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Progetto di: Gianantonio Muratori,architetto
Immagini realizzate grazie a Ettore Donadoni
Come si può avere più spazio in una casa piccola? Semplice. Bisogna ingrandire
lo spazio. E per ingrandire lo spazio? “Basta demolire le pareti.” Sembra
una battuta. In realtà è proprio questa la soluzione per moltissimi casi
(case) concreti. Però per essere vera, la risposta va completata. Intanto
bisogna dire che non sempre si può demolire una parete. Poiche la demolizione
può risolvere problemi, ma può anche crearne di nuovi. Allora? Allora,
nel caso in cui demolire sia possibile: “La parete va sostituita con una
parete mobile”. E’ tutto? No, c’è ancora un ultimo punto. “Il letto non
va percepito come letto”. Ecco tutto. Questa è la PIANTA MULTIPLA, la
formula che riassume la proposta complessiva per trasformare le abitazioni,
che Gianantonio Muratori illustra in un saggio, dal titolo ARREDOTERAPIA,
appena uscito per le edizioni Libreria Clup. PIANTA MULTIPLA è una ricetta
rivoluzionaria che può ampliare a dismisura gli alloggi, fino quasi a
“raddoppiarli”. Le virgolette sono d’obbligo perché la superficie di un
alloggio non si espande (a meno che non si comperi anche quello vicino).
Eppure alcune condizioni (proprio i tre punti sopra riportati: demolizione
di una parete, sua sostituzione con una parete mobile e diversa percezione
del letto) consentono d’ingrandire le abitazioni “dall’interno”.
PIANTA MULTIPLA è l’insieme di
queste condizioni. Non è un progetto, ma la regola per intervenire
in innumerevoli casi, con progetti diversi. L’esempio illustrato applica
il concetto di PIANTA MULTIPLA in un alloggio (del 1987) composto
da tre camere, soggiorno, cucina, ripostiglio e doppi servizi. Il
soggiorno S viene allargato modificando leggermente la camera L2 ed
eliminando il piccolo ripostiglio R. Il ripostiglio è sostituito da
due zone controsoffittate (in giallo). La parete tra la camera L3
e il soggiorno viene demolita. La sostituisce una parete mobile che
s’impacchetta come una grande porta a soffietto. La parete mobile
consente di eliminare il disimpegno del bagno areato perché questo
risulta essere a servizio esclusivo della camera L3. Così il soggiorno
si amplia anche verso la cucina. Il letto matrimoniale della camera
L3 viene sostituito da un CUBO. (vedi 99 Idee n° 12 del 1993).
1. Il CUBO è parzialmente accolto in una nicchia. Una scrivania è
vicino alla porta del balcone, sotto la libreria.
2. Il CUBO è in vista, dietro la pianta, ed è nello stesso grande
ambiente che è anche soggiorno. Tuttavia non “sembra” un letto, così
come la camera aperta non viene percepita come “spazio-notte”. In
alto si vede parte della rotaia della parete mobile.
3. Il CUBO è un nuovo (1989) tipo di mobile che comprende un letto
alto, tanto da contenere al di sotto un vano armadio attrezzato con
appendiabiti estraibili. A lato del letto c’è una pedana scendiletto
(due quando è matrimoniale), che consente di stare in piedi, anche
in alloggi normali, alti 270 cm, così come di salire e scendere agevolmente
dal letto, come se questo fosse a pavimento. La pedana è collegata
a una breve scala normale (non a pioli). Quando la testata è rivolta
verso l’ambiente il CUBO si presenta come una credenza o una libreria.
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ESEMPI DI PIANTA MULTIPLA. Gli
alloggi illustrati sono stati costruiti nel decennio che va dal
1990 al 2000. La K indica la cucina. In grigio è evidenziato il
soggiorno. Ogni alloggio è ripetuto, modificato secondo il concetto
di PIANTA MULTIPLA. In grigio scuro è evidenziata la nuova grande
zona giorno che si riesce a realizzare includendo anche il letto.
Un’indagine su ARREDOTERAPIA documenta che la trasformazione è
possibile su una larghissima percentuale di alloggi. La tabella
indica quanto aumenterebbe, dopo la modifica, la diagonale interna
libera, quella che consente il massimo sfondamento visivo. Ci
sono alcune considerazioni che chiariscono la proposta di PIANTA
MULTIPLA e la fanno apparire largamente riproducibile. La prima
è che in Italia, da anni, gli alloggi stanno diventando sempre
più piccoli. La seconda è che sono sempre più simili tra loro.
C’è il soggiorno, diventato passante; c’è la cucina, con o senza
zona pranzo; ci sono una, due o più camere, secondo i vari tagli
d’alloggio; uno o più servizi; un po’ di ripostiglio; un po’ di
corridoio, che è disimpegno e antibagno; a volte un balcone, balconcino
o terrazzo. Che fa la differenza. Fuori. La differenza dentro
invece è giocata per lo più sulla grandezza del soggiorno. Questo
vale sia per l’edilizia libera (privati) sia per quella convenzionata
(cooperative). E non si pensi che le case costruite sul libero
mercato abbiano sempre i soggiorni più grandi. A volte è vero
il contrario. Riguardo alle misure si può osservare che le abitazioni
sono sostanzialmente formate da tante piccole scatole accostate.
Intendendo per scatole (murarie) i vani: quelli che di volta in
volta chiamiamo camera, cucina, soggiorno, ecc. Sono grandi dai
tre ai cinque metri per lato. Più o meno. E sono questi a darci
l’idea di quanto è grande l’alloggio che abitiamo. Cioè, un alloggio
di 150 mq formato da tanti vani di tre metri per lato ci sembrerebbe
più piccolo di uno di 90 formato da vani di cinque. Ci sono ancora
due considerazioni. La prima riguarda la profondità che tutti,
o quasi, gli edifici hanno: attorno ai dieci metri. La seconda
è sul sostanziale sotto utilizzo riservato alla camera da letto,
che si abita poco durante il giorno.
