| Il
tema ‘Periferie? Paesaggi urbani in trasformazione’ contiene
una duplice interpretazione. Da un lato l’interrogativo sul significato
del temine periferie, una condizione urbana sfuggita al controllo del
progettista; dall’altro c’è però una seconda
definizione, quella di paesaggi urbani in trasformazione, che nel puntare
l’attenzione non su di una
realtà in atto, ma piuttosto su di un fenomeno in divenire, sembra
suggerire il momento in cui l’architetto può ancora intervenire
per evitare che tale condizione urbana venga ad innescarsi, con i suoi
conseguenti connotati negativi. Impedire quindi che un paesaggio urbano
nella sua trasformazione vada a configurarsi come una nuova periferia.
In quest’ottica il progetto si presta alla lettura come caso di
studio, investigazione su possibili strategie da percorrere per giungere
alla conformazione di nuove geografie urbane.
La particolarità del progetto è data dalla peculiarità
dell’area che interessa, ovvero un sistema di cave marmoree dismesse
collocato nella fascia collinare ad ovest della città di Chiampo.
L’intervento deve muoversi su due scale di intervento: da un lato
una strategia territoriale di riutilizzo delle varie cave, dall’altro
il caso specifico di Cava Lovara,
interessata da un piano di espansione urbana e quindi da una prevalente
destinazione d’uso a carattere residenziale.
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A network of pits: il complesso
delle cave dismesse in prossimità di Chiampo è stato
ripensato come un potenziale sistema di attività ricreative
collegato
da una rete di percorsi nel verde di diversa natura
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A network of pits
Il complesso delle cave dismesse in prossimità di Chiampo è
stato ripensato come un potenziale sistema di attività ricreative
collegato da una rete di percorsi nel verde di diversa natura. All’interno
di questo network, nel quale ciascuna ex cava mantiene un proprio peculiare
indirizzo programmatico, il ruolo assunto da Cava Bovara è di agire
come perno: la forte presenza di indirizzo residenziale prevista dal bando
fa sì che essa si trovi infatti ad essere contemporaneamente parte
di un ‘campo’ attivo (la città di Chiampo, di cui l’insediamento
abitativo rappresenta una naturale appendice) e di quello attualmente
inattivo delle cave.
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Program Strategies: la distribuzione
delle diverse componenti programmatiche all’interno dell’area
è tesa a privilegiare il posizionamento delle aree residenziali
al fine di poter garantire una adeguata esposizione solare e una
connessione visiva con la città di Chiampo
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Surface operations
Sul piano morfologico il progetto scaturisce da una riflessione sul concetto
stesso di cava, ovvero un paesaggio estremamente alterato nella sua struttura
formale in forza dell’utilizzo che l’uomo ne ha fatto.
Il confronto con questa realtà ha suggerito di organizzare un sistema
di strategie operative alternative: mentre la topografia della cava, in
conseguenza del suo uso, è sostanzialmente il frutto di una operazione
volumetrica di sottrazione, il suo ri-uso avviene a livello della sua
superficie, attraverso operazioni di ripristino, piega, sollevamento.
Questo criterio operativo è assunto come comune denominatore degli
interventi nell’area, che nel rispetto delle indicazioni del bando
si suddividono in insediamenti residenziali (16.000 mc) e attività
turistico ricettive e sportive (circa 10.000 mc) destinate a promuovere
il valore paesaggistico della regione.
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Program Strategies: variazioni delle
densità abitative come strumento di
diversificazione dell’offerta residenziale
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Program Strategies
La distribuzione delle diverse componenti programmatiche all’interno
dell’area è tesa a privilegiare il posizionamento delle aree
residenziali al fine di poter garantire una adeguata esposizione solare
e una connessione visiva con la città di Chiampo, condizioni garantite
dall’ampia fascia a nord nord-ovest rispetto al centro della cava,
caratterizzata
da un progressivo incremento dei dislivelli, da lieve pendio sino a ripida
pendenza.
Le varie attività ricettive vengono dislocate come potenziali attrattori
lungo un sistema di percorsi carrabili e pedonali; tra queste assumono
rilevanza il centro ittico, in prossimità del bacino lacustre esistente
e l’albergo, contiguo all’ampio parco attrezzato; sull’appendice
sud dell’area il maneggio segna il punto di partenza per i percorsi
equestri nel verde che connettono alle altre ex cave.
Inhabiting the pit
La previsione di insediamenti a carattere residenziale porta ad interrogarsi
sulle effettive peculiarità offerte dall’area in termini
di modalità abitative.
Quale può essere la differenza data dall’abitare in una realtà
geologica così particolare?
Quali potrebbero essere i potenziali abitanti interessati a questa nuova
appendice residenziale di Chiampo?
La struttura morfologia dell’area, con il suo repentino incremento
di pendenza, suggerisce una marcata diversificazione tipologica: accanto
alla tipica residenza unifamiliare nel verde, la presenza dei netti dislivelli
della cava suggerisce la creazione di condizioni residenziali semi-urbane
con densità abitative variabili, che potrebbero risultare di grande
attrattiva anche per utenti inaspettati, come residenti temporanei, professionisti
in cerca di spazi in cui poter anche lavorare e così via.
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Tagli residenziali e possibilità
aggregative
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Pianta generale
della proposta di intervento |
I diversi tagli residenziali (da 45 a 90
mq) implicano di per sé diversi scenari sociali di possibili fruitori:
la preferenza dell’utenza per un maggiore o minore livello di interazione
sociale con il vicinato amplifica l’offerta e suggerisce una sorta
di mappatura del tipo ‘isolated vs higly socialized’ al fine
di dislocare le diverse unità abitative nelle aree residenziali.
I lievi pendii marginali si adattano alla dislocazione di residenze isolate,
tendenzialmente di taglio medio grande, mentre i
dislivelli più accentuati configurano di per se stessi condizioni
quasi di alta densità dove prevale la presenza di tagli piccoli.
La modularità delle unità abitative consente una ampia gamma
di possibili aggregazioni finalizzate a configurare condizioni di microurbanità:
la copertura delle varie unità abitative diviene ‘superficie
di interazione sociale’, collegata da sistemi di micro spazi urbani,
rampe e percorsi nel verde.
The Art of Inhabitation ...
Con questa definizione Allison e Peter Smithson esprimevano ciò
che l’opera di un progettista avrebbe dovuto ‘incoraggiare’,
ovvero la naturale interazione tra le persone all’interno di uno
scenario sociale, la ‘gerarchia di associazioni umane’.
Così come in termini di strategia formale si è scelto un
lessico operativo antitetico rispetto a quello che ha determinato la morfologia
della cava, sul piano programmatico sarà l’attività
sociale dei futuri fruitori, la loro possibile interazione, a garantire
il ri-uso dell’area.
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Condizione
di microurbanità nella
zona ad alta densità abitativa |
Progetto premiato con menzione d’onore
nell’ambito del Concorso Europan8,
Urbanità europea e progetti strategici, sito di Chiampo, Vicenza
(Italia), 2005.
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www.archeoclubitalia.it
Archeoclub d’Italia
movimento di opinione pubblica
al servizio dei beni culturali e ambientali |
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