| L’intervento
nasce dalla riflessione che la dimensionedi un elemento posto all’interno
di una scena urbana come anche domestica, sia dunque esso un oggetto,
un edificio, finanche uno spazio esterno, non sia solo funzione della
sua grandezza fisica, ma dipenda dalla sua capacità di interagire
con gli altri soggetti che lì si trovano. Proprio da
questo dinamico movimento interattivo si viene a determinare la modalità
con cui esso viene ad essere percepito dalle persone.
Molteplici ed eterogenei sono perciò i fattori in gioco: è
un problema di colori, forme, significati, superfici, come anche di vista,
scala, come pure di funzione ed uso.
Stabilire la dimensione dell’oggetto si traduce perciò nel
definirne il sistema delle qualità che determinano il suo significato.
Fondamentale non è dunque la quantità di spazio da esso
occupato, ma la sua capacità di stabilire connessioni con gli elementi
che ivi si trovano.
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1. Lampione Profilo, design: arch. E.
M. Giuffrè,
arch. A. M. Lucarelli, prod. Fonderieviterbesi, 2005 |
2. Due vasi per fiori o due oggetti
differenti? |
Si potrebbe perciò parlare di un problema
di misura delle relazioni. Da qui la necessità di stabilire e mettere
a sistema una serie di indicatori in grado di quantificare, qualificare
e connettere tra loro le differenti caratteristiche che definiscono l’identità
di un artefatto.
Attraverso questa esso infatti si rapporta con l’ambiente circostante
e con le persone con cui viene in contatto, attraverso un continuo e reciproco
scambio di informazioni.
L’elemento si muove perciò all’interno di uno spazio
in continuo movimento, fatto di luoghi, persone e culture.
La dimensione, intesa in questo senso, non è perciò un dato
unico ed immutabile. L’oggetto infatti si confronta continuamente
con scenari sempre mutevoli e differenti stabilendo di volta in volta
nuove ed inedite relazioni.
Tutto ciò avviene, inoltre, contemporaneamente su più livelli,
facendo sì che l’elemento pur essendo sempre formalmente
uguale, venga però ad assumere nel medesimo momento molteplici
valenze.
Così un oggetto di arredo urbano, quale un lampione per l’illuminazione
stradale (fig. 1), partecipa contemporaneamente al disegno dello skyline
della città e alla costruzione e caratterizzazione del suo spazio
interno, l’interno urbano.
Ugualmente anche la variazione di scala di un oggetto, il suo ingrandimento
o rimpicciolimento, fanno sì che esso si ponga sulla scena con
modalità differenti.
Ad esempio due vasi per le piante di forma identica, posti nello stesso
posto, ma di non uguale dimensione, scala, si possono configurare come
due elementi diversi: l’uno come contenitore l’altro come
segnale per identificare un luogo (fig. 2).
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4. Copertina libro Chiasmodi G.
Marzaioli, Pietro Chegai
Editore, grafica: E. M. Giuffrè
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3. Locandina spettacolo teatrale Riflesso
di R. De Novellis ,grafica: E. M. Giuffrè |
5. Edda blu, autore: E. M. Giuffrè |
È la relazione tra i segni a stabilire
il senso di una azione, e dunque il significato di un atto progettuale.
Indipendentemente dal fatto che essi siano grandi o piccoli, come può
essere nell’apparente spazio ad una dimensione di una locandina
teatrale (fig. 3) o di una copertina di un libro (fig. 4), in cui i rapporti
tra i segni grafici, le scritte ed i colori, hanno lo scopo, nello stesso
tempo, di attirare lo spettatore od il lettore e trasmettere, con l’immagine
complessiva che essi vengono a formare, lo spirito dello spettacolo o
del testo.
Progettare vuol dire disegnare le modalità con le quali il nuovo
elemento si relazionerà, sia con le persone, sia con gli altri
elementi che compongono i luoghi in cui esso si verrà a trovare.
Si potrebbe perciò argomentare che fare design vuol dire progettare
un sistema di lettura capace di farci comprendere i tratti fondamentali
della realtà che ci circonda (fig. 5).
Solo così può essere poi possibile disegnare nuovi prodotti
che in essa si inseriscano e stabiliscano inedite relazioni, portando
al fine ad un suo arricchimento.
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www.archeoclubitalia.it
Archeoclub d’Italia
movimento di opinione pubblica
al servizio dei beni culturali e ambientali |
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