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tradizione della progettazione urbana nord europea e, più in particolare,
svedese, costituisce durante la seconda metà del Novecento un riferimento
importante per l’urbanistica italiana.
Il costituirsi delle vicende urbanistiche svedesi come un esempio virtuoso
di socialdemocrazia realizzata, si consolida durante il periodo tra gli
anni Cinquanta e Settanta attraverso il piano per la Grande Stoccolma
del 1952 e la politica di decentramento della città capitale che
ha guidato la costruzione di quartieri ex-novo, fisicamente separati dalla
città esistente.
Questo testo si propone di ripercorrere in sintesi l’evoluzione
del progetto di nuove parti di città a Stoccolma, considerando
le scelte urbanistiche generali e i temi della composizione urbana.
All’interno della storia urbanistica della capitale, dal dopoguerra
ad oggi si possono riconoscere tre principali momenti.
Il primo, tra gli anni Cinquanta e Settanta, è connotato dal ridisegno
del nuovo cuore urbano con funzioni terziarie e commerciali (le ‘5
lame’ di Hötorgsstad) e dall’attenzione rivolta alle
espansioni periferiche e suburbane.
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Stockholms Stadsbyggnadskontor (Markelius,
Ahlberg,
Sidenbladh, Harlen, Hojer), Vällingby Development
Area, planimetria, 1952 |
Backström, Reinius, centro di Vällingby,
planimetria e edifici
a torre ( punkthuis), Ahlgren, stazione della metropolitana,
1952-56 |
Uppman, Vällingby, ‘case
a lamella’ (lamellhuis), 1956 |
Le direttive improntate dal piano di Sven
Markelius indirizzano la crescita della capitale attraverso la costruzione
di tre generazioni di città-satelliti (che corrispondono agli anni
Cinquanta, Sessanta, Settanta), tra loro differenti nei principi compositivi.
Un primo carattere che connota i quartieri degli anni Cinquanta (Vällingby,
Farsta) è costituito dalla disposizione della residenza secondo
unità minime, atte ad organizzare lo spazio urbano attraverso unità
riconoscibili (in quanto delimitate o fisicamente separate dal resto della
città) e di dimensioni contenute.
Gli insediamenti sono costituiti alla scala urbana da aree di sviluppo,
composte da nuclei (o distretti urbani) , principali e secondari, composti
a loro volta da unità di vicinato di circa 3.000 abitanti.
La Vällingby Development Area è composta dai cinque distretti
di Blackberg, Râksta, Vällingby, Hässelby Gârd e
Hässelby Strand. La gerarchia utilizzata per le unità minime
viene applicata anche alle centralità e ai servizi, organizzati
in primari, secondari e terziari. Lo spazio costruito delle città
della prima generazione si connota quasi come un ‘prontuario tipologico’
volto a privilegiare la varietà dei tipi edilizi e dei volumi,
disposti in relazione alla topografia.Tra i tipi più comuni che
è possibile riconoscere si possono citare le abitazioni in linea
o ‘case a lamella’ ( lamellhuis), gli edifici a pianta stellare
o quadrata ( punkthuis), le abitazioni a gradoni ( terracehuis) e le case
a pianta circolare.
Le densità edilizie seguono un principio di rarefazione dal centro
verso la periferia. A Vällingby gli edifici più alti (da otto
a dieci piani) sono disposti intorno alla piattaforma commerciale sopraelevata
rispetto alla ferrovia ( dalle) e alla stazione della metropolitana; le
abitazioni a tre piani entro un raggio di cinquecento metri; le abitazioni
unifamiliari si trovano oltre, entro un limite di novecento metri.
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Stockholms Stadsbyggnadskontor (Dergalin
et al.), Södra Järvafältet Development Area (Tensta-Rinkeby),
1967 |
Stockholms Stadsbyggnadskontor (Dergalin
et al.), Norra Järvafältet
Development Area (Kista), 1973 |
Un’attenzione particolare viene posta
alla natura, al verde e alle attrezzature per il gioco dei bambini, che
presentano una grande varietà di soluzioni.
Il disegno dei tracciati si presenta prevalentemente curvilineo, in continuità
con la tradizione della città giardino. Per quanto riguarda la
mobilità, maggiore importanza viene attribuita al trasporto pubblico
rispetto a quello privato, e il traffico veicolare è separato rispetto
a quello pedonale.
Le espansioni suburbane realizzate negli anni Sessanta (Södra Järvafältet
Development Area) presentano elementi di differenza rispetto agli insediamenti
del decennio precedente. Le novità più evidenti riguardano
l’abbandono dell’organizzazione dei distretti (in questo caso
due:Tensta e Rinkeby) attraverso unità di vicinato e il rapporto
meno stretto tra edificato e topografia, sottolineato dalla scelta di
un disegno dei tracciati a maglie regolari, disposte con una certa indifferenza
rispetto al sito. Il principio della varietà dei tipi edilizi sembra
venire abbandonato a favore della ripetizione di un tipo prevalente, costituito
da edifici in linea di sei o otto piani.
