|
Il fenomeno della carbonatazione del calcestruzzo
armato
Servizio di: Caterina Parrello, architetto
|
|
Per le procedure e le prescrizioni
di interventi di risanamento di strutture degradate dal fenomeno
della carbonatazione è stato chiesto il parere al Tecnico specializzato
Geom. Francesco Calabretta, che vive e lavora a Milano da molti
anni, occupandosi del problema.
|
Il calcestruzzo armato, fino a qualche anno fa, veniva considerato un
materiale estremamente affidabile e durevole, supponendo la perfetta contrapposizione
fra acciaio (materiale non durevole pertanto soggetto ad opportuni cicli
di protezione) e il cemento, materiale ritenuto eterno. Le modificazioni
subite dall'ambiente, divenuto sempre più aggressivo nei confronti delle
strutture, hanno evidenziato che anche il cemento armato ha un suo ciclo
di vita, e che in alcuni casi deve essere protetto già sul nascere o comunque
non appena costruito. Ad avvalorare quanto sopra, la normativa ENV 206
stabilisce che il degrado delle strutture in cemento armato è dovuto principalmente
a due fenomeni:
1. cause oggettive della struttura (errata progettazione, inadeguatezza
dei materiali e scarsa cura della loro posa);
2. influenze ed azioni dell'ambiente esterno, (azioni di tipo chimico,
fisico e meccanico).
Quando nei manufatti in calcestruzzo armato si nota un degrado con conseguente
affioramento dei ferri d'armatura, ci troviamo molto spesso di fronte
al fenomeno della carbonatazione. Il problema è particolarmente sentito
perché il fenomeno pone rilevanti inconvenienze tecniche sull'efficacia
del ripristino, poiché i tradizionali tipi di interventi sono destinati
quasi sempre a fallire dal momento che non riescono né a bloccare né a
ritardare la corrosione.
Da qui la necessità a ricorrere a metodi di protezione e realizzazione
di interventi durevoli, prima che il degrado possa compromettere la stabilità
strutturale dell'edificio. Per il ripristino e la protezione del calcestruzzo
si deve procedere in questo modo:
a) asportare selettivamente le porzioni di calcestruzzo ammalorato mediante
idrodemolizione, o sabbiatura per la completa rimozione di ogni parte
in fase di distacco, e comunque non dotata di sufficiente resistenza e
coesione.
b) preparare le superfici interessate con accurata pulizia dalle sostanze
o depositi estranei, (ovvero elementi che possono pregiudicare l'adesione,
quale ruggine, olio, grassi, pellicole superficiali o sfarinati), il tutto
al fine di ottenere una superficie di aggrappo sana, e resistente. L'intervento
meglio se seguito con mezzi manuali, o comunque tali da non danneggiare
lo strato sano di calcestruzzo sottostante evitando eccessive vibrazioni.
c) bonificare i ferri ossidati scoprendoli e pulendoli con robusta spazzolatura
o sabbiatura, applicando in seguito uno specifico protettivo ad effetto
passivante e inibitivo alla corrosione. Tutto ciò avrà effetto migratorio
per la protezione non solo della zona a diretto contatto, ma anche nella
parte retrostante il ferro d'armatura stesso.
d) reintegrare i volumi con composto di malta antiritiro fibrorinforzata,
a basso modulo elastico, elevata resistenza meccanica, buona permeabilità
al vapore, elevata resistenza ai cicli di gelo e disgelo.
e) ultimare la superficie trattata mediante rasatura con malta premiscelata
a base di cemento, inerti selezionati e additivi per contrastare il formarsi
di fessurazioni dovute al ritiro plastico, e per garantire una buona resistenza
meccanica. L'intera struttura dovrà essere protetta contro futuri fenomeni
di ossidazione e di carbonatazione mediante l'applicazione di opportuno
rivestimento fotostabile e resistente a sollecitazioni dinamiche e piogge
acide.
Il sistema Antol Ripristino dell'azienda Torggler Chimica, opera un ripristino
conservativo del calcestruzzo armato, creando:
1. un ambiente basico per i ferri d'armatura, che rappresenta la migliore
protezione contro la corrosione;
2. un ripristino volumetrico impermeabile dell'acqua, resistente alla
diffusione dell'anidride carbonica e solforosa, permeabile al vapore acqueo
e con ridotto modulo elastico.
|