| New
urban ecologies - Spazio FMG per l’Architettura
Nuovi modelli urbanistici frutto della progettazione
sperimentale di quattro studi di architettura europei convergono verso
una visione ecologica, democratica ed innovativa nell’uso dello
spazio e delle risorse.
FMG Fabbrica Marmi e Graniti, main sponsor del XXIII Congresso
Mondiale di Architettura di Torino, (29 giugno - 3 luglio 2008), ha ospitato
nello Spazio FMG per l’Architettura di Milano la mostra New Urban
Ecologies, nuove forme di ecologia urbana e sociale nei progetti di quattro
studi di architettura: Ecosistema Urbano, (Madrid); NL Architects, (Amsterdam);
Ma0, (Roma) ed Elastico (Torino). La mostra, a cura dell’architetto
Luca Molinari, sviluppa il tema del progetto architettonico come contributo
allo sviluppo sostenibile del territorio. Lo spazio urbano viene interpretato
alla luce delle esigenze ecologiche e delle forme contemporanee di aggregazione
sociale.
Ma0, studio di architettura
Lo studio, fondato a Roma nel 1998, opera in Europa attraverso
progetti innovativi. L’architettura viene intesa come
sapere di mezzo tra diverse discipline e geografie,
sistema di regole spaziali capaci di produrre e modificare
le relazioni tra spazi e abitanti, pubblico e privato, interno
ed esterno, naturale e artificiale
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La sperimentazione progettuale si dirama attraverso il
risparmio di risorse e la produzione di energia, i sistemi di climatizzazione
passiva, la bassa densità abitativa, l’autodeterminazione
dell’habitat all’interno di zone verdi, la memoria dei luoghi.
Ma0/emmeazero con Angelo Grasso, presenta uno studio urbano per l’espansione
della cittadina di Almere in Olanda, (foto 1 e 2). Il Comune di Almere,
nato quindici anni fa su terreni sottratti al mare, prevede di realizzare
un’espansione di 1024 ettari per 50.000 abitanti ed affida ai cittadini
la possibilità di costruire la propria casa. Il piano propone la
realizzazione di una rete connettiva di spazi naturali e corridoi ecologici
dedicati al tempo libero e allo sport ed individua una costellazione di
microcittà con sistemi di regole capaci di definire identità
urbane differenti. Lo studio NL Architects mette in mostra il progetto
A8ernA, per il sottopassaggio dell’autostrada A8, nel villaggio
di Koog aan de Zaan, vicino ad Amsterdam, (foto 3 e 4). Negli anni ‘70
venne costruito un viadotto su colonne per oltrepassare il largo fiume
Zaan, creando un taglio nel tessuto urbano. Il progetto ristabilisce una
connessione tra le due parti del borgo e dà vita al monumentale
spazio sotto l’autostrada, utilizzato come parcheggio e spazio di
risulta. Il sito viene considerato come punto focale ed i cittadini recano
numerose proposte, molte delle quali realizzate, stese in un documento
chiamato A8ernA. Il piano annovera: una pista da skateboard, una “galleria
per i graffiti”, un palco per la break dance, un campo da calcio,
uno per il basket, un parcheggio, due strade d’attraversamento,
una piazza coperta munita di supermercato, colonne specchianti a grandi
lettere, un negozio di pesci e fiori, una fontana luminosa, una pensilina
scultorea per il bus, un porticciolo sul fiume ed un ponte panoramico.
NL architects, studio di architettura
Lo studio nasce ad Amsterdam nel
1997 e si distingue grazie all’approccio
sperimentale, alla critica radicale verso
la realtà ed alla sensibilità nell’affrontare
problematiche a vari livelli. Numerosi i premi: nel 2007
il Mies van der Rohe per il progetto
del Basket Bar di Utrecht. Gli elementi ordinari del reale
diventano risorse sviluppabili con dispositivi innovativi.
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A lato del sovrappasso troviamo un parco attrezzato con
collinette e, dalla parte opposta, la piazza di fronte alla chiesa sulla
cui pavimentazione vengono evidenziate le piante degli edifici antichi,
con un effetto simile alla scenografia del film “Dogville”.
La marina mette ora in comunicazione il fiume Zaan con la strada principale
ed il ponte panoramico regala inediti punti di vista sul corso d’acqua.
Ecosistema Urbano progetta Ecoboulevard, (foto 5), un viale lungo 550
metri e largo 50 con tre “alberi d’aria”: uno climatico,
(foto 6), uno ludico (foto 7) ed uno mediatico (foto 8). Il Municipio
di Madrid indisse un concorso per la nuova zona suburbana di Vallecas
per creare spazi pubblici dotati di comfort bioclimatico in cui fosse
possibile sviluppare le relazioni sociali.
Ecosistema urbano, studio di
architettura
Vincitore dell’ultima edizione del premio Architectural
Review Award, lo studio, con sede a Madrid, progetta secondo
principi di sostenibilità ambientale ed ecologia
urbana. I loro progetti si confrontano con tematiche differenti
su scale diverse: dagli interventi urbani a Philadelphia
e Maribor, alla realizzazione di abitazioni
ecologiche in Spagna, Europa ed America Centrale.
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Le strutture leggere in acciaio sono smontabili e riciclabili,
i padiglioni sono energeticamente autosufficienti grazie ai pannelli solari
fotovoltaici e con un microclima favorevole alle attività sociali,
creato con sistemi passivi. L’ambiente madrileno è caldosecco
e gli alberi d’aria raggiungono una temperatura inferiore di 8°C
- 10°C rispetto a quella esterna in estate. L’albero climatico
(foto 6), è munito di pannelli fotovoltaici, di elementi che catturano
il vento con ventilatori incorporati, di vaporizzatori d’acqua,
di torri in materiale tessile termico e traspirante per il controllo della
luce solare, di una rete di illuminazione notturna a basso consumo, di
uno schermo interno formato da piante rampicanti e di una topografia artificiale
a terra per mantenere il comfort climatico.
NL architects, studio di architettura
Lo studio nasce ad Amsterdam nel
1997 e si distingue grazie all’approccio
sperimentale, alla critica radicale verso
la realtà ed alla sensibilità nell’affrontare
problematiche a vari livelli. Numerosi i premi: nel 2007
il Mies van der Rohe per il progetto
del Basket Bar di Utrecht. Gli elementi ordinari del reale
diventano risorse sviluppabili con dispositivi innovativi.
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L’albero ludico presenta attrezzature per il gioco,
quello mediatico viene usato per concerti e spettacoli su grandi schermi.
Le foto 9 e 10 mostrano il progetto di Elastico SpA per una zona pubblica
per il mercato e le feste a Budoia, a 10 chilometri da Pordenone. L'area
restituisce alla memoria storica una spianata creata dalla base militare
di Aviano reinterpretando i mazaron, muretti di sassi che delimitavano
i confini dei campi, sui quali l’architetto Stefano Pujatti giocava
da bambino.
Dott. Arch. Giacomo Cornelio
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