Infine maggiore importanza viene assegnata al settore terziario rispetto
alle attività industriali, anche in relazione alle difficoltà
incontrate nella realizzazione delle città della prima generazione.
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Stockholms Stadsbyggnadskontor (AB Svenska
Bostäder, BGB e Mattson, Brunnberggruppen
Arkitekter AB, Riksbyggen Konsult, Taller de Arquitectura-Boffill),
Södra Stationområdet, 1986 |
Stockholms Stadsbyggnadskontor, Översiktsplan
1999-2003 |
Hammarby Sjöstadt, 1990-2010 |
Per quanto riguarda gli insediamenti realizzati
durante gli anni Settanta (Norra Järvafältet Development Area,
organizzata attraverso i tre distretti di Kista, Husby, Akalla), anche
se risulta forse meno semplice riconoscere dei principi comuni, essi sembrano
privilegiare l’uso di densità elevate, soprattutto a Husby
e Akalla, e la ricerca di ruoli
nuovi per le nuove addizioni urbane, come nel caso di Kista, concepita
con la funzione di un vero e proprio polo regionale per i servizi specializzato
nel settore elettronico. In quest’ultimo esempio appare riconoscibile
il tentativo di recuperare alcuni dei principi che connotavano le città
della prima generazione, quali la varietà dei tipi edilizi e il
rapporto con l’orografia.
Tra gli anni Ottanta e la prima metà degli anni Novanta, l’attenzione
si rivolge alla città consolidata e alle aree centrali, tramite
la realizzazione di interventi consistenti di natura soprattutto residenziale
(Starrbäcksängen, Hamnvakten, Södra Station) o infrastrutturale
(Stockholm Klara, Vasa Terminalen, Södra Station). Non sono tuttavia
del tutto assenti realizzazioni in aree periferiche (Skarpnäcks),
in continuità con la tradizione dei decenni precedenti, o situate
ai margini
della città consolidata (Minneberg).
Gli interventi si configurano nella maggior parte dei casi come progettazioni
unitarie (anche per le dimensioni più ridotte rispetto alle città
satelliti del periodo precedente), che fanno per lo più riferimento
ai materiali tradizionali della città ottocentesca, quali l’isolato
costruito sul perimetro, il viale alberato e il parco, caratterizzato
in larga misura
dalla presenza di funzioni residenziali e terziarie (Hamnvakten, Södra
Station). In alcuni casi il riferimento all’isolato tradizionale
è accompagnato da riletture non convenzionali del linguaggio architettonico,
come quella regionalista utilizzata da Ralph Erskine a Skarpnäcks.
In altri casi il riferimento è costituito dall’edificio in
linea di matrice razionalista, pur declinato secondo disposizioni planimetriche
d’insieme diverse da quelle utilizzate negli anni Trenta, come nel
caso della disposizione concentrica di Starrbäcksängen.
Il terzo momento, tra la fine degli anni Novanta e oggi, si connota per
una strategia di trasformazione particolarmente attenta al ridisegno dei
fronti di contatto tra vaste placche urbanizzate e grandi spazi aperti
inclusi nell’arcipelago della Grande Stoccolma.
L’Översiktsplan 1999 colloca i principali interventi di ridisegno
urbano a ridosso di cinque grandi aree disposte a corona intorno al centro:
Liljeholmen, Nordvästra Kungsholmen, Norra station, Värtan-Frihamnen
e Hammarby Sjöstadt, che costituisce il progetto più significativo.
Questo intervento si configura come un’applicazione esemplare delle
idee del nuovo piano cittadino del 1999, volte a riconfigurare la città
estesa con operazioni direttamente collegate alla città centrale,
che insistono su suoli già urbanizzati. Si realizza un’estensione
dei brani di città impiantati sul modello della griglia che caratterizza
le espansioni ottocentesche del centro più prossime a Gamla Stan.
Il quartiere di Hammarby Sjöstadt è concepito come unitario
e connotato da uniformità sia nella distribuzione delle funzioni
che nel disegno urbano, il tratto fondamentale è costituito dal
riferimento ad una estetica urbana tradizionalista, non senza influenza
delle riletture operate dal new urbanism.
Gli elementi costitutivi del progetto rimangono l’isolato, la costruzione
sul perimetro e le sue variazioni, la costituzione dello spazio urbano
tramite l’architettura della strada, che spesso diviene viale alberato
sull’impronta del boulevard.
Per quanto riguarda il linguaggio architettonico dei singoli edifici,
l’estetica basata sull’isolato si mostra ora tollerante ed
inclusiva rispetto ai valori urbani ed estetici ricercati dai progettisti,
dai più sperimentali ai più ortodossi nel riferirsi allo
spazio della città europea del secolo XIX.
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Archeoclub d’Italia
movimento di opinione pubblica
al servizio dei beni culturali e ambientali |
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