| L’abitazione
dell’architetto Lorenzo Forges Davanzati.
Questa casa si potrebbe considerare come una sorta
di decantazione dei vissuti di tutta la famiglia,
dove i singoli oggetti si manifestano in spazi completamente rimodellati.
Servizio di Gabriella Anedi
Foto Athos Lecce
Siamo a Milano, nel quartiere progettato nella seconda
metà degli anni '40 intorno agli ex spazi fieristici. Una serenità
che non lascia intravedere né le tante bombe scoppiate durante
la guerra davanti alla fontana del piazzale, né quelle
che semidistrussero questo edificio poi ricostruito "come era e dove
era". In uno degli appartamenti abita dal 1975 Lorenzo Forges Davanzati,
un architetto che si è mosso a 360 gradi nel campo della progettazione,
dalle sedute in midollino con Vittorio Bonacina ai piani urbanistici,
dai restauri di edifici (palazzina Liberty, Torre del Parco a Milano)
alla progettazione di interi quartieri. Ma tutta la sua ricerca è
profondamente segnata dall'incontro con l'arte, quella degli amici Gabriele
De Vecchi, Davide Boriani, Munari e Varisco protagonisti del “Gruppo
T”, il movimento cinetico tra gli anni ‘62 e ‘64, ma
anche da quella portata avanti in prima persona da lui e dai suoi figli
Andrea e Valentina. Questa casa si potrebbe definire come una sorta di
decantazione dei vissuti di tutta la famiglia.
Gli oggetti infatti si dispongono con originalità, ma senza clamore
ed eccessi, e vivono in perfetto equilibrio con gli spazi ridisegnati
con logica diversa da quella originaria che aveva previsto solo stanze
simmetricamente disposte ai lati del corridoio centrale. La casa è
dotata anche di una spazialità in verticale, lo si può notare
osservando la disposizione delle scale. La prima, nell'ingresso, conduce
al piacevolissimo giardino pensile di Valentina, ricavato soppalcando
un muro divisorio: le piante grasse raccolte in vasche di lamiera zincata
sono illuminate da lampade speciali Flora e si specchiano nel soffitto,
perfettamente visibili anche per l'osservatore più pigro.
La scala dell’ingresso conduce a un
giardino pensile,
alle pareti le sculture in acciaio rappresentano il volo dei rapaci,
sullo sfondo la giocosa cassettiera di Bob Venturi.
Un'altra scala, sempre in muratura, conduce
dal tavolo (disegnato da Ugo la Pietra) al soffitto. Alti gradoni con
pedata in legno ospitano oggetti da collezione e intanto portano alla
botola: in realtà si tratta di un'opera di Luca Pizzorno realizzata
in lamiera ritagliata da un controsoffitto del primo novecento recuperato
tra le macerie newyorkesi. Per chi vuole accedere alla soffitta soprastante
non resta che aprire questa "immagine" munita di scaletta a
pantografo. Nel soggiorno è ancora l'alto a dominare con il quadro
appeso al soffitto di Hsiao Cin, un artista cinese che da anni opera a
Milano esponendo alla galleria Marconi. Lungo le pareti, infine, scorrono
luminose e inquietanti le sculture in acciaio inossidabile del figlio
Andrea: quelle che si vedono sono l'esito finale di un’attenta osservazione
del mondo naturale, in particolare del volo notturno dei rapaci. Un'insolita
disposizione verticale è quella conquistata da Valentina con la
piccola serravetrina inserita nella parete tra l'ingresso e lo studio.
Il microclima che si crea è quello giusto per piante della famiglia
delle cactacee, le stesse disposte sul "tavolo verde" davanti
al camino. Una particolare passione per i camini sembra essersi impossessata
di Lorenzo Forges Davanzati, che ha iniziato cimentandosi con un finto
camino dipinto insieme a Paola Sarraval (una scenografa che lavora a Venezia)
interpretando un originale di Piranesi.
Il suo trasferimento in cucina ha lasciato il posto a un camino vero,
inglobato in una parete in gesso molto alta e giocata sul controllo sottile
dei passaggi chiaroscurali nell'alternanza di pieni e vuoti e che, come
in un gesso canoviano, dispiega tutta la raffinatezza dei bianchi.
A fronte di questo rigore, si staglia con giocoso coraggio la cassettiera
disegnata integralmente da Bob Venturi, il noto architetto americano,
in occasione della mostra "Le affinità elettive" alla
Triennale di Milano organizzata da Carlo Guenzi. La cucina col suo lungo
tavolo ottimizza il taglio longitudinale della stanza.
Il sottotetto è firmato da Urano Palma che vi ha allestito vari
ambienti impiegando piastrelle di truciolare fresate e forate col trapano.
Totalmente monoblocco è qui il bagno, che utilizza gli esiti della
ricerca per gli spazi minimi di Mario Schickenbauer.
Biografia
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Lorenzo Forges Davanzati nasce a Milano
nel 1929. Laureato alla facoltà di Architettura del Politecnico,
opera come libero professionista.
Si è occupato di design e di multimedialità nel settore
delle arti visive.
Andrea Forges Davanzati si è diplomato in scultura presso la
Nuova Accademia di Belle Arti di Milano.
Valentina Forges Davanzati nasce a Milano nel 1968 e si specializza
in progettazione di giardini presso la “Kew School of Garden
Design Course”. |
Qualità dell'intervento
Centralità del progetto: sono state ridisegnate le diverse aree
della casa ed è stato sfruttato con originalità
lo spazio in verticale, sistemandovi scale, specchi, sculture e un piccolo
giardino.
Innovazione: riutilizzare i soffitti come superfici per l’arte,
non più stucchi, ma dipinti e applicazioni contemporanee.
Uso dei materiali: pavimenti in legno e tempere per le pareti.
Nuove tecnologie: il giardino pensile ricavato soppalcando un muro divisorio
nell’ingresso è dotato di lampade speciali
per la crescita delle piante.
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