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E’ innegabile che si stia male in una casa insoddisfacente. Tuttavia
ARREDOTERAPIA non insegna a curare il raffreddore cambiando la disposizione
dei mobili o cose simili. Secondo l’autore, dopo aver letto il libro è
un po’ come immaginare la maggior parte degli alloggi equivalente a una
popolazione di individui nani e obesi, e avere il metodo di cura per alzare
la statura da 130 a 180 cm, ridimensionando il peso.
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Due locali
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Tre locali
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Quattro locali
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Gianantonio Muratori “ARREDOTERAPIA”
Libreria Clup
“Il libro inizia con una antologia, continua con un breve trattato,
prosegue con un racconto autobiografico, si conclude con una tesi,
ricomincia con un’appendice (sempre auto-biografica)”.
Dalla prefazione di Marcello De Carli
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I disegni illustrano la trasformazione di un alloggio di tre locali:
due camere, soggiorno, cucina, doppi servizi e ripostiglio, secondo il
concetto di PIANTA MULTIPLA. La sostituzione di una parete con una parete
mobile, e del letto con un CUBO, realizza un grande vano che riceve luce
da entrambi i lati. Oltre a consentire la presenza del sole ad ogni ora
del giorno, si crea anche il riscontro d’aria, (con tutti i suoi vantaggi).
Il nuovo grande ambiente raggiunge la massima dimensione possibile, cioè
la profondità dell’edificio, il vero confine dello spazio domestico. (Oltre
c’è il vuoto). La parete mobile consente invece di abitare, separatamente,
la camera e il soggiorno, ma anche, quando si vuole, di vivere in uno
spazio aperto, più ricco di possibilità e suggestione.
Nelle foto: Pianta dell’alloggio prima della modifica. In grigio il soggiorno.
L’alloggio trasformato. In grigio scuro il nuovo ambiente giorno che include
anche lo spazio notte.
La parete mobile chiusa presenta il soggiorno nelle stesse dimensioni
precedenti la modifica. La parete mobile aperta consente di cogliere tutta
la nuova ampiezza del grande spazio nel quale si vive durante la maggior
parte del giorno.
Nelle foto: La nuova camera. Sul fondo si vede la parete mobile chiusa,
che divide il CUBO dal sog-giorno. Le ante del CUBO nascondono il vano
armadio, che contiene gli appendiabiti estraibili.
La zona pranzo, separata dalla camera, con la parete mobile chiusa. A
sinistra la nicchia dove si impacchettano le ante della parete
Nelle foto: Il CUBO, con la testata attrezzata rivolta verso la zona
pranzo, può contenere piatti, bicchieri, tovaglie, ecc.
Quando la parete è aperta, dal letto si può dominare tutto il soggiorno.
A destra si intra-vedono le ante impacchettate.
TRIO è una nuova soluzione (1995) particolarmente compatta, che
concentra le funzioni principali della camera dei ragazzi nella superficie
d’ingombro del letto. Il progetto, previsto anche nella versione matrimoniale,
consiste in una pedana bassa che contiene un letto scorrevole. TRIO, come
il CUBO, consente alla zona giorno di recuperare il volume della tradizionale
camera da letto.
Nelle foto: 1. Sulla pedana possono trovare posto: una scrivania, una
libreria e un armadio.
2. Per essere proposto alle aziende del mobile, TRIO è stato disegnato
in forma di opuscolo. Il disegno mostra la versione “notturna” con il
letto fuori dalla pedana.
3. Il letto può essere estratto in parte e trasformarsi in divano, oppure
essere nascosto del tutto, così da lasciare libero lo spazio. Lo schienale
ruotante funge anche da elemento di chiusura.
L’esempio illustrato mostra la modifica di un alloggio di due camere,
soggiorno, cucina e bagno, secondo il concetto di PIANTA MULTIPLA. La
parete tra la camera matrimoniale e il soggiorno (in grigio nella pianta
a sinistra) è sostituita da una parete mobile. Si crea così un ampio locale
(in grigio scuro nella pianta modificata), che riceve luce ad ogni ora
del giorno. Chi abita l’alloggio si muove (nella maggior parte delle ore
in cui si muove in casa) in questo nuovo e articolato spazio flessibile
e complesso. La differenza è tutta qui. Il risultato però è la continua
sensazione di vivere in una casa grande. L’ampiezza effettiva consente
infatti di sperimentare e percepire, ad ogni gesto, spostamento o semplice
sguardo, la nuova dimensione dilatata dello spazio.
Nelle foto: Ecco come appare trasformata la camera tradizionale. Al posto
del letto ci sono uno studiolo rialzato, sempre disponibile, e un divano.
Al centro si vedono le ante, impacchettate, e in alto la rotaia, della
parete scorrevole. Sul fondo, un divano del soggiorno e la zona pranzo.
Sul TRIO la posizione della scrivania, rivolta verso la camera, esclude
con sicurezza che un arretramento involontario della sedia possa causare
la caduta dalla pedana. Chi è seduto, inoltre, domina piacevolmente dall’alto
l’ambiente e non volta le spalle alla luce. La libreria, doppia in profondità,
può essere raggiunta da entrambi i lati, così, quattro metri di ripiani
valgono quanto otto. Tutti gli ingombri infine, anche visivi, sono nella
fascia bassa (pedana, divano o letto) e alta (libreria). La zona attraversata
dagli sguardi è occupata solo dalla scrivania e appare per questo libera
e aperta.
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