di
riconoscerne le qualità.
La collaborazione tra le discipline ha portato a risultati comuni e questi
sembrano ormai affermare che il cosiddetto ‘cuore della città’,
il centro storico, è difficile da rinnovare in modo tale da mutare,
svilupparsi, contrarsi e aprirsi alle vive pulsioni che provengono dalla
sua molteplice e sfaccettata periferia. È così che quest’ultima
va a collocarsi nella città con un ruolo predominante rispetto
al centro, ormai cristallizzato e dunque immutabile. È nella periferia
che si concentrano
i progetti, le sperimentazioni architettoniche, le ricerche della didattica,
gli studi volti alla ricerca di una possibile qualità architettonica.
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Margherita Finamore. Recupero alloggi
ERP, Pesaro |
Valeria Paganini. Rinnovo urbano a Passoscuro |
La periferia assume il ruolo di territorio
‘libero’, in cui l’architettura può esprimersi
con meno vincoli, ricercando una perduta qualità che si possa radicare
nella città. Essa non è però un ambito vergine, perché
viene spesso violata dall’aggressività dei nuovi costruttori,
che esercitano la loro forza colonizzando il territorio e concentrando
i progetti
sulla quantità a discapito, appunto, della qualità urbana.
Uno dei risultati emersi dai lavori del Seminario è che la periferia,
oggi, ha il ruolo di ricercare una nuova forma per la città; agli
architetti sta ora il compito del progetto, così da comporla, utilizzando
i molteplici strumenti dell’architettura e mantenendo vivo il dialogo
tra storia e materia.
Il tema del Seminario Periferie? Paesaggi urbani in trasformazione è
stato affrontato durante i lavori del Laboratorio Rinnovamento e trasformazione
della città esistenteattraverso discussioni aperte sui progetti
presentati, in questo modo si è potuto esaminare il tema dai diversi
punti di vista assunti dagli autori dei progetti.
Si sono individuati differenti approcci al problema delle periferie.
Alcuni progetti hanno messo in evidenza la possibilità di operare
attraverso restauri di edifici esistenti ridefinendone la funzione. Tra
questi si ricordano gli elaborati di Margherita Finamore. Il tema della
rigenerazione della città è presentato con un progetto,
in collaborazione con il Comune di Pesaro, che insiste sulla riabilitazione
di alcune unità abitative presenti sul territorio del comune di
Pesaro, in località Santa Veneranda.
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A. Argiolas, F. Etzi, A. Murru, E. Serra.
‘Rhythm & Blue’, polo attrattivo a Villasimius |
F. Rotondo, con gli studenti del CDL
in Ingegneria Edile - Architettura, Bari. Riqualificazione dei quartieri
Enziteto e Catino a Bari |
L’intervento è mirato a ricostituire
un fronte unitario su strada e a progettare alloggi minimi all’interno
del complesso individuato nel borgo, effettuando operazioni di chirurgia
architettonica che portano alla conservazione dell’esterno e al
riuso dell’edificio con una ricaduta sulla comunità.
Un altro tema emerso dalle discussioni è la possibilità
di operare per la ricerca di un disegno unitario e ordinato all’interno
del caos della periferia. Tra questi la tesi di laurea di Valeria Paganini,
Rinnovo urbano a Passoscuro (sul litorale laziale), progetto che ha sollevato
anche il tema del localismo e dell’identità personale all’interno
del molteplice della città. La tesi si propone di ridisegnare questa
parte di periferia laziale, dando un valore unitario alle residenze già
presenti sul territorio. Questa porzione di città, partendo da
alcuni punti fissi, è stata ridisegnata e si sono proposte abitazioni
incentrate sull’unità a corte, con corti pubbliche, semipubbliche
e private. Le corti, cifra della città mediterranea, ci richiamano
così a una lettura dello spazio fruibile anche in maniera collettiva.
Anche Rhythm & Blue, progetto di Alessandro Argiolas, Francesca Etzi,
Alessandra Murru, Elisa Serra che si interessa di Villasimius, polo turistico
della costa sud orientale della Sardegna, propone una rigenerazione che
permetta di valorizzare la zona non esclusivamente per la sua vocazione
turistica, ma anche per i residenti. È così che il progetto
definisce nuove funzioni per la collettività che vanno a inserirsi
all’interno di vuoti urbani, ricercando una armonica forma della
città.
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A. Carbone, P. Palermo. Il Piano De
Nava e la Fiumara Calopinace a Reggio Calabria |
G. Piga, F. Pontiggia, E. Campomenosi,
P. Gambale, E. Spicuglia. Collaboratori: G. D’Ettorre, G.
Cuoghi, R. Strabella. Riqualificazione dell’area ex
Parco Bombrini a Genova |
All’interno del Seminario è
inoltre emersa la tendenza a individuare i punti critici delle periferie
e di rigenerarle attraverso una mixité di funzioni.
Tra queste il progetto presentato da Francesco Rotondo, con il suo nutrito
gruppo di lavoro, che analizza la possibilità di rigenerare i quartieri
baresi di Enziteto e di Catino, investendoli del ruolo di nuove centralità
urbane, così da poter avere una ricaduta sulla collettività.
La tesi di laurea di Alessandro Carbone e Pierfrancesca Palermo presenta
un edificio lungo il piano De Nava e la Fiumara Calopinace (Reggio Calabria)
che vuole stabilire una connessione tra due parti di città scollegate
tra loro. L’edificio cerniera diventa così anche un contenitore,
non solo di abitazioni, ma anche di servizi.
Infine anche il progetto di Giovanna Paola Piga e dei suoi collaboratori,
redatto per il Concorso di idee per la riqualificazione dell’area
ex Parco Bombrini di Cornigliano (Genova), esprime la declinazione di
una mixité funzionale per creare servizi che possano avere una
ricaduta positiva sulla collettività.
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www.archeoclubitalia.it
Archeoclub d’Italia
movimento di opinione pubblica
al servizio dei beni culturali e ambientali |